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Alberto
Cassani, 15 Luglio 2005: Riuscito |
20th
Century Fox, 29 Luglio 2005
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L'altra
sporca ultima meta
di Peter Segal
Non
è la prima volta che ritroviamo al cinema la storia di "Quella
sporca ultima meta". Se pochi anni fa l'ex mastino del Wimbledon
Vinnie Jones ne aveva interpretato il remake calcistico intitolato
"Mean Machine", non si può non notare le somiglianze
tra il film di Aldrich e la vicenda di "Fuga
per la vittoria" (che d'altra parte si rifà a"Due tempi
all'inferno", diretto nel 1961 dall'ungherese Zoltán Fábri).
Oggi Adam Sandler ce ne propone una versione aggiornata e corretta al
tipo di cinema cui ci ha abituati negli ultimi anni, meno machista
e più parodistica, meno intensa ma forse persino più spettacolare
nella riproduzione del gioco.
Paul
Crewe è un quarterback di talento squalificato dalla NFL per
aver venduto una partita. Dopo un litigio con la fidanzata se ne va
ubriaco al volante dell'auto della ragazza. Inseguito dalla polizia,
provoca un mega-incidente che potrebbe rivaleggiare con quello dei "Blues
Brothers". Viene spedito nel penitenziario federale di Allenville,
Texas, il cui direttore ha unto diverse ruote per assicurarsi la custodia
dell'ex stella dei Pittsburgh Steelers per i prossimi tre anni. Il motivo
per cui l'ha voluto nella sua prigione è semplice: sono cinque
anni che la squadra di football delle sue guardie non vince il campionato
e vuole che Crewe li aiuti a prepararsi. Dopo una lunga e "ruvida"
opera di convincimento, Crewe accetta di organizzare una partita di
esibizione tra le guardie e i detenuti ma tutti sembrano prendere quell'incontro
estremamente sul serio...
Sceneggiato
dall'esordiente Sheldon Turner e diretto dal fido Peter Segal ("Terapia
d'urto", "50 volte il primo bacio"), "L'altra
sporca ultima meta" evita attentamente di diventare un one-man-show
di Adam Sandler e si rivela un film capace di convincere fette diverse
di pubblico. Se non è necessario aver visto il
film del '74 è comunque utile avere un'infarinatura di football,
anche solo per meglio apprezzare le evoluzioni di gente che ha davvero
fatto la storia del gioco come Michael Irvin (ricevitore dei Dallas
Cowboys e dei detenuti) e Bill Romanowski (linebaker dei Denver Broncos
e delle guardie). Colpiscono poi le movenze dell'anonima controfigura
di gioco del rapper Nelly, il bibliotecario-running back dei
detenuti. Dal canto suo Sandler è credibile nel ruolo, come lo
era già stato nel folle "Waterboy", e Chris Rock appare
per una volta sotto controllo. L'unica nota fuori posto sembra essere
proprio il liftatissimo Burt Reynolds, soprattutto quando indossa i
paracolpi ed entra in campo. Ma alla fine dei conti, questa è
una pellicola godibile e in un paio di momenti pure elettrizzante. Forse
la sorpresa della stagione.
Percorsi tematici
Quella
sporca ultima meta - di Robert Aldrich; con Burt Reynolds, Eddie
Albert, James Hampton.
Imbattibile
- di Ercison Core; con Mark Wahlberg, Greg Kinnear.
In amore niente regole - di George Clooney;
con George Clooney, Renée Zellweger.
Ogni maledetta domenica - di Oliver Stone;
con Al Pacino, Jamie Foxx, Cameron Diaz, Dennis Quaid, James Woods,
LL Cool J.
Titolo:
L'altra sporca ultima meta (The Longest Yard)
Regia:
Peter Segal
Sceneggiatura:
Sheldon Turner
Fotografia:
Dean Semler
Interpreti:
Adam Sandler, Chris Rock, Burt Reynolds, James Cromwell, Nelly, William
Fichtner, Michael Irvin, Bill Goldberg, Terry Crews, Bob Sapp, Nicholas
Turturro, Dalip Singh, Bill Romanowski, Kevin Nash, Steve Austin, Brian
Bosworth, Cloris Leachman, Lobo Sebastian, Joey "Coco" Diaz,
David Patrick Kelly, Rob Schneider, Ed Lauter, Courtney Cox
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
1h. 50'
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