Tiziana Cappellini, 28 Ottobre 2006: Affascinante
Bim

Wilde

di Brian Gilbert


Oscar Wilde è all'inizio della sua brillante carriera letteraria e del suo matrimonio con Constance, quando stringe amicizia col giovane Robert Ross, un'amicizia che si trasforma ben presto in una relazione. Ma Wilde, che in questo modo incomincia a prendere coscienza di se stesso e della sua vera natura, deve ancora incontrare il grande amore: lo troverà in Bosie, passione che durerà fino quasi alla fine dei suoi giorni e che segnerà la sua rovina...

Jude Law e Stephen FryLa chiave biografica con la quale questo film è stato sviluppato verte intorno alla vita privata del famoso scrittore, commediografo e poeta irlandese, intrecciando inevitabilmente anche le fasi salienti della sua carriera. Il film inizia mostrando Wilde nel periodo delle conferenze che tenne negli Stati Uniti, quando era già ammirato come personaggio e come intellettuale, e prosegue raccontandone brevemente il matrimonio e la nascita dei due figli maschi, per poi focalizzarsi sulla sfera più intima dello scrittore. Anche il suo matrimonio, in realtà, dovrebbe appartenere a questa sfera, ma per l'economia del film è solamente una doverosa pagina biografica da trattare come preambolo di quella che sarà la sua vera vita sentimentale. Da quel momento, Constance rimarrà dignitosamente - e forse anche un po' inverosimilmente - in disparte, lasciandolo libero di vivere la sua vita senza fare mai domande o, forse, senza voler trovare conferme ai suoi reconditi dubbi.

Jennifer EhleFin dall'inizio del film, sono sparse brevi tracce dei turbamenti sessuali di Wilde, il quale non è ancora consapevole di quello che, attraverso la futura relazione con Ross, scoprirà e vivrà come una liberazione. Da notare che il film è basato sull'approfondita biografia di Wilde scritta da Richard Ellmann, e che nella realtà lo stesso Ross è stato una preziosa fonte di informazioni sulla vita di colui che solo inizialmente fu il suo amante, ma che poi divenne suo grande amico per sempre. Dalla nascita della relazione tra Wilde e Ross, il film intreccia diversi piani: il nucleo tematico centrale, ossia le turbolente vicende sentimentali di Wilde, la sua carriera in ascesa (gli anni considerati sono quelli in cui Wilde scrisse "Il ritratto di Dorian Gray" fino ad arrivare al successo de "L'importanza di chiamarsi Ernesto") e, in modo marginale, la sua famiglia, mostrando la moglie tacitamente comprensiva, tanto da trascurare la sua stessa salute, e la crescita dei due bambini. A questo proposito il film mostra Wilde, nonostante le sue lunghe assenze di lavoro ma anche a causa della sua egoistica - pur inevitabile - scelta di vita, comunque come un padre presente ed affettuoso. La crescita dei suoi figli, invece, viene scandita dalla narrazione - tramite una voce fuori campo - della storia di "un gigante egoista", ossia metaforicamente Wilde in veste di padre.

È poco dopo la stesura de "Il ritratto di Dorian Gray" (forse suggeritagli dalla frequentazione del suo secondo amante) che Wilde incontra Alfred Douglas detto Bosie, figlio del violento Marchese di Queensberry. Tra i due uomini nascerà un amore controverso e paradossale, osteggiato e profondo, attraversato da continui alti e bassi che, dopo l'idillio iniziale, influiranno con altrettante fasi alterne sulla produzione letteraria e teatrale di Wilde.
Jude LawQuando Wilde incontra Bosie è ormai prossimo alla quarantina, mentre il giovane Lord è uno studente poco più che ventenne; il film, tenendo conto di ciò, mostra questa tormentata relazione da angolazioni diverse: Wilde è l'uomo maturo che si innamora di un giovane bellissimo verso il quale, però, si sente anche paterno e protettivo, data la disgraziata situazione famigliare del ragazzo, che pare esserne psicologicamente segnato. Dal canto suo, Bosie è il giovane discepolo che, anche dal punto di vista intellettuale, è attratto dal maestro, dall'erudito oltre che celebre personaggio qual è appunto Wilde, ma è consapevole dell'ascendente che esercita su di lui, tanto da coinvolgerlo sempre più nella sua vita, perfino negli aspetti più torbidi ed insospettati. D'altra parte, Wilde è consapevole di essere intrappolato in una relazione dalla quale non è in grado di liberarsi nemmeno quando Bosie si comporta da ragazzo instabile e capriccioso, facendogli sfuriate esagerate e scenate imperdonabili. Tuttavia, o è Wilde che non riesce a separarsi da lui oppure è il destino che li riunisce. In entrambi i casi, per lo scrittore ciò segnerà la rovina umana e professionale.
Sarà infatti il desiderio di soddisfare la sete di vendetta che Bosie cova verso il padre, oltre che nell'estremo tentativo di difenderlo da questi, che Wilde accetterà di denunciare il Marchese per diffamazione; ma il processo si ritorcerà contro lo scrittore, a sua volta accusato di sodomia. Questa è l'unica parte del film in cui viene trattata la questione etica della vicenda, quella in cui Wilde viene processato per aver commesso "gravi atti contro la decenza". Ed è questo il punto del film in cui lo spettatore - d'accordo o meno con lo stile di vita scelto da Wilde - è sollecitato a riflettere se un amore omosessuale può essere così duramente condannato o se, come l'altro genere d'amore di cui è invece ammesso parlare, ha altrettanto diritto di esistere, perché sempre di sentimento si tratta. È nella spiegazione che Wilde fornisce alla Corte, per parafrasare una sua poesia "incriminata", che lo spettatore può trovare lo spunto per riflettere in proposito, oltre che per considerare la morale vittoriana dell'epoca, notoriamente ipocrita tanto che chiunque alla fine poteva macchiarsi di colpe, ma solo alcuni venivano messi alla gogna.

Questo è stato il destino degli ultimi anni di vita di Wilde, che esce dal carcere - dopo due anni di lavori forzati - duramente provato ma mai abbandonato dalla moglie né dal fedele Ross. Solo dopo aver scontato questa condanna, lo scrittore potrà ricongiungersi a Bosie, nell'impossibilità reciproca di dimenticarsi.

Stephen FryL'idea di focalizzare il film sulla vita privata di Wilde - umana, ma inevitabilmente scabrosa - è stata sviluppata con un apprezzabile tono raffinato, mentre l'accuratezza nella ricostruzione delle scene e del periodo storico ha raggiunto il suo apice nella scelta dei protagonisti: Stephen Fry ha la giusta fisicità ed interpreta Wilde in modo da rendere davvero l'essenza del personaggio - anche perché i noti aforismi sono stati intelligentemente dosati ed inseriti nella sceneggiatura - così come Jude Law è altrettanto adatto fisicamente al ruolo di Bosie, che interpreta in modo perfetto se non addirittura eccezionale, conferendo fascino ad un film nel complesso altrettanto affascinante.


Percorsi tematici

L'importanza di chiamarsi Ernest - di Oliver Parker; con Rupert Everett, Colin Firth, Frances O'Connor, Reese Witherspoon, Judi Dench.
Un marito ideale - di Oliver Parker; con Rupert Everett, Cate Blanchett, Minnie Driver.


La locandinaTitolo: Wilde (Id.)
Regia: Brian Gilbert
Sceneggiatura: Julian Mitchell
Fotografia: Martin Fuhrer
Interpreti: Stephen Fry, Jude Law, Vanessa Redgrave, Jennifer Ehle, Gemma Jones, Michael Sheen, Tom Wilkinson, Judy Parfitt, Zoë Wanamaker, Matthew Mills, Jason Morell, Peter Barkworth, Robert Lang, Philip Locke, David Westhead, Jack Knight, Jackson Leach, Laurence Owen, Benedict Sandiford, Mark Letheren, Michael Fitzgerald, Orlando Bloom
Nazionalità: Regno Unito - Germania - USA, 1997
Durata: 1h. 58'