Alberto Cassani, 3 Febbraio 1999: Sottovalutato
Uip, 15 Gennaio 1999

Z la formica

di Eric Darnell & Tim Johnson


“Il termine ‘cartoni’ è errato, perché derivando dall'inglese ‘cartoons’ - disegno caricaturale - non è significativo di tutti i cartoni animati, perché non necessariamente tutti i cartoni animati nascono da un disegno caricaturale. D’altronde anche la dizione ‘disegni animati’ non è corretta, perché non tutte le animazioni nascono da un disegno. Specialmente ultimamente il computer ha preso grosso spazio nel mondo dell’animazione. Poi ci sono le animazioni a passo uno, quelle a tecnica mista...”
     Maurizio Nichetti - “La notte dei cartoni”, 1992.

Zeta e WeaverC’era un solo uomo al mondo che avrebbe potuto interpretare la parte di una formica nevrotica in cura dall'analista. Il nome, ovviamente, è Woody Allen. Non è un caso che sia stato proprio lui a prestare la voce alla coraggiosa formichina individualista di questo film. Almeno nella versione originale. Per quella italiana si è scelto di utilizzare il doppiatore abituale dello zio Woody, cioè Oreste Lionello. Questa scelta può anche essere contestabile, perché molti avrebbero preferito vedere, pardon: sentire, la voce di qualche attore famoso, ma nel caso di Z il personaggio assomiglia così tanto a quello classico di Woody Allen, che serviva veramente una voce che recitasse come lui. Oreste Lionello era la miglior scelta possibile. Quello che si può contestare, piuttosto, è la decisione di utilizzare i doppiatori abituali anche per le star che hanno prestato la voce a personaggi secondari. Per quanto riguarda il doppiaggio della protagonista femminile (femminile?!? È pur sempre una formica...), la principessa Bala a cui nell’edizione originale da voce Sharon Stone, invece di Cristiana Lionello, cioè la doppiatrice abituale della Stone, sarebbe andata meglio una voce più suadente, più morbida, tipo quella di Simona Izzo, che per capirci è la voce italiana di Kim Basinger. Per interpretare il ruolo del miglior amico di Z, il soldato Weaver, la voce di Ferruccio Amendola, con inflessione alla Stallone, che interpreta il ruolo in inglese, è invece assolutamente perfetta. Non servono nomi noti per doppiare un film, di qualunque genere, servono le voci giuste.

Zeta e la principessa Bala“Non si è mai sentito di due formiche. Due milioni forse, ma non due formiche”. Beh, questa è la storia di UNA formica. Una formica che, finalmente, dopo anni di sedute dallo psicanalista, ha finalmente capito di essere insignificante. E questo non gli piace un gran che. Se poi ci mettiamo che si è pure innamorato della principessa del formicaio, ovviamente già promessa sposa al grande generale dell'esercito delle formiche-soldato, capiamo che il nostro simpatico amico è proprio nei guai. Soprattutto perché per poter rivedere la sua amata scambia il proprio posto di minatore con quello del suo amico soldato, proprio il giorno in cui l’esercito viene mandato in guerra!

Sulla scia di “Toy Story”, "Antz" è il primo lungometraggio non Disney completamente realizzato al computer. Anzi, la Disney ha addirittura intentato causa alla Dreamworks, perché a loro dire Jeffery Katzenberg ha rubato il progetto di quello che sarebbe poi diventato “A bug’s life” quando ha lasciato il suo posto di presidente della casa di Topolino. In realtà, a parte le questioni meramente legali, tra la Disney e la Dreamworks non ci sono più attriti di quanti ce ne possano essere tra due case di produzione concorrenti, dato che ho avuto modo di vedere di persona Jeffrey Katzenberg alla prima di un film Disney la scorsa estate. Comunque le somiglianze tra i due film, almeno a prima vista, ci sono. Insomma: raccontano entrambi storie di insetti, giusto? E il protagonista è in entrambi i casi una formica, giusto? Certo, ma a guardare i personaggi ci passa la stessa differenza che c’è tra quelli di “Guerre Stellari” e di “Starship Troopers”. I personaggi della Pixar sono molto più “rotondi”, molto più “giocosi”, molto più... per bambini. Il fatto che poi fosse proprio Katzenberg ad approvare le scelte per la prima parte della pre-produzione di “A bug's life”, e che quindi è effettivamente possibile che abbia “suggerito” il soggetto di questo film ai suoi animatori, è tutta un'altra cosa. Forse.

Zeta, Bala e una vespaUna cosa che non abbiamo ancora imparato a fare, dai tempi di Melies a questa parte, è considerare gli effetti speciali semplicemente come un modo per raccontare una storia piuttosto che come semplice metodo per impressionare gli spettatori. A dir la verità Robert Zemeckis ci riesce, e anche Ron Howard ha imparato a farlo (confrontate “Willow” con “Apollo 13”...), ma la maggior parte degli addetti ai lavori li considera ancora un extra. E soprattutto sono i giornalisti a prestare sempre troppa attenzione all’uso degli effetti speciali rispetto a quello che è effettivamente il film nel suo insieme. “Z la formica”, così come “Toy Story”, “Small Soldiers” e “A bug's Life”, è un film che fa sfoggio di tutte le possibilità creative offerte dalle nuove tecnologie informatiche, di conseguenza è un ottimo esempio di ciò che Nichetti diceva nella prima puntata dell’interessante programma di Guido Manuli. Il problema è che l’unica cosa che pare colpire i critici e gli spettatori sia l’uso dei computer, e nessuno riflette sull’efficacia dell’informatica rispetto all’animazione “tradizionale” (ma esiste ancora l'animazione tradizionale?). “Z la formica”, così come già “Il principe d’Egitto”, non è un film per bambini. Oddio, i bambini che c’erano in sala quando io ho visto il film si sono divertiti, ma di certo la presa in giro della psicanalisi non era diretta a loro, di certo il fatto che Z balli come fa John Travolta in “Pulp Fiction” non era diretto a loro. “Antz” è un film diretto agli adulti. Film, non cartone. Indipendentemente dalle tecniche usate per realizzarlo questo non è un film diverso, nello sviluppo della trama, da un film con attori in carne ed ossa. Il fatto di essere un film d'animazione è dovuto alla decisione di utilizzare gli insetti come protagonisti (e per allargare il target, d'accordo), ed è stato creato al computer perché le nuove tecnologie permettono una qualità di “recitazione” dei personaggi infinitamente migliore di quella dei personaggi dei cartoni animati “normali”, sia che gli animatori “classici” abbiano nomi americani o giapponesi. Weaver, ad esempio, è più espressivo del vero Silvester Stallone (lo so: non ci vuole molto, ma comunque...).
Una scenaPer quanto “Z la formica” sia un bel film, a vedersi, è soprattutto un film divertente ed emozionante. Le scene migliori non sono quelle in cui la Computer Graphic è più maestosa (la palla di formiche, Insettopia...), ma quelle in cui l’azione è più emozionante. Per quanto mi riguarda ho trovato eccezionale la scena in cui Z e Bala restano appiccicati alla suola di una Reebok per colpa di una gomma da masticare, e anche quella dell’inondazione del formicaio. Al contrario non mi è piaciuta la rissa nel bar, che non solo non è giustificata dalla trama, ma non coincide con quelli che sono i caratteri dei personaggi che vi partecipano. Certo comunque che non si può non considerare gli effetti speciali come parte integrante di un film. Anzi si deve, perché non li si deve considerare una parte a sé stante. In questo caso la differenza tra gli ambienti interni e quelli esterni al formicaio (soprattutto subito dopo che Z e Bala sono usciti) è un po’ troppa, e le figure delle due formiche male si integrano con l'ambiente circostante. In più c’è da dire che la musica svolge esclusivamente funzione di commento, il che aumenta la credibilità generale del progetto e, dato che le musiche in questione (di Harry Gregor-Williams e John Powell) sono molto belle, ne aumenta anche l’efficacia.

Insomma, “Z la formica” è un ulteriore esempio del fatto che gli Studios, per dichiarare guerra alla Disney nel campo dell’animazione, tendono a rivolgersi ad un pubblico adulto, che non si fa problemi a guardare personaggi poco “carini” e probabilmente si annoierebbe se sottoposto a due ore di musical. È questo il modo per dare una dignità cinematografica ai film d’animazione: non semplicemente quello di migliorarlo graficamente, ma quello di migliorarlo cinematograficamente. “Z la formica” non è semplicemente un film d'animazione, citando Jeffrey Katzenberg in persona lo si può definire “una commedia underground. In tutti i sensi”.

So quasi esattamente cosa sto facendo!


La locandinaTitolo: Z la formica (Antz)
Regia: Eric Darnell, Tim Johnson
Sceneggiatura: Todd Alcott, Chris Weitz, Paul Weitz
Fotografia: ---
Doppiatori: Oreste Lionello, Cristiana Lionello, Ferruccio Amendola, Ilaria Stagni, Maurizio Mattioli, Enrico Pallini, Oliviero Dinelli, Massimo Lodolo, Sergio Fiorentini, Lorenza Biella, Edoardo Siravo, Sonia Scotti, Ennio Coltorti, Sonia Scotti
Nazionalità: USA, 1998
Durata: 1h. 27'