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Tommaso
Tocci, 4 Settembre 2005: Immaginifico |
Fandango,
25 Novembre 2005
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L'ignoto
spazio profondo
di Werner Herzog
Una
storia di fantascienza che potrebbe essere il canovaccio di un tranquillo
disaster-movie hollywoodiano. Nelle mani di Werner Herzog, però,
la descrizione di una missione spaziale per scoprire nuovi pianeti abitabili,
alternativi alla Terra contaminata dagli alieni, diventa una stupefacente
dimostrazione delle diverse potenzialità del racconto per immagini
e per parole.
Ciò
che siamo abituati a vedere come vicenda fantastica e spettacolare (alieni
in viaggio dal loro pianeta che atterrano sulla Terra e si mescolano
alla gente) viene risolta con un anonimo tizio che racconta la storia
parlando in macchina sullo sfondo di un devastato "non-luogo"
di periferia urbana. Tutto si regge sul monologo, e un'epopea visiva
si traduce al massimo in un calcio all'asfalto. Lo stesso tizio ci racconta
di alieni fallibili, che raggiungono il nostro pianeta in modo rocambolesco
e sbagliano completamente i loro progetti di colonizzazione.
Il
resto della storia discende direttamente dalla frustrazione nel suo
sguardo, che ci parla del contagio e di teorie spaziali con cui l'uomo
ha cercato di navigare lo spazio profondo. Man mano, però, delle
sacche visive vengono ad interrompere il discorso. Dapprima filmati
d'epoca, poi scene di vita quotidiana degli astronauti in viaggio. Infine
il contatto tra l'uomo e il pianeta. I capitoli che dividono il film
si dilatano, ognuno dura più di quello precedente e lunghe sequenze
accompagnate da musica sperimentale giungono a far sedimentare la parola.
Vediamo sommarsi la disperazione nella navetta a quella del narratore,
per un risultato tanto opprimente quanto familiare, essendo questa una
tematica cara al regista: l'inesorabile cammino verso la distruzione
è alla base dei capolavori di Herzog, da "Aguirre"
al sontuoso "Nosferatu".
Una
Mostra del Cinema che (non) ha da poco metabolizzato l'opera di Matthew
Barney, "Drawing Restraint 9", impatta quindi un altro ostacolo
sulla via del cinema narrativo canonico. Molti hanno trovato insostenibile
il tempo in cui lo schermo si riempie di esplorazioni subacquee o primi
piani di uno scienziato che spiega teorie sul Viaggio Caotico. Eppure
Herzog segna un passaggio importante nella sua opera. Dopo aver rifiutato
a lungo la fiction in favore del documentario (ma dal prossimo
film si cambia ancora) il regista esplora nuovi modi di coniugare le
due forme attraverso la loro negazione. Il documentario documenta una
storia fantastica, la storia procede con la esaustiva meticolosità
dell'inchiesta filmata. Nel mezzo, immagini di particolari che stanno
a rappresentare degli universali: un interno di astronave per il lunghissimo
viaggio nello spazio, paesaggi naturali per interi pianeti e forme di
vita.
Herzog gioca con il possibile e i suoi risvolti, come al solito senza
concedere nulla all'enfasi e alla gratifica dello spettatore. L'intero
film sembra una dolorosa ricerca di senso, ironicamente chiosata nella
postilla al film, in cui si ringrazia la NASA per il suo "senso
della poesia". Come se un granello del film fosse, alla fine, rimasto
nella realtà.
Percorsi
tematici
Il
Diamante Bianco - The White Diamond - di Werner Herzog.
Grizzly Man - di Werner Herzog.
Invincibile - di Werner Herzog; con Tim
Roth, Jouko Ahola.
Rescue Dawn - di Werner Herzog; con Christian
Bale, Steve Zahn.
Titolo:
L'ignoto spazio profondo (The Wild Blue Yonder)
Regia:
Werner Herzog
Sceneggiatura:
Werner Herzog
Fotografia:
Tanja Koop
Interpreti:
Brad Dourif, Donald Williams, Ellen Baker, Franklin Chang-Diaz, Shannon
Lucid, Michael McCulley, Roger Diehl, Ted Sweeetser, Martin Lo
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
1h. 21'
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