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Andrea
Chirichelli, 23 Febbraio 2006: Divertente |
Uip,
3 Marzo 2006
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Wallace
& Gromit
La maledizione del coniglio mannaro
di Nick Park & Steve Box
Ancora
Aardman, ancora un successo. Nel mondo del cinema di animazione, e non
solo in quello purtroppo, ci sono poche certezze: Hayao Miyazaki, Pixar
e lo studio creato nel 1972 da Peter Lord e David Sproxton, divenuto
celeberrimo grazie ai personaggi inventati da Nick Park.
"Wallace
& Gromit: La maledizione del coniglio mannaro", nominato all'Oscar
come migliore film di animazione (e con ottime possibilità di
vittoria), conferma per l'ennesima volta l'immenso talento tecnico e
comico dei realizzatori, che imbastiscono una divertente e surreale
avventura con lo storico duo alle prese con un concorso per maxi-vegetali,
messo in pericolo dal proliferare di voraci conigli, desiderosi di banchettare
con gli ortaggi in gara. Ovviamente la soluzione al problema adottata
dallo strampalato inventore Wallace avrà conseguenze catastrofiche,
dando origine ad una girandola di avvenimenti imprevedibili, che metterà
in serio pericolo la sua vita e quella del suo saggio compagno a quattrozampe.
Seguendo
un cliché piuttosto frequente nei film di questo tipo, anche
"La maledizione del coniglio mannaro" punta molto sulla citazione
'meta-cinematografica', non facendone però l'unico motivo di
interesse nella storia ma, anzi, rendendola funzionale al contesto e
alla trama. Stavolta, oggetto delle attenzioni del quartetto di sceneggiatori
(oltre ai registi Nick Park e Steve Box, hanno partecipato alla stesura
dello script anche Mark Burton e Bob Baker) sono i film horror
degli anni '30 e '40: l'omaggio è evidente fin dalla scena che
apre la pellicola e prosegue per tutta la durata del film, con sequenze
e omaggi più o meno dichiarati ai grandi classici del passato.
La
comicità, più che sui dialoghi, è basata sull'incredibile
inventiva dimostrata dai realizzatori, che mescolano umorismo 'british',
a volte spiazzante ma spesso irresistibile, a gag slapstick
folli e surreali, rese ancora più convincenti dal lavoro svolto
sui personaggi, caratterizzati da un realismo espressivo che lascia
davvero a bocca aperta. Gromit, cane fedele e intelligente, è
il vero protagonista della pellicola e a lui sono giustamente riservate
le scene più avvincenti ed emozionanti, anche se non c'è
un solo personaggio (umano e non), che non sia scritto in maniera attenta,
pur restando fedele agli stereotipi del caso (la spasimante di Wallace,
Lady Campanula Tottington, bella e ingenua; il cattivo Victor Quartermaine
con cane feroce al seguito...).
La
contaminazione horror è ripresa anche dalla partitura di accompagnamento
che, infatti, oltre a riproporre i motivetti classici delle avventure
del duo, richiama le sonorità tipiche delle colonne sonore di
Bernard Herrmann e dei grandi film noir e dell'orrore del passato.
Nella
versione originale, il film si avvale dell'interpretazione di Ralph
Fiennes ed Helena Bonham Carter, che hanno dato voce a Victor e a Lady
Tottington, affiancandosi a Peter Sallis, la voce "storica"
di Wallace. Nonostante il fascino degli originali sia irripetibile,
la versione italiana è comunque di buon livello. In definitiva,
pare proprio che "Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio
mannaro" rappresenti un altro centro per Park e soci, e 85 minuti
di grande spasso per il pubblico. Da vedere.
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per il tubo - di Davod Bowers & Sam Fell.
Titolo:
Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro (Wallace
& Gromit - The Curse of the Were-Rabbit)
Regia:
Nick Park & Steve Box
Sceneggiatura:
Bob Baker, Steve Box, Mark Burton, Nick Park
Fotografia:
Tristan Oliver, Dave Alex Riddett
Doppiatori:
Danilo De Girolamo, Giò-Giò Rapattoni, Roberto Pedicini,
Giorgio Lopez, Angiolina Quinterno
Nazionalità:
Gran Bretagna, 2005
Durata:
1h. 25'
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