Yokai Daisensodi Takashi Miike Tadashi è un bambino di dieci anni. I suoi genitori sono separati, sua madre è costretta a lavorare tutto il giorno e lui rimane solo con il nonno, un vecchio sognatore. Nel villaggio in cui vive, una sera, durante una festa dalla tradizione secolare, il piccolo viene nominato Cavaliere del Kirin, ed è incaricato di mantenere la pace e la giustizia nel mondo. Nonostante all'inizio non ne sia affatto convinto e tutti pensano che lui non ce la possa proprio fare, una serie di circostanze lo porterà ad impugnare una Spada Magica e a lottare per la salvezza della Terra contro il terribile Yomotsumono e la sua aiutante Agi. Anche Tadashi avrà degli alleati, il piccolo Sunekosuri - una specie di topo/folletto - la Fata del Fiume, un Contatore di Fagioli e una buffa tartaruga maldestra e pasticciona.
Il film è ricchissimo di spunti, tanto che per comprenderlo meglio sarebbe consigliabile una seconda visione, anche perché risulta spesso difficile, per lo spettatore digiuno di cultura orientale, comprendere la valenza simbolica delle figure coinvolte. Che cosa rappresentino per la mitologia orientale il Coboldo, il Kirin, il piccolo Sunekosuri, la Fata della Neve, la Fata del Fiume, i Contatore di fagioli non ci è dato saperlo, ma una cosa è certa: Miike Takashi ha confezionato una splendida fiaba, una vicenda forse a volte prevedibile - ma quale vera fiaba non lo è un po' - ricca di personaggi divertenti, drammatici, a volte anche spaventosi, che ha tutte le carte in regola per piacere anche al pubblico occidentale. Amicizia, lealtà, dovere, rispetto, odio, disperazione, codardia, incertezza sono dosati al punto giusto per mandarci un messaggio davvero importante: anche davanti al rischio più grande, anche nei momenti in cui pensiamo di non potercela fare davvero, solo una cosa può sempre venire in nostro soccorso, ed è l'Amore.
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