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Luciana Morelli, 12 Ottobre 2004: Appassionato |
Bim,
15 Ottobre 2004
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La
sposa turca
di Fatih Akin
La
cosa che unisce di più Cahit e Sibel, i due personaggi di questa
storia, è la disperazione, la paura di vedersi passare la vita
davanti senza mai essere riusciti ad assecondare la loro natura o le
loro frivolezze. Essere completamente se stessi è già
di solito molto difficile, ma per due ragazzi di origine turca emigrati
in Germania che hanno un carattere a dir poco ribelle, può risultare
quasi impossibile.
Lei,
Sibel, è una giovane e bella ragazza che più volte ha
tentato il suicidio per cercare di allontanarsi da una famiglia severa
e fanaticamente osservante delle tradizioni religiose, mentre Cahit
è un trentenne col vizio dell'alcol, dei locali notturni e della
vita sbandata, che non fa che pensare di togliersi la vita e mettere
così fine alla sua depressione. I due si conoscono per caso e
Sibel come prima cosa gli chiede se sarebbe disposto a sposarla, senza
impegni affettivi s'intende, ma solo per liberarla dalla prigionia in
cui i suoi la costringono. Lui accetta il patto senza pensarci troppo
e senza sospettare minimamente di come la convivenza sarà in
grado di cambiare un rapporto e di come l'amore per una donna possa
esasperare certi comportamenti e portarli all'estremo...
I
minuti iniziali de "La sposa turca" sembrano preannunciare
il solito doloroso film sulla difficoltà di integrazione sociale
di immigrati (di solito di religione musulmana) che non riescono per
varie ed ovvie ragioni a scrollarsi di dosso le proprie origini, e per
questo sono pronti a commettere anche gesti estremi. La durezza delle
immagini ed il modo brutale con cui il regista tedesco di origine turca
Fatih Akin cerca di catapultarlo nel difficile contesto dei protagonisti,
da subito disorientano non poco lo spettatore. C'è però
da dire che con il passare del tempo quella sensazione di stordimento
si attenua ed il film rallenta notevolmente i ritmi; tutto assume man
mano una straordinaria emotività, si ha come la strana sensazione
di avere di fronte un uomo e una donna che si tormentano e inseguono
a vicenda ma le cui strade si incroceranno troppo tardi e mai fino in
fondo.
Una
storia d'amore intensa e fuori da qualsiasi clichè, due attori
spavaldi ed intriganti con due facce non bellissime ma estremamente
convincenti ed espressive, che rispecchiano perfettamente quel che i
loro personaggi vivono in fondo all'anima e che con la sapiente mano
del regista hanno raccontato e vissuto per noi un piccolo grande dramma.
Una storia fatta di atmosfere cupe e squallide, della triste realtà
fatta di solitudini e degrado in cui molti immigrati vivono ogni giorno
e cercano con fatica di costruire qualcosa di importante per il loro
futuro fuggendo dalle proprie radici e dalla propria identità.
Ed è a questo che alla fine si avrà la sensazione di aver
assistito, alla fine: ad una lunga fuga da ciò che i due erano,
ad una trasformazione dolorosa, sofferta ma forse necessaria per vivere
in un mondo che non accetta diversità di alcun genere.
Vincitore
dell'Orso d'oro alla 54esima edizione del Festival di Berlino, "La
sposa turca" è un film senza pretese, fatto con passione,
girato con classe e dedicato ad un pubblico cinematograficamente maturo
che abbia voglia di emozionarsi e recepire, non solo di guardare.
Percorsi
tematici
Ai
confini del Paradiso - di Fatih Akin.
Crossing the Bridge - The Sound of Istanbul
- di Fatih Akin.
Titolo:
La sposa turca (Gegen die Wand)
Regia:
Fatih Akin
Sceneggiatura:
Fatih Akin
Fotografia:
Rainer Klausmann
Interpreti:
Birol Ünel, Sibel Kekilli, Catrin Striebeck, Güven Kýraç,
Meltem Cumbul, Cem Akin, Aysel Iscan, Demir Gökgöl, Stefan
Gebelhoff, Hermann Lause, Adam Bousdoukos, Ralph Misske, Mehmet Kurtulus,
Zarah McKenzie, Francesco Fiannaca, Sabine Bredy, Philip Baltus, Karin
Niwiger, Aiskel Iscan, Oran Güner, Andreas Thiel, Adam Bousdoukos,
Monique Akin
Nazionalità:
Germania, 2004
Durata:
2h. 03'
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