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Alberto Cassani, 14 Giugno 2000: Commovente
Yi
Yi
E uno... e due...
di Edward Yang 
"Yi
Yi" è un film veramente lungo, quasi tre ore, ma non è
per nulla pesante. Ho visto film di produzione cinese più corti
ma enormemente più pesanti (un titolo per tutti: "Lanterne Rosse").
Questo ci racconta una bella storia, molto toccante, e ci presenta una
serie di personaggi molto "vivi", molto realistici.
Tutto
sembra andare male nella famiglia di NJ Jian, ed il lavoro non pare
andare meglio: sua suocera ha un attacco di cuore e cade in coma, e
la società informatica della quale è socio è sull'orlo
della bancarotta. Ovviamente il rapporto di NJ con i due figli non è
il massimo della vita, e pure col fratello neo-sposo le cose non vanno
benissimo, così il viaggio d'affari a Tokyo sembra essere l'occasione
buona per cambiare aria per un po' e trovare la forza di ricominciare
ad affrontare la vita.
Seguire
tutta una famiglia, seguirne le diverse storie, non è cosa facile,
ma qui tutti gli episodi sono ben raccontati e ottimamente realizzati.
Il risultato finale è un film strappalacrime, anche se mai esasperato
nella ricerca della commozione, che racconta di amori perduti e ritrovati,
di occasioni mancate e scelte sbagliate, e delle grandi tragedie della
vita. Non c'è un solo momento in cui il film non sia interessante,
non c'è una sola caduta di tono nonostante il ritmo decisamente
blando.
Nel
Febbraio 1975, François Truffaut scriveva che "i bambini
recano con sé automaticamente un senso di poesia e quindi
credo si debba evitare di introdurre elementi poetici in un film di
bambini, in modo che la poesia nasca da sé, come un di più,
come un risultato e non come un mezzo, e nemmeno come uno scopo da raggiungere".
Se possiamo (dobbiamo?) scegliere un protagonista di "Yi Yi",
la scelta cade sicuramente sul piccolo Tin Tin, personaggio che trasmette
in pieno quella poesia invocata da Truffaut, e che ci viene presentato
senza alcuna forzatura drammatica, in maniera naturale. Appartengono
a lui le riflessioni filosofiche più profonde della pellicola,
lui che chiaramente non se ne rende conto, che fotografa la nuca delle
persone per poi regalar loro la stampa per mostrar loro "l'altra
metà", quella che non si riesce mai a vedere. La sua naturale
(ma cinematograficamente efficacissima) ingenuità dimostra in
pieno come Edward Yang abbia assimilato benissimo la lezione di Truffaut:
"un film sui bambini può nascere partendo da avvenimenti
banali, perché in realtà niente di ciò che
riguarda l'infanzia è banale".
Nato
a Shangai ma trasferitosi a Taiwan a soli due anni, Edward Yang ha avuto
una discreta carriera come disegnatore di fumetti e come programmatore
di computer, lavoro per il quale si era anche trasferito a Seattle.
Tornato a Taipei decide di provare la strada del cinema, realizzando
"In Our Time" nel 1982, cui farà seguire altri sette film prima
di quest'ultimo, e diventando uno dei registi più importanti
del nuovo cinema taiwanese. Questa sua nona prova è davvero un
bel film, che ha pienamente meritato il premio per la Miglior Regia
al Festival di Cannes 2000.
Titolo:
Yi Yi - E uno... e due... (Yi Yi)
Regia:
Edward Yang
Sceneggiatura:
Edward Yang
Fotografia:
Weihan Yang
Interpreti:
Wu Nianzhen, Kelly Lee, Jonathan Chang, Elaine Jin, Issey Ogata, Suyun
Ke, Chen Xisheng, Adrian Lin, Tang Ruyun, Xu Shuyuan, Michael Tao, Hsiao
Shu-Shen, Yu Pang-Chan, Tang Ru-Yun, Tseng Hsin-Yi, Chen Yi-Wen
Nazionalità:
Taiwan - Giappone, 2000
Durata:
2h. 53'
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