|
Paola
Cavallini, 16 Dicembre 2005: Profondo |
01
Distribution, 16 Dicembre 2005
|
A
History of Violence
di David Cronenberg
Tom
Stall è il proprietario di un piccolo ristorante a Millbrook,
un'insignificante cittadina americana; è un uomo che ama il suo
lavoro ed è il capo migliore che voi possiate immaginare. Tom
Stall è un marito innamorato e un amante passionale, un padre
dolce e comprensivo per la sua piccola Sarah ed un esempio di vita per
suo figlio maggiore, Jack. Tom Stall è amato dai suoi concittadini,
è un uomo rispettato ed inserito nella sua comunità.
Un giorno
d'autunno, Tom ammazza a colpi d'arma da fuoco due criminali nel suo
piccolo ristorante; lo fa solo perché è stato provocato,
per difendere la sua vita e quella dei suoi dipendenti, e diventa un
eroe. Da quel giorno, entreranno nella sua vita alcuni loschi figuri,
e Tom e la sua famiglia non saranno più gli stessi.
La
metamorfosi ancora e sempre alla base del più recente film di
David Cronenberg, "A History of Violence", liberamente tratto
dall'omonima graphic novel di John Wagner e Vince Locke. Possiamo
dire che è molto liberamente tratto dal testo di partenza, in
quanto lo sceneggiatore Josh Olson, di concerto con il regista, ha profondamente
stravolto il testo, restandogli fedele solo in alcuni tratti, che non
sono peraltro quelli fondamentali della narrazione.
Cronenberg
sceglie, per il suo quindicesimo lungometraggio, di raccontare una vicenda
tutto sommato classica, cosa che non accade spesso, ma anche all'interno
di una storia di non grande originalità inserisce tutti gli elementi
classici del suo cinema: la mutazione, il rapporto tra normalità
e anormalità, il dolore dei sentimenti, la carne, la violenza.
Ecco, la violenza,
come celebra sin dall'inizio il titolo del film, è la principale
protagonista della pellicola, ben nascosta ma decisamente presente in
tutti i personaggi sin dall'inizio della vicenda. Tom che ci mette un
secondo a decidere di diventare un assassino, Edie - la moglie - che
diventa una leonessa solo all'idea che qualcuno si avvicini alla sua
famiglia, Jack che scopre in sé la voglia e la capacità
di reagire a tutto ciò che fino ad allora ha tollerato... e non
vi raccontiamo altro, per non guastarvi la narrazione, che comprende
un buon numero di colpi di scena che non è il caso di svelare,
cosa che tra l'altro era stata chiesta anche alla stampa in sede di
Festival a Cannes.
Un
accenno però meritano alcuni dettagli inseriti nel film, che
saranno motivo di soddisfazione per gli spettatori più abituati
al "registro" di Cronenberg: tutta la scenografia, perfetta
per rappresentare - senza eccedere - la mentalità e la cultura
di Millbrook; i cartelli di benvenuto che accolgono tutti con i loro
"Welcome" qua e là. Pubblicità di birra che
inneggiano all'amicizia secolare. Pick-up che "stanno tornando
alla vita"... tutto questo per dire che la violenza, lo si voglia
o no, appartiene a tutti noi, e chi più chi meno siamo disposti
a tirarla fuori quando serve.
Notevoli
le performance del cast che, senza avere "grandi"
personaggi da rappresentare, dà prova di ottimo lavoro. Mortensen
- sul quale a dir la verità avevo discreti dubbi - riesce a trasmettere
allo spettatore la metamorfosi che lo costringe a portare fuori il suo
vero se stesso; Maria Bello credibile nella parte di mogliettina innamorata,
ma allo stesso tempo di donna sensuale e di madre; anche il giovane
Ashton Holmes è ben calato nella parte di adolescente alle prese
con una rivelazione troppo grande per lui. Discorso a parte meritano
Ed Harris nella parte di Carl Fogarty e soprattutto William Hurt che,
in un cameo di pochi minuti, riesce a dipingere un personaggio complesso
che racchiude tutto il passato di Tom, e che ne forgerà tutto
il futuro.
Interessante,
dal punto di vista tecnico, la fotografia, che "muta" tra
la prima e la seconda parte concettuale di film, incupendosi e sgranandosi,
quasi che volesse dire che tutta Millbrook ha subito una metamorfosi
cupa ed irreversibile. Quasi inesistente la colonna sonora, che interviene
solo a sottolineare i momenti di maggior tensione. Ottime la scene di
azione, che sottolineano la scelta, complessa, del ritmo che Cronenberg
ha voluto imporre al film: se inizialmente il ritmo è lentissimo
- quasi fin troppo - e le esplosioni di violenza rarissime, con il passare
del tempo l'equilibrio si inverte, senza che lo spettatore avverta alcuno
strappo, per passare alla violenza in toto.
Dal punto di vista della scrittura segnaliamo la totale assenza del
flashback, strategia sulla quale era invece interamente basato
il testo di partenza; Cronenberg non ha bisogno di far vedere molto
del passato per raccontare il presente: sono le azioni dei protagonista
che ce lo mostrano.
Cronenberg
costruisce un film apparentemente tra i suoi più "innocui",
ma l'effetto sullo spettatore è a scoppio ritardato, è
strisciante e infido come il percorso di un virus che, poco a poco,
si insinua nel suo sistema immunitario, e quando ci se ne accorge è
troppo tardi, ormai si è stati colpiti. "A History of Violence"
è la dimostrazione che la frase "non è la storia,
ma chi la racconta" ha davvero un senso. Una vicenda come quella
narrata nel film avrebbe potuto diventare un classico polpettone hollywoodiano;
quello che ne esce invece è un film d'autore che fa riflettere
lo spettatore, che lo costringe a chiedersi, quasi senza rendersene
conto. "E io che cosa farei al suo posto?", e a decidere,
almeno per quanto mi riguarda, che forse la scelta di Tom era l'unica
possibile.
Percorsi tematici
Inseparabili
- di David Cronenberg; con Jeremy Irons, Geneviève Bujold.
La mosca - The Fly - di David Cronenberg;
con Jeff Goldblum, Geena Davis.
La promessa dell'assassino - di David
Cronenberg; con Viggo Mortensen, Naomi Watts, Vincent Cassel.
Scanners -
di David Cronenberg; con Jennifer O'Neill, Stephen Lack, Michael Ironside.
Spider - di David Cronenberg; con Ralph
Fiennes, Miranda Richardson, Gabriel Byrne.
Videodrome - di David Cronenberg; con James
Woods, Deborah Harry.
Titolo:
A History of Violence (Id.)
Regia:
David Cronenberg
Sceneggiatura:
Josh Olson
Fotografia:
Peter Suschitzky
Interpreti:
Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes,
Peter MacNeill, Stephen McHattie, Greg Bryk, Sumela Kay, Kyle Schmid,
Deborah Drakeford, Gerry Quigley, Heidi Hayes, Aidan Devine, Bill MacDonald,
Michelle McCree, Ian Matthews, R.D. Reid, Morgan Kelly, Martha Reilly,
Jason Barbeck, Bruce Beaton, Neven Pajkic
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
1h. 36'
|