Alberto Cassani, 15 Gennaio 1999: Divertentissimo
Medusa, 18 Dicembre 1998

Così è la vita

di Aldo, Giovanni e Giacomo & Massimo Venier


“Che giornata, eh?"
    Michael Douglas - “Chorus Line”, 1985.

Una scenaEsci di casa la mattina dopo che tua moglie non te l’ha data e ti cadono le chiavi della macchina in un tombino, torni indietro e prendi quelle di scorta e quando arrivi al parcheggio scopri che ti hanno rigato la macchina (tre volte. Non una, tre!). In lacrime ti fermi a prendere il giornale e la giacca ti resta impigliata in uno spigolo e si strappa, il figlio piccolo di una vicina di casa ti vomita addosso e quando ti distrai un attimo ti ciulano anche l'auto. Dopo questa clamorosa sequela di sfighe una volante della polizia che arriva e` troppo bello. E infatti quando ti puntano una .22 in faccia sei veramente nella merda. Ma perché non te ne sei rimasto a letto, stamattina?

Un'immagine pubblicitariaSpesso è difficile, per un regista al secondo film, ripetere il successo del primo. Aldo, Giovanni e Giacomo, la massima espressione della comicità celtica tanto cara a Bertolino, non solo si sono ripetuti alla grande, ma hanno anche incassato di più di quanto non avessero fatto con “Tre uomini e una gamba”. A qualcuno, comunque, il film può non essere piaciuto molto, perché è un po’ triste, un po' troppo malinconico. Invece io trovo che sia eccezionale, molto divertente quando vuole esserlo e seriamente serio quando deve esserlo. In fondo anche “Three men and a leg” aveva un finale abbastanza triste, no? I punti di contatto tra le due opere non sono pochi: all’inizio vediamo un film dentro un film, e cioè il seguito di quello che Giacomo guardava in TV all’inizio del loro primo film, con i tre gangster ai lavori forzati dopo aver sparato a Kennedy. Quello che lavora con loro è interpretato dallo stesso attore che aveva interpretato il cameriere, e anche qui fa una brutta fine (sto parlando troppo?); durante la scena Aldo e Giacomo vengono colpiti alle gambe da colpi sparati da Giovanni, come nel primo (continuo a parlare troppo?); e poi la barzelletta continuamente interrotta ricorda molto il racconto continuamente interrotto del primo (d’accordo, ho parlato troppo).

In realtà la cosa che più accomuna i due film è che entrambi sono quasi dei road-movie. Infatti in entrambi i film Al, Johnny e Jack passano un sacco di tempo in auto, solo che stavolta un paio di dialoghi non sono eccezionali ed il ritmo è un po’ lento. Però l’incredibile vena comica dei tre e dei co-sceneggiatori Massimo Venier (anche co-regista), Gino & Michele, Giorgio “Gialappa’s Band” Gherarducci e Graziano Ferrari riesce a rendere divertente persino il proverbio africano più abusato della storia, quello del leone e della gazzella, trasformati per l’occasione in un crotalo ed un fagiano, costruendogli attorno una scena (quella del ristorante) assolutamente memorabile.

Il regista Massimo Venier con Aldo, Giovanne e Giacomo durante una pausa di lavorazioneL’inviato in Italia di “Variety” ha paragonato lo stile di recitazione di Aldo a quella di Roberto Benigni, ed effettivamente qualche somiglianza c’è, non fosse altro che per le loro esagerazioni fisiche. Personalmente continuo a pensare che Giacomo sia il peggiore dei tre, troppo rigido e troppo “finto” nella sua recitazione, ma d’altronde la critica che è stata mossa al gruppo da molti giornalisti è stata proprio di non essersi ancora completamente staccati dall’impostazione televisivo-cabarettistica, salvo poi far notare che quando si dedicano ad una trama vera e propria la storia diventa troppo triste. Uff, mai contenti ‘sti giornalisti, in fondo finché ci fanno morire dal ridere non vedo dove sia il problema, no? Personalmente l’unica scena che ho trovato veramente malinconica è quella in cui Giacomo scrive al computer, all'inizio del film, e dietro di lui, alla parete, si vede chiaramente una sua foto insieme a Gigi Simoni, allora ancora allenatore dell’Inter.

Le musiche questa volta sono state composte dai Negrita, che hanno fatto veramente un ottimo lavoro (ma non hanno proprio resistito a mettere “Cambio”, eh?) anche se alle volte la musica non è proprio di commento ma stride un po’ con le immagini che vediamo proiettate sullo schermo. Va bene lo stesso, comunque, Phil Palmer non aveva saputo fare meglio, in “Tre uomini e una gamba”.

A provare a rispondere alla domanda “Qual è il senso della vita?” ci avevano già provato i Monty Python una quindicina d’anni fa, travestiti da pesci rossi in una boccia d’acqua, in quello che probabilmente è il loro miglior film: “Monty Python: il senso della vita”. La risposta che Aldo, Giovanni e Giacomo danno in questo film è altrettanto zoologica: è un cane trascinato da un’auto perché i padroni se lo sono dimenticato attaccato al paraurti. Ah no, questo è il film dell’anno scorso...

Mia moglie è un puttanone...!


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La locandinaTitolo: Così è la vita
Regia: Aldo, Giovanni e Giacomo e Massimo Venier
Sceneggiatura: Aldo, Giovanni e Giacomo, Massimo Venier, Gino e Michele
Fotografia: Giovanni Fiore Coltellacci
Interpreti: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Marina Massironi, Antonio Catania, Fabrizio Ambrassa, Fabio Biaggi, Saturno Brioschi, Giovanni Cacioppo, Stefania Di Nardo, Giorgio Centamore, Mohamed El Sayed, Elena Giusti, Cesare Gallarini, Rodolfo Rezzoli, Francesco Pannofino
Nazionalità: Italia, 1998
Durata: 1h. 40'