Paola Cavallini, 1 Settembre 2003: Ricco
Mikado, 14 Novembre 2003

Zatoichi

di Takeshi Kitano


In Giappone Zatoichi è un personaggio molto noto; grazie all'opera di Kan Shimozawa infatti, la figura del samurai cieco che vaga di villaggio in villaggio è entrata a far parte della tradizione e delle leggende nazionali. Questo è uno dei motivi che, per stessa ammissione del regista, gli creava preoccupazione: è infatti la prima volta che Kitano trae la storia di un suo film da un'idea che non è partita da lui, ma vi assicuriamo che il risultato è assolutamente all'altezza di tutta la sua opera.

Takeshi KitanoSiamo appunto in Giappone, nel XIX secolo: Zatoichi è un anziano cieco che vive viaggiando di villaggio in villaggio e si mantiene facendo massaggi e giocando d'azzardo; in realtà Zatoichi è un abilissimo guerriero samurai, e lo dimostrerà quando, giunto in un piccolo paese, dovrà affrontare la crudeltà ed il dispotismo dei delinquenti del luogo. Il suo destino si incrocerà anche con quello di un Ronin e della sua giovane moglie ammalata, di due geishe sorelle che devono vendicare lo sterminio dei propri genitori e di un giovane inetto deciso a divenire un samurai...

Grande affresco in costume, atipico per la filmografia di Kitano, Zatoichi è un divertissement dalla prima all'ultima scena; intriso del suo classico humour nero, straripante di scene splatter assolutamente eccessive dove il sangue scorre a fiumi, il film percorre una vicenda molto classica della narrativa giapponese ma lo spettatore occidentale, anche se non esperto dell'ambito specifico, non si annoia di certo. Sin dalle prime scene (mitica quella degli zappatori a tempo di musica), Kitano strizza l'occhio ai suoi spettatori, rendendoli complici di questo eroe allo stesso tempo buffo e spietato, umano e giusto, ma anche vittima del vizio del gioco, e certo non riluttante a bere un bicchierino di sakè di troppo.

Una scenaAttorno al personaggio principale ruotano, come sempre, una serie di figure a volte buffe, a volte assolutamente serie, ognuna delle quali è un cameo: la vecchia con il nipote che si caccia sempre nei guai, il vicino di casa completamente scemo, gli scagnozzi "cattivi" che non ne combinano una sensata, le due geishe crudeli, ma anche il Ronin dolente ed eroico, solo e destinato a portare su di sè tutta la sofferenza della propria vita ed anche di quella della moglie ammalata.

Bellissime le scene di combattimento, già quasi balletti che, man mano che il film procede, portano verso il vero capolavoro: il balletto finale, un assoluto colpo di genio che solo un regista che ha oggi, ed ha sempre avuto, il coraggio di osare poteva mettere in un film dalla vicenda tanto drammatica.

Bellissimo tutto l'impianto tecnico del film: scenografia, costumi, effetti speciali, musiche. Ottime le interpretazioni, tra cui assoluta quella del grande Beat Takeshi, che si è cucito addosso un ruolo perfetto per sé; indimenticabile la scena degli occhi dipinti. Un musical e un dramma, un film di cappa e spada in odore di western, un affresco assolutamente divertente, un'ennesima conferma del genio di Takeshi Kitano. Da vedere e rivedere.


Percorsi tematici

Brother - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi, Omar Epps, Cluade Maki.
Dolls - di Takeshi Kitano; con Miho Kanno, Hidetoshi Nishijima, Tatsuya Mihashi.
L'estate di Kikujiro
W O W - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi, Yusuke Sekiguchi.
Hana-Bi - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi, Kayoko Kishimoto.
Kantoku Banzai! - Glory to the Filmmaker - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi.
Takeshis' - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi.


La locandinaTitolo: Zatoichi (Id.)
Regia: Takeshi Kitano
Sceneggiatura: Takeshi Kitano
Fotografia: Katsumi Yanagijima, Hitoshi Takaya
Interpreti: "Beat" Takeshi, Tadanobu Asano, Michiyo Oguso, Yui Natsukawa, Guadalanal Taka, Daigoro Takibana, Yuko Daike, Ittoku Kishibe, Saburu Ishikura, Akira Emoto, Hideboh, Noriyasu, Ron II, Suji
Nazionalità: Giappone, 2003
Durata: 1h. 55'