Alberto Cassani, 30 Dicembre 1998: Terribile
Cecchi Gori, 18 Dicembre 1998

Il mio west

di Giovanni Veronesi


“Fallo pagare in anticipo. Ha la faccia di uno che vivrà poco!”
     “Il mio nome è Nessuno”, 1973.

Ci sono due modi per vedere questo film: lo si può vedere come un normale film western, oppure lo si può vedere come una classica commedia di Pieraccioni. In entrambi i casi, è brutto!

Leonardo PieraccioniCome western, prova a mettere assieme tutti gli elementi classici del genere: il cowboy (chiamato “pistolero”, ma state attenti ai labiali di Harvey Keitel), il pistolero cattivo, i duelli, il dottore del villaggio, il vecchio rincoglionito ma simpatico, il saloon, le puttane e perfino gli indiani. Il problema non è che tutto è stato trasportato in Garfagnana - chissenefrega... - il problema è che in questo caso specifico il risultato finale è scarso. Insomma, “se hai un dolce buonissimo, e delle noci buonissime, non è detto che se le metti insieme ottieni una cosa ancora più buona”. Tant’è che Julio Velasco, sia con che senza Fabio Vullo (di cui stava parlando) le Olimpiadi le ha perse. Tant’è che nonostante tutto ciò che ci si possa aspettare da un western sia al proprio posto, il western in questione è veramente insopportabile. Come commedia, poi, è meno scanzonata degli altri film di Pieraccioni, forse anche meno divertita, e di conseguenza anche meno divertente. Strano, perché a sentire lo stesso “ciclone”, sul set tutti avevano l’impressione di essere tornati bambini e di essersi rimessi a giocare a cowboy e indiani.

Alessia Marcuzzi e David Bowie“Il mio west” è il primo film in cui Pieraccioni non dirige sé stesso. Sulla sedia del regista c’era infatti seduto Giovanni Veronesi, suo co-sceneggiatore abituale e altalenante regista in proprio (“Silenzio si nasce”, “Il Barbiere di Rio” e “Viola bacia tutti”). La mano diversa si vede, perché Pieraccioni regista sembrava essere un po’ troppo innamorato di Pieraccioni attore, finendo per impostare troppo spesso le scene solo ed esclusivamente su sé stesso. Veronesi riesce ad indirizzare meglio lo sviluppo della storia, anche perché a disposizione ha Harvey Keitel e David Bowie, non certo Massimo Ceccherini e Alessandro Haber. Ma il fatto di avere a disposizione Leonardo Pieraccioni gli dev’essere stato fatale, almeno dal punto di vista artistico. Da quello economico, invece, gli deve aver giovato non poco.

Nei film di Sergio Leone (e in molti altri western all’italiana) sono sempre state esaltate le musiche di Ennio Morricone, qui le musiche sono di Pino Donaggio. L’atmosfera è completamente diversa, molto più moderna. Ma anche il film è completamente diverso, più verboso, più stupido e più leggero. Il commento musicale, comunque, ha degli alti e bassi, ma l’arrivo nel saloon di David Bowie è eccezionale.

Harvey Keitel e David BowieNonostante la confezione tecnicamente mediocre e il pessimo lavoro di montaggio, il male maggiore di questo film sta nella sceneggiatura, che non riesce per nulla ad amalgamare i tanti ingredienti buttati nel pentolone. Doc, il personaggio di Pieraccioni, è un medico pacifista (un pacifista nel west? Ma non era “selvaggio”, il west?), irritante da tanto è buono, e quel suo esagerato accento toscano rovina di molto l'atmosfera; il vecchio pistolero di Harvey Keitel (doppiato da Giancarlo Giannini) non ha la metà dell’appeal che aveva lo straniero senza nome di Clint Eastwood; il cattivo di David Bowie sembra quasi sparare a casaccio e gli indiani fanno figura migliore sui caschi della squadra di football di Washington. E poi, la voce fuori campo di Jeremiah (terribile dubbio: sarà mica Geremia?) racconta stupidaggini a ciclo continuo. L’unico personaggio (quasi) decente è Joshua, lo scemo del villaggio. Evviva.

Leonardo Pieraccioni e il regista Giovanni VeronesiE pensare che il bel film di Tonino Valerii citato all’inizio racconta alla grande una storia vicina a questa: un vecchio pistolero sull'orlo della pensione (Henry Fonda) si incontra e si scontra con una macchietta rompiballe (Terence Hill). Ma il Nessuno di Terence Hill è uno con le palle, non un rompiballe come il Doc di Pieraccioni. Doc sì che “ha la faccia di uno che vivrà poco” nel Far West. E poi la storia dei western all’italiana è fatta soprattutto da film comici mascherati da western, possibile che stavolta il risultato sia stato talmente deludente? Evidentemente quei gloriosi “artigiani” degli anni '70 sono più bravi degli “autori” di oggi. Il western è morto, viva il western!

Nella vita una cazzata dovevi farla...


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Ti amo in tutte le lingue del mondo - di Leonardo Pieraccioni; con Leonardo Pieraccioni, Marjo Berasategui, Giorgio Panariello, Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini.


La locandinaTitolo: Il mio west
Regia: Giovanni Veronesi
Sceneggiatura: Giovanni Veronesi
Fotografia: José Luis Alcaine
Interpreti: Leonardo Pieraccioni, Harvey Keitel, David Bowie, Alessia Marcuzzi, Sandrine Holt, Yudii Mercredi, Jim van der Woude, Michelle Gomez, Kwame Kwei-Armah, Stephen Jenn, Jimmy Gardner, Rosalind Knight, Jean Heywood, Jessica James, Sean Baker, Lorenzo Wilde, Andrew Dunford, Valentina Carnelutti, Cristina Moglia, Clive Kneller, Chris John Hartz
Nazionalità: Italia, 1998
Durata: 1h. 45'