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Giuseppe Pastore, 19 Ottobre 2003: Cattivo |
Uip
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Da
morire
di Gus Van Sant
Un
Gus Van Sant prima maniera, coraggioso e sperimentalista (si veda l'ultima
scena, con lo schermo diviso in due, poi in quattro, poi in otto, e
ancora e ancora...), satireggia in modo graffiante e corrosivo sulla
società d'oggi, fondata sull'apparire prima che sull'esistere,
che trova l'estasi e l'appagamento nella TV.
"Tutti saremmo migliori se apparissimo in TV" é il
motto che muove l'intraprendente Suzanne Stone, assolutamente determinata
a raggiungere il proprio scopo.
Un film in cui non si contano le trovate, le buone idee, le provocazioni;
che pecca forse di aritmia, scontando una parte centrale meno affascinante
dell'inizio e meno pungente dell'ottimo finale. Van Sant promette quel
che poi, in un modo o nell'altro, riuscirà a mantenere nella
sua carriera, in un tripudio di primi piani e di montaggi serrati.
La
bella e un po' scema Suzanne Stone vuole diventare una giornalista televisiva:
sposa Larry Maretto, un batterista di paese, e inizia la sua scalata
ai grandi network da una piccola e pulciosa TV locale, in cui conduce
le previsione meteorologiche. Quando suo marito le chiede dei figli,
lei reagisce seducendo uno di tre studenti con cui sta realizzando un
documentario, e convincendo lui e l'amico ad uccidere il marito. I due
eseguono, ma vengono subito beccati e arrestati. Lei può così
continuare tranquillamente la sua escalation, ma il suocero sospetta...
Sempre
in bilico tra la commedia, il noir e il grottesco, "Da morire"
fu il film che lanciò nel firmamento hollywoodiano una grande
Nicole Kidman, non solo bellissima (è la prassi), ma anche eccezionalmente
brava (vinse il Golden Globe), e qui per la prima volta affrancatasi
da quell'ingombrante etichetta di "moglie di Tom Cruise" che
ne ha a lungo frenato l'ascesa.
Nel
cast, da segnalare anche un giovane e allora sconosciuto Joaquin Phoenix,
nei panni dell'idiota studentello che si fa ammaliare dalle grazie di
Suzanne, e il colpo di genio di Van Sant: far recitare la parte dell'inquietante
produttore televisivo a uno che con queste cose ci ha avuto a che fare
con cose come "Videodrome", ovvero David Cronenberg, glaciale
nel suo minuto sulla scena.
Un
film niente male, cattivo quanto piacevole, che non risparmia fiele
sull'America ma che visto oggi sembra quasi un dejà-vu,
dacchè si sofferma su concetti di cui s'è già abusato
nell'ultimo decennio.
Percorsi
tematici
Elephant
- di Gus Van Sant; con Alex Frost, Eric Deulen, John Robinson.
Paranoid Park - di Gus Van Sant; con Gabe
Nevins.
Psycho - di Gus Van Sant; con Vince Vaughn,
Anne Heche, William H. Macy, Julianne Moore.
Scoprendo Forrester - di Gus Van Sant; con
Sean Connery, Rob Brown, Anna Paquin.
Will Hunting - Genio ribelle - di Gus Van
Sant; con Matt Damon, Ben Affleck, Robin Williams.
Titolo:
Da morire (To Die For)
Regia:
Gus Van Sant
Sceneggiatura:
Buck Henry
Fotografia:
Eric Alan Edwards
Interpreti:
Nicole Kidman, Matt Dillon, Joaquin Phoenix, Casey Affleck, Illeana
Douglas, Buck Henry, David Cronenberg, Dan Hedaya, Alison Folland, Wayne
Knight, Maria Tucci, Kurtwood Smith, Susan Traylor, Holland Taylor,
Tim Hopper, Michael Rispoli, Gerry Quigley, Tom Forrester, Alan Edward
Lewis, Nadine MacKinnon, Conrad Coates, Ron Gabriel, Ian Heath
Nazionalità:
USA, 1995
Durata:
1h. 43'
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