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Tiziana
Cappellini, 7 Agosto 2006: Melodrammatico |
Gaumont
Vale, 1980
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Tess
di Roman Polanski
Inghilterra,
fine Ottocento. Tess è una giovane ragazza di umili origini,
inviata dalla propria famiglia a conoscere dei ricchi parenti, a seguito
della scoperta di appartenere alla stessa antica e illustre casata.
In realtà, questi parenti si riveleranno essere falsi, in quanto
hanno solamente acquistato, e non ereditato, il titolo. Ma questa è
solo la prima amara sorpresa di un ironico e triste destino...
La
vicenda di Tess, tratta dal romanzo "Tess dei D'Ubervilles"
di Thomas Hardy, viene integralmente e fedelmente rispettata da Roman
Polanski (che ne è anche il co-sceneggiatore); la durata stessa
del film, di circa tre ore, lo dimostra da sé. È
sufficiente osservare la sequenza iniziale per comprendere come l'atmosfera
campestre del romanzo viene mantenuta nel film, con la fedele e pittoresca
ricostruzione fatta delle feste di paese. L'elemento campestre è
fondamentale nella vita e nel personaggio di Tess: in campagna è
nata e in campagna vi ritorna ogni volta in cui la sua vita sembra cambiare,
mentre invece la fa ritornare sempre alle sue origini.
La
protagonista del romanzo, la cui rara e altrettanto fondamentale bellezza
viene ripetutamente sottolineata da Hardy, nel film si incarna perfettamente
nella fisicità di Nastassja Kinski; e questo è senz'altro
un ulteriore elemento che determina la riuscita globale del film. Lo
stesso principio di fedeltà è stato applicato anche nella
scelta dei due co-protagonisti maschili: moro e seducente il falso cugino
Alec; biondo ed etereo il futuro marito Angel. Sono queste le due polarità
nelle quali Tess si dibatte: un forte richiamo alla vita e ai sentimenti
contro un eccessivo rigore morale che non ammette, fra l'altro, il perdono
di colpe passate.
Tess viene schiacciata da questo duplice meccanismo fin dall'inizio
del film; tuttavia, è lecito chiedersi se quanto Hardy chiama
inesorabile "Destino umano" non sia piuttosto - almeno parzialmente
- libero arbitrio. Polanski non fornisce risposte né suggerisce
indicazioni per arrivarci: insomma, non azzarda alcuna tesi, coerente
al principio di fedeltà al romanzo. In questo modo, l'ambigua
e delicata scena di seduzione di Tess narrata da Hardy viene realizzata
da Polanski mantenendo la stessa, identica ambiguità, che solleva
la stessa identica domanda: Tess è davvero vittima fino in fondo,
oppure è parzialmente responsabile di quello che, d'ora in poi,
sarà un duro e - forse - ingiusto Destino?
Polanski
continua a seguire fedelmente la vicenda di Tess: la sua fuga dal cugino
Alec - non subito, però, perché per un periodo "ne
è stata abbagliata"; la nascita e la prematura morte del
figlio avuto da lui; l'incontro e le nozze con Angel, che subito dopo
la ripudia a seguito della sua confessione degli errori passati. Ed
ecco che quella donna che Angel aveva creduto essere "una figlia
della Natura" - lui, che è incapace di diventare agricoltore,
e quindi di stabilire un rapporto con essa e con chi ne è la
metafora - torna alle sue origini. Polanski ci mostra Tess sfinirsi
di lavoro nei campi ghiacciati durante l'inverno, e fino a tarda notte
durante l'estate. Questo ci viene mostrato attraverso una sequenza che
pare condurre lo spettatore nel mondo e nella mente di Tess: Polanski
esclude la colonna sonora - peraltro, quasi assente in tutto il film
- per sottolineare l'assordante e monotono rumore delle trebbiatrici,
che col loro ritmo scandiscono un tempo infinito per chi lavora. Solo
così lo spettatore può rendersi conto di che cosa può
significare per Tess e per gli altri lavoranti sfinirsi ogni giorno
in quel modo, mentre i padroni si arricchiscono semplicemente standoli
a guardare.
A
questo punto, Polanski sottolinea una frase del romanzo, che può
essere illuminante circa l'atteggiamento di Tess: "Perché
sei così attratta dall'infelicità?", le chiede Alec.
L'alternativa sarebbe quella di tornare con lui, a prezzo di perdersi
di nuovo; ma Tess è davvero fatalmente attratta dall'infelicità,
che sceglie inconsciamente ogni volta. Quando,
più tardi, torna con Alec, lo fa perché è davvero
costretta dalla circostanze; quando lo uccide, lo fa perché la
sua mente è ormai troppo sconvolta da tanto dolore accumulato
negli anni. Questo è però un momento del film in cui Polanski
si discosta da Hardy, in quanto evita di filmare l'omicidio, riprendendo
solo delle macchie di sangue che segnalano la presenza del cadavere.
Quando però Tess può fuggire per riparare all'estero,
il suo destino torna nuovamente ad inchiodarla facendole sentire per
l'ultima volta la fatale attrazione verso l'infelicità: Tess
non scappa più forte che può, ma sceglie di fermarsi a
dormire. È vero che è notte; ma è anche vero che
questa è un'imprudenza. Non importa che Tess si sia riconciliata
con Angel tornato pentito: sa che ormai è la sua ora e che, non
potendo sfuggire al suo destino, è giusto e inevitabile fermarsi
ad aspettarla.
Un
campo lungo ci mostra il suo arresto; ma Polanski preferisce poi ricorrere
ad una didascalia per comunicare allo spettatore le modalità
dell'esecuzione di Tess. D'altro canto - per chi ci crede - il Destino
è già scritto.
Percorsi tematici
La
Nona Porta - di Roman Polanski; con Johnny Depp.
Oliver Twist - di Roman Polanski; con Ben
Kingsley, Barney Clark.
Per favore, non mordermi sul collo! - di Roman
Polanski; con Jack MacGowran, Roman Polanski.
Il pianista - di Roman Polanski; con Adrien
Brody, Thomas Kretschmann.
Titolo:
Tess (Id.)
Regia:
Roman Polanski
Sceneggiatura:
Gérard Brach, Roman Polanski, John Brownjohn
Fotografia:
Ghislain Cloquet, Geoffrey Unsworth
Interpreti:
Nastassja Kinski, Peter Firth, Leigh Lawson, John Collin, Rosemary Martin,
Carolyn Pickles, Richard Pearson, David Markham, Pascale de Boysson,
Suzanna Hamilton, Tony Church, Caroline Embling, Lesley Dunlop, Sylvia
Coleridge, Fred Bryant, Dicken Ashworth, Patsy Rowlands, John Barrett,
Brigid Erin Bates, Patsy Smart, Jeanne Biras, John Bett
Nazionalità:
Francia - Regno Unito, 1979
Durata:
3h. 05'
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