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Tiziana
Cappellini, 28 Ottobre 2006: Affascinante |
Bim
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Wilde
di Brian Gilbert
Oscar
Wilde è all'inizio della sua brillante carriera letteraria e
del suo matrimonio con Constance, quando stringe amicizia col giovane
Robert Ross, un'amicizia che si trasforma ben presto in una relazione.
Ma Wilde, che in questo modo incomincia a prendere coscienza di se stesso
e della sua vera natura, deve ancora incontrare il grande amore: lo
troverà in Bosie, passione che durerà fino quasi alla
fine dei suoi giorni e che segnerà la sua rovina...
La
chiave biografica con la quale questo film è stato sviluppato
verte intorno alla vita privata del famoso scrittore, commediografo
e poeta irlandese, intrecciando inevitabilmente anche le fasi salienti
della sua carriera. Il film inizia mostrando Wilde nel periodo delle
conferenze che tenne negli Stati Uniti, quando era già ammirato
come personaggio e come intellettuale, e prosegue raccontandone brevemente
il matrimonio e la nascita dei due figli maschi, per poi focalizzarsi
sulla sfera più intima dello scrittore. Anche il suo matrimonio,
in realtà, dovrebbe appartenere a questa sfera, ma per l'economia
del film è solamente una doverosa pagina biografica da trattare
come preambolo di quella che sarà la sua vera vita sentimentale.
Da quel momento, Constance rimarrà dignitosamente - e forse anche
un po' inverosimilmente - in disparte, lasciandolo libero di vivere
la sua vita senza fare mai domande o, forse, senza voler trovare conferme
ai suoi reconditi dubbi.
Fin
dall'inizio del film, sono sparse brevi tracce dei turbamenti sessuali
di Wilde, il quale non è ancora consapevole di quello che, attraverso
la futura relazione con Ross, scoprirà e vivrà come una
liberazione. Da notare che il film è basato sull'approfondita
biografia di Wilde scritta da Richard Ellmann, e che nella realtà
lo stesso Ross è stato una preziosa fonte di informazioni sulla
vita di colui che solo inizialmente fu il suo amante, ma che poi divenne
suo grande amico per sempre. Dalla nascita della relazione tra Wilde
e Ross, il film intreccia diversi piani: il nucleo tematico centrale,
ossia le turbolente vicende sentimentali di Wilde, la sua carriera in
ascesa (gli anni considerati sono quelli in cui Wilde scrisse "Il
ritratto di Dorian Gray" fino ad arrivare al successo de "L'importanza
di chiamarsi Ernesto") e, in modo marginale, la sua famiglia, mostrando
la moglie tacitamente comprensiva, tanto da trascurare la sua stessa
salute, e la crescita dei due bambini. A questo proposito il film mostra
Wilde, nonostante le sue lunghe assenze di lavoro ma anche a causa della
sua egoistica - pur inevitabile - scelta di vita, comunque come un padre
presente ed affettuoso. La crescita dei suoi figli, invece, viene scandita
dalla narrazione - tramite una voce fuori campo - della storia di "un
gigante egoista", ossia metaforicamente Wilde in veste di padre.
È
poco dopo la stesura de "Il ritratto di Dorian Gray" (forse
suggeritagli dalla frequentazione del suo secondo amante) che Wilde
incontra Alfred Douglas detto Bosie, figlio del violento Marchese di
Queensberry. Tra i due uomini nascerà un amore controverso e
paradossale, osteggiato e profondo, attraversato da continui alti e
bassi che, dopo l'idillio iniziale, influiranno con altrettante fasi
alterne sulla produzione letteraria e teatrale di Wilde.
Quando
Wilde incontra Bosie è ormai prossimo alla quarantina, mentre
il giovane Lord è uno studente poco più che ventenne;
il film, tenendo conto di ciò, mostra questa tormentata relazione
da angolazioni diverse: Wilde è l'uomo maturo che si innamora
di un giovane bellissimo verso il quale, però, si sente anche
paterno e protettivo, data la disgraziata situazione famigliare del
ragazzo, che pare esserne psicologicamente segnato. Dal canto suo, Bosie
è il giovane discepolo che, anche dal punto di vista intellettuale,
è attratto dal maestro, dall'erudito oltre che celebre personaggio
qual è appunto Wilde, ma è consapevole dell'ascendente
che esercita su di lui, tanto da coinvolgerlo sempre più nella
sua vita, perfino negli aspetti più torbidi ed insospettati.
D'altra parte, Wilde è consapevole di essere intrappolato in
una relazione dalla quale non è in grado di liberarsi nemmeno
quando Bosie si comporta da ragazzo instabile e capriccioso, facendogli
sfuriate esagerate e scenate imperdonabili. Tuttavia, o è Wilde
che non riesce a separarsi da lui oppure è il destino che li
riunisce. In entrambi i casi, per lo scrittore ciò segnerà
la rovina umana e professionale.
Sarà infatti il desiderio di soddisfare la sete di vendetta che
Bosie cova verso il padre, oltre che nell'estremo tentativo di difenderlo
da questi, che Wilde accetterà di denunciare il Marchese per
diffamazione; ma il processo si ritorcerà contro lo scrittore,
a sua volta accusato di sodomia. Questa è l'unica parte del film
in cui viene trattata la questione etica della vicenda, quella in cui
Wilde viene processato per aver commesso "gravi atti contro la
decenza". Ed è questo il punto del film in cui lo spettatore
- d'accordo o meno con lo stile di vita scelto da Wilde - è sollecitato
a riflettere se un amore omosessuale può essere così duramente
condannato o se, come l'altro genere d'amore di cui è invece
ammesso parlare, ha altrettanto diritto di esistere, perché sempre
di sentimento si tratta. È nella spiegazione che Wilde fornisce
alla Corte, per parafrasare una sua poesia "incriminata",
che lo spettatore può trovare lo spunto per riflettere in proposito,
oltre che per considerare la morale vittoriana dell'epoca, notoriamente
ipocrita tanto che chiunque alla fine poteva macchiarsi di colpe, ma
solo alcuni venivano messi alla gogna.
Questo
è stato il destino degli ultimi anni di vita di Wilde, che esce
dal carcere - dopo due anni di lavori forzati - duramente provato ma
mai abbandonato dalla moglie né dal fedele Ross. Solo dopo aver
scontato questa condanna, lo scrittore potrà ricongiungersi a
Bosie, nell'impossibilità reciproca di dimenticarsi.
L'idea
di focalizzare il film sulla vita privata di Wilde - umana, ma inevitabilmente
scabrosa - è stata sviluppata con un apprezzabile tono raffinato,
mentre l'accuratezza nella ricostruzione delle scene e del periodo storico
ha raggiunto il suo apice nella scelta dei protagonisti: Stephen Fry
ha la giusta fisicità ed interpreta Wilde in modo da rendere
davvero l'essenza del personaggio - anche perché i noti aforismi
sono stati intelligentemente dosati ed inseriti nella sceneggiatura
- così come Jude Law è altrettanto adatto fisicamente
al ruolo di Bosie, che interpreta in modo perfetto se non addirittura
eccezionale, conferendo fascino ad un film nel complesso altrettanto
affascinante.
Percorsi tematici
L'importanza
di chiamarsi Ernest - di Oliver Parker; con Rupert Everett, Colin
Firth, Frances O'Connor, Reese Witherspoon, Judi Dench.
Un marito ideale - di Oliver Parker; con
Rupert Everett, Cate Blanchett, Minnie Driver.
Titolo:
Wilde (Id.)
Regia:
Brian Gilbert
Sceneggiatura:
Julian Mitchell
Fotografia:
Martin Fuhrer
Interpreti:
Stephen Fry, Jude Law, Vanessa Redgrave, Jennifer Ehle, Gemma Jones,
Michael Sheen, Tom Wilkinson, Judy Parfitt, Zoë Wanamaker, Matthew
Mills, Jason Morell, Peter Barkworth, Robert Lang, Philip Locke, David
Westhead, Jack Knight, Jackson Leach, Laurence Owen, Benedict Sandiford,
Mark Letheren, Michael Fitzgerald, Orlando Bloom
Nazionalità:
Regno Unito - Germania - USA, 1997
Durata:
1h. 58'
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