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Marco
Catola, 18 Aprile 2008: Anacronistico |
Teodora,
14 Marzo 2008
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Nelle
tue mani
di Peter Del Monte
Dopo
un silenzio, più o meno forzato, di ben 8 anni (il suo ultimo
lavoro, "Controvento" con l'inedita accoppiata Buy-Golino,
risale al 2000), torna Peter Del Monte, per alcuni un maestro per altri
un regista sopravvalutato. Schivo, introverso e decisamente non facile,
Del Monte si è sempre imposto con un cinema fuori degli schemi,
poco convenzionale e lontano dal gusto corrente. Un cinema forse d'altri
tempi che si ricollega a tutta una tradizione, se vogliamo anche di
matrice antonioniana, più incline all'introspezione e all'intimismo
che non alla spettacolarizzazione dei sentimenti o all'esaltazione del
pathos.
Anche
la sua ultima fatica, ed è proprio il caso di definirla così
viste le difficoltà produttive (il film non ha ottenuto finanziamenti
statali e non è spalleggiato dalla Tv come è orgogliosa
di precisare la Teodora di Vieri Razzini che lo distribuisce), sembrerebbe
rientrare in questa sua personalissima ottica: cinema non assuefatto
alle leggi di mercato, tutt'altro che rassicurante; in una parola libero.
Non sempre, però, il coraggio è un merito, e se indubbiamente
"Nelle tue mani" è un film coraggioso per tematiche,
impostazione e messaggio, l'imprint inculcato da Del Monte a sceneggiatura
e messinscena non riesce in effetti a mantenere le premesse vantate.
Melodramma
degli affetti tra mancanze snaturate e traumi sopiti, abbandoni reiterati
e severe implosioni, ferite indelebili e rimarginazioni insperate. Con
un occhio di riguardo per la presa di coscienza della propria insanità
e la rassegnazione al caos universale. Due le anime coinvolte: Teo,
astrofisico raziocinante attratto dall'ignoto ingestibile e distruttivo,
e Mavi, dea caotica e umorale, instabile e affascinante come una supernova.
L'incontro-scontro tra i due (Mavi investe con l'auto Teo) dà
inizio ad una storia d'amore che nel giro di circa dieci anni trova
il tempo per nascere, morire e forse risorgere. Passando attraverso
la violenza di un'esacerbazione interiore che spinge Teo all'isolamento
atarassico e Mavi alla progressiva distruzione di sé e di tutto
quello che le gravita intorno.
L'equilibrio
spezzato dall'instabilità del cuore di Mavi non segna la fine
di un amore ma solo un black out emozionale e momentaneo che
non trova più nel corpo la sua valvola di sfogo e si spinge oltre
i limiti della frustrazione rasentando la patologia. Mavi è il
caos cui Teo inconsciamente aspira ma che consciamente rifugge. Come
per protoni ed elettroni, anche per Mavi e Teo vige la legge degli opposti
che si attraggono. Il nucleo dei loro cuori è tenuto insieme
proprio dalla compensazione che l'uno opera sull'altra. L'apparente
linearità di Teo compensa il turbinio esistenziale di Mavi. In
questa lotta di flussi contrapposti Del Monte sembra dirci che su tutto
vince il tempo, che placa inquietudine e incertezze, e forse l'amore.
Un amore complicato ma anche semplice, quasi cristallino nella sua ovvietà.
Due persone che si amano tra alti e bassi. Con tanto di figlia a carico.
Come tante altre storie d'amore di oggi. Nascoste dietro le mura di
casa, dove nessuno più entrare. Del Monte ci si addentra e carica
di emozioni la sua messinscena senza però strafare e lasciando
campo libero ai suoi due attori-robot. Il gioco dei ruoli diventa a
tratti estenuante e alla fine il rischio di assecondare un'autorialità
sovraesposta incombe. Un film sull'amore, sulla caducità dei
sentimenti e sull'incomunicabilità. Sgraziato, disturbante e
tutt'altro che consolatorio.
Titolo:
Nelle tue mani
Regia:
Peter Del Monte
Sceneggiatura:
Peter Del Monte, Michele Pellegrini
Fotografia:
Marco Carosi
Interpreti:
Kasia Smutniak, Marco Foschi, Luisa De Santis, Severino Saltarelli,
Luciano Bartoli, Simona Caramelli, Alberto Cracco, Gaetano Carotenuto,
Riccardo Francia, Eleonora Solofra, Noemi Abbrescia, Alba Rohrwacher,
Pier Francesco Poggi, Marina Pennafina, Nicolò Benvenuti, Andrea
Bruschi, Carolina Levi, Davide Manuli, Paolo De Bernardis
Nazionalità:
Italia, 2007
Durata:
1h. 40'
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