Tiziana Cappellini, 17 Settembre 2005: Efficace
Columbia, 1990

Vittime di guerra

di Brian De Palma


Michael J. Fox e Sean Penn in una scenaDurante la guerra in Vietnam, cinque soldati statunitensi compiono dei crimini nei confronti di una giovane del posto. Solo uno di loro è innocente e avrà il coraggio di reclamare giustizia, portando avanti da solo la propria denuncia del misfatto... La denuncia di questo soldato non è però l'unica: l'intero film è infatti una denuncia contro la guerra sia del Vietnam che ogni altra. "Tutti gli eserciti hanno sempre fatto così": è in questo modo che uno dei cinque soldati tenta di zittire Eriksson - l'unico che non partecipa alla follia della squadra alla quale appartiene - quando protesta contro il rapimento della ragazza vietnamita. E lo spettatore è consapevole del fatto che, purtroppo, questa è una tragica verità ripetutasi nel corso della Storia; ma nella fattispecie, tale verità è resa più amara in quanto il film è basato su di una vicenda realmente accaduta. Vi è però anche chi dice di peggio: "E' inutile cercare di combattere il Sistema", si sente rispondere Eriksson da un suo superiore nel momento in cui denuncia lo stupro e la barbara uccisione della ragazza.

Michael J. FoxIn questo film non ci sono epiche scene di battaglia, ma quanto basta per mostrare l'assurdo rischio al quale molti giovani statunitensi sono stati esposti con il loro arruolamento in questa guerra: si può morire all'improvviso, mentre si parla con un compagno - e questa è una morte ancora più insensata ed inaccettabile di quella che capita in pieno combattimento - oppure per l'inesperienza dovuta ad un'età troppo acerba per essere un soldato. Colpi di scena improvvisi e rapidi, ma che coincidono con la volontà del regista di indurre a riflettere, e che dimostrano come non sempre è necessario offrire allo spettatore fiumi di sangue per imprimere certe sequenze nella sua mente.

Una scenaI personaggi, sia i cinque protagonisti che i pochi altri secondari, sono ben tratteggiati ed interpretati in modo efficace; in particolare, Sean Penn da vita ad un soldato odioso quanto immorale, reso tale forse anche dallo shock subito per la recente perdita di un compagno al quale era affezionato, ma non per questo giustificabile nelle sue azioni spregevoli. "O uccidi o ti fai uccidere. E a volte, arrivi ad odiare così tanto il tuo nemico...", tenta di giustificarsi di fronte alla corte marziale che lo processa insieme con gli altri quattro colpevoli. L'odio e la rabbia sono infatti ciò che si impossessa di questi soldati, esasperati, disturbati psicologicamente da questa guerra che detestano - come detestano il Vietnam ed i suoi abitanti - e che genera in loro un insano desiderio di vendetta.

Darren E. BurrowsCiò che stupisce è vedere come Eriksson sia immune da tutto questo, come conservi la capacità di discernere tra il bene ed il male, in un contesto in cui i valori e la moralità possono essere ancora più facilmente stravolti di quanto capiti in circostanze normali, e come sia l'unico coraggioso in un gruppo di criminali spacconi, ma in fondo codardi, quali sono i suoi compagni di squadra. Eriksson, infatti, non esita a difendere più volte la ragazza, a curarla, a far ragionare - a suo rischio e pericolo - gli altri, fino all'occasione mancata di farla fuggire. E colpisce la sua fermezza nel voler andare fino in fondo, affinché i colpevoli abbiano (forse) ciò che (sicuramente) si meritano, nonostante metta a rischio la sua stessa vita e la propria famiglia.
Thuy Thu Le e Michael J. FoxMichael J. Fox dimostra una certa bravura nell'interpretare questo ruolo che, eticamente, porterebbe a concludere che chi sceglie il Bene resta integro e chi sceglie il Male è destinato all'abisso. Eppure, alcuni passaggi del film fanno dubitare che scegliere il Bene sia la cosa migliore: farlo potrebbe essere infatti controproducente, specie nel mezzo di una guerra che distorce le menti ed esaspera i difetti caratteriali, fino ad impedire veri vincoli di amicizia per portare invece a guardarsi le spalle non solo dal nemico, ma dai propri compagni.

Il film guarda alla guerra da una posizione pacifista e con conseguente occhio di denuncia, mostrando come i conflitti generino tragedie nelle tragedie, come se fossero un infausto gioco di specchi, o una spirale di vendetta e di odio quasi inevitabile. Per quanto De Palma sia lontano dallo spiazzante delirio di "Apocalypse Now", riesce comunque a comunicare il suo messaggio in modo toccante ed efficace al tempo stesso.


Percorsi tematici

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La locandinaTitolo: Vittime di guerra (Casualties of War)
Regia: Brian De Palma
Sceneggiatura: David Rabe
Fotografia: Stephen H. Burum
Interpreti: Michael J. Fox, Sean Penn, Don Harvey, John C. Reilly, Thuy Thu Le, John Leguizamo, Jack Gwaltney, Erik King, Ving Rhames, Dan Martin, Dale Dye, Sam Robards, Steve Larson, John Linton, Vyto Ruginis, Wendell Pierce, Maris Valainis, Al Shannon, Darren E. Burrows, Sherman Howard, John Marshall Jones, Holt McCallany, Kady Tran, Vinh Than
Nazionalità: USA, 1989
Durata: 1h. 53'