Tommaso Tocci, 1 Settembre 2007: Ficcante
Sacher, 4 Aprile 2008

La zona

di Rodrigo Plá


La Zona è un complesso residenziale di Città del Messico circondato dalla povertà estrema. Il suo 'statuto speciale' gli consente di avere guardie e circuiti di sicurezza privati, un'assemblea di residenti che delibera sul da farsi comune, e soprattutto un'apparenza molto coltivata di agio e tranquillità. Al di là delle mura e del filo spinato, però, la verità preme per entrare. Nella fattispecie, durante una notte di temporale, sono tre ladruncoli ad approfittare di una breccia per penetrare la recinzione e seminare il panico nella realtà di cartapesta dei residenti.

Mario ZaragozaOpera prima del regista Rodrigo Plá (alle spalle due cortometraggi qua e là premiati), presentata nelle 'Giornate degli Autori' di Venezia 64, "La Zona" - nome che evocava suggestioni tarkovskiane - spinge forte sull'aberrazione del reale, ipotizza un nucleo societario che esplicita la divisione classista attraverso la materialità di un accesso invalicabile. Gli stessi abitanti dell'area sembrano non voler prendere in considerazione l'entità 'esterno', dando vita quindi a un sistema sociale completamente auto-referenziale. La riproduzione in vitro di un nucleo umano è per giunta completa a tutti i livelli, dal momento che gli zelanti condomini non riconoscono neanche l'autorità della polizia cittadina, la quale comprensibilmente si presenta alla porta dopo l'avvenuta intrusione.

Alan Chávez e Maribel Verdú con Daniel Giménez Cacho sullo sfondoPlá riesce nell'intento di mostrare gli effetti di queste premesse inserendoli all'interno di meccanismi da thriller piuttosto serrato, conservando così l'appeal della vicenda e l'interesse per la storia; il protagonista è il giovane Alejandro, rampollo di una famiglia residente nella Zona e fulcro, nel giorno del suo compleanno, di una impaurita caccia all'uomo tra i villini familiari. Il regista sceglie l'occhio di un ragazzo per mettere in discussione lo status quo, eppure lo circonda di un gran numero di personaggi, ognuno credibile e portatore di una sensibilità propria. Essenziale per la riuscita di un film che si pone delle domande è l'avvalersi di personaggi non interamente positivi (o negativi). Nei padri di famiglia della Zona, quindi, si nota buonsenso e sincera preoccupazione, pur inficiati da una grave miopia di fondo.
Dalla somma di tante visioni del mondo risulta il quadro di una comunità impaurita e quasi ingenua nella sua incapacità di relazionarsi con l'Altro. Tanto efficace nel rispondere delle esigenze dei suoi membri, quanto spaesata di fronte alla messa in discussione dei propri valori. Quando la colpa, come spesso succede, si trasforma in paranoia e poi violenza, nessuno degli "esterni" riuscirà ad arrestarne lo sviluppo (si veda la disperazione negli occhi della madre di uno dei ragazzi, costantemente aggrappata ai cancelli).

Alan ChávezDecisamente tra le sorprese più belle di questo Festival, "La Zona" è forse il film migliore nel gruppone delle sezioni esterne al concorso, e ha subito convinto tutti con la sua solidità. Plá stupisce per il ritmo che imprime al film, senza punti morti eccetto qualche esitazione prima del finale. Le sferzate conclusive schivano saggiamente una risoluzione facile e dimostrano che "La Zona" ha centrato il bersaglio. Non è un film che apre gli occhi su una contraddizione nascosta, al contrario analizza una tematica globale che già alberga nelle coscienze; serve però l'importante proposito di testimonianza di noi stessi.


La locandinaTitolo: La zona (Id.)
Regia: Rodrigo Plá
Sceneggiatura: Laura Santullo
Fotografia: Emiliano Villanueva
Interpreti: Daniel Jiménez Cacho, Maribel Verdú, Carlos Bardem, Daniel Tovar, Alan Chávez, Mario Zaragoza, Marina de Tavira, Andrés Montiel, Blanca Guerra, Enrique Arreola, Gerardo Taracena
Nazionalità: Messico - Spagna, 2007
Durata: 1h. 37'