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Gabriele
Marcello, 20 Ottobre 2007: Catastrofico |
Bim,
26 Ottobre 2007
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Un'altra
giovinezza
di Francis Ford Coppola
Qualche
volta può essere davvero difficile comprendere un film, parlane
in modo appropriato senza incedere nel gusto personale e in quelle piccole
idiosincrasie che si avvertono durante la visione. È molto facile,
inoltre, giudicare in maniera severissima l'opera di un maestro del
cinema, un maestro capace di regalare capolavori assoluti che hanno
un segno tangibile nell'immaginario collettivo, nel momento in cui le
aspettative riposte non coincidono con l'esecuzione.
Francis Ford
Coppola non è un regista mainstream né un semplice
autore di nicchia, ma un artista capace di ricreare e sezionare mondi
lontani, di dar vita a storie subliminali e colpire lo spettatore alla
bocca dello stomaco con i dubbi dell'umanità. Ma stavolta l'attesa
di un nuovo capolavoro è stata delusa, o forse il suo ultimo
film è una sinfonia troppo progressista per un ascolto ed una
comprensione odierne.
Nella
Romania del 1938 un settantenne professore universitario di linguistica,
Dominic Mattei, viene colpito da un fulmine. La scarica elettrica non
lo uccide, bensì mette in moto un processo di rigenerazione,
tanto che il vecchio professore ringiovanisce fino ad assumere l'aspetto
di un quarantenne. Nella convalescenza riaffiorano alla mente i ricordi
della giovinezza, e in particolare il suo amore per Laura. Considerato
come 'caso speciale di studio per l'umanità', Dominic è
costretto a fuggire dai medici nazisti che lo vogliono studiare rifugiandosi
in Svizzerra . Cambia identità, e inizia a rendersi conto dei
poteri paranormali ottenuti grazie alla scarica elettrica: impara le
lingue solo toccando i libri, riesce a capire quale sarà il numero
vinente alla roulette ed espande notevolmente le sue capacità
di apprendimento. Poi incontra una donna, Veronica, che viene colpita
anch'essa da un fulmine. Il risultato su di lei sarà di sentirsi
la reincarnazione di Rupini, una donna dell'antichità Indiana.
Si innamorano, ma mentre Dominic continua il suo potenziamento delle
capacità cognitive, Veronica inizia ad invecchiare, iniziando
a parlare lingue sempre più antiche. Ma questa situazione non
durerà a lungo...
Non
sveliamo il finale perché sarebbe scorretto, ma ci siamo dilungati
abbastanza sulla sinossi a causa della complessità del film,
ed è parso giusto anche per una critica meditata e non frettolosa.
A dieci anni esatti da "L'uomo della pioggia", Coppola ritorna
al cinema scegliendo di riadattare il racconto di Mircea Eliade, un
libro difficilissimo e complesso che mischia Oriente e Occidente, spazio
e tempo, desiderio e rinascita, vita e morte: in breve, una bomba che
in mani sbagliate potrebbe esplodere.
Il regista non è mai stato troppo lontano da quesiti filosofici,
lo stesso "Dracula" era un'allegoria particolare sul rapporto
vita e morte, ma stavolta abbandona in maniera totale l'idea di coerenza
narrativa per immergersi in un mondo parallelo e doppio. Simboli, metafore
e passaggi da stadi dell'essere ad altre dimensioni sono le basi profuse
su cui si inalbera il film, girato in digitale, e che chiede allo spettatore
troppo: mettersi in gioco, sforzarsi di capire ed in parte amare la
materia trattata. Al di là di situazioni improbabili (volute
e non) e di flash visivi troppo manualistici, il film intraprende
un percorso coraggioso che lo fa schiantare in diverse direzioni: a
volte affascinante, a volte penosamente ridicolo. Non c'è coerenza
filmica, non c'è geometria nella costruzione delle scene e dell'immagine,
ma solo un flusso incessante di elucubrazioni cerebraloidi e pretenziose.
Nelle
mani di David Lynch sarebbe stato un incubo enigmatico-devastante (privo
di logica e di regole), in quelle di Coppola è solo un pasticcio
velleitario, dal momento che la visionarietà del regista viene
subordinata ed incanalata nelle regole della cinematografia classica.
Il problema è che la storia, o meglio questa storia, non
sembra concepita per una trasposizione cinematografica, e inoltre concetti
filosofici troppo indefiniti cozzano in maniera palese con le matematiche
regole della poetica cinematografica. Onore al coraggio del regista,
ma delusione - se non disturbo - per il risultato.
Percorsi tematici
Incontro
con Francis Ford Coppola - a cura di Alberto Cassani.
Apocalypse
Now - Redux
- di Francis Ford Coppola; con Martin Sheen, Marlon Brando.
Titolo:
Un'altra giovinezza (Youth Without Youth)
Regia:
Francis Ford Coppola
Sceneggiatura:
Francis Ford Coppola
Fotografia:
Mihai Malaimare Jr
Interpreti:
Tim Roth, Alexandra Maria Lara, Bruno Ganz, André Hennicke, Marcel
Iures, Adrian Pintea, Alexandra Pirici, Florin Piersic Jr, Zoltan Butuc,
Adriana Titieni, Mircea Albulescu, Dan Astileanu, Cristian Balint, Dragos
Bucur, Theodor Danetti, Andrei Gheorghe, Roxana Guttman, Dorina Lazar,
Rodica Lazar, Anamaria Marinca, Hodorog Anton
Nazionalità:
USA - Germania - Italia - Francia, 2007
Durata:
2h. 04'
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