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Gabriele
Marcello, 27 Ottobre 2005: Fracassone |
Sony,
28 Ottobre 2005
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The
Legend of Zorro
di Martin Campbell
Dopo
sei anni dal primo film, il regista Martin Campbell e l'azzeccata (e
molto glamour) coppia Banderas-Zeta-Jones, ritornano sul grande
schermo per il secondo capitolo delle avventure dell'eroe mascherato
per eccellenza: Zorro.
Sono
passati dieci anni e nella California del 1850 la vita sentimentale
tra Alejandro "Zorro" de la Vega e la bella Elena non è
delle migliori, dal momento che lui, nella sua lotta contro gli oppressori
dei poveri e dei giusti, trascura la consorte e il piccolo Joaquin,
loro figlioletto di dieci anni. Elena, stanca delle continue promesse
da marinaio di Alejandro di attaccare maschera, spada e frusta al chiodo,
lo caccia di casa e chiede il divorzio, riagganciando poi una liason
con un suo ex compagno di scuola francese, Armand, uomo fascinoso quanto
ambiguo: sotto le spoglie di dandy del Vecchio Continente cela
la sua vera natura, quella di capo di una setta che intende distruggere
gli Stati Uniti. Sullo sfondo di questo mélo sentimentale
c'è la trasformazione della California in 31° stato dell'Unione.
Naturalmente c'è la lotta tra i buoni e i cattivi, e Zorro sarà
protagonista di strabilianti duelli.
Di
fronte ad una trama del genere nasce spontanea la curiosità di
intuire che ne avrebbe mai pensato l'artefice da cui è partito
tutto nel lontano 1919: lo scrittore Johnston McCulley. E sì,
perché sicuramente il romanziere americano non avrebbe mai immaginato
la sua creatura alle prese con i problemi delle coppie di oggi, tra
liti e doveri, né avrebbe mai voluto che il suo eroe, un po'
rubacuori ma fondamentalmente emblema della grande Depressione e della
Grande Guerra, fosse banalizzato a tal punto. Paradossalmente, però,
questa è la trovata più simpatica e interessante di questo
sequel, che conferma la sacra regola che se un film va bene al
botteghino bisogna farne un altro per incassare il doppio e pensare
automaticamente al terzo. Rispetto al primo film stavolta manca sia
il soffio goliardico e scanzonato tipico dei cappa e spada, sia la giustificazione
del tutto. L'originalità della crisi matrimoniale è solo
accennata e alla fine le scene che girano attorno a questa specie di
subplot sono fiacche e prolisse, incorniciate da dialoghi naïf
inutili se non addirittura comici.
Il
primo film era ben costruito ma soprattutto molto ben dosato tra humour
e azione, stavolta le scene concitate sono spasmodiche e convulse, mentre
il resto è pura noia. Certo, nel primo film c'era Anthony Hopkins
che riempiva i buchi e il piattume di un regista come Campbell, che
in realtà è solo un buon artigiano su commissione, stavolta
c'è un bambino che sicuramente troveremo grande e erede del padre
per il terzo capitolo delle gesta di Zorro.
Ma
al di là di tutto, questo film non può trascendere quello
che realmente è, e quello per cui è stato girato, ovvero
puro entertainment. I giovani e giovanissimi non rimpiangeranno
il prezzo del biglietto perché hanno due ore di puro svago e
fracasso, e forse, quelli un po' più in là con gli anni
ricorderanno quanto più puro e avventuroso era vedere la personificazione
di Zorro fatta da Tyrone Power, tanto finto ma anche tanto essenziale
alla funzionalità narrativa del personaggio. Banderas è
esteticamente perfetto per il ruolo e si può scommettere che
diventerà lui l'icona del personaggio, come Christopher Reeves
fu per Superman; Catherine Zeta-Jones arde con la sua bellezza gallese
e inserisce il suo lato mascolino da guerriera, facendo ora l'amante
ora la civettuola; Rufus Sewell è un cattivo da manuale ma senza
i guizzi di un Kenneth Branagh. Costumi, colori e scenografie sono perfetti
e a volte sembra che diventino loro il punto di forza del tutto, dato
che i combattimenti sono al massimo tre e che c'è solo una scena
davvero emozionante, quella finale del treno (che va vista e non può
essere descritta). In definitiva, la "Z" di Zorro sembra,
stavolta, essere stata incisa con una spada un po' troppo arrugginita
e poco affilata.
Titolo:
The Legend of Zorro (Id.)
Regia:
Martin Campbell
Sceneggiatura:
Alex Kurtzman, Roberto Orci
Fotografia:
Phil Meheux
Interpreti:
Antonio Banderas, Catherine Zeta-Jones, Giovanna Zacarías, Raúl
Méndez, Mary Crosby, Alexa Benedetti, Adrian Alonso, Pedro Armendáriz
Jr, Michel Bos, Mar Carrera, Nick Chinlund, Michael Emerson, Tina French,
Shuler Hensley, Rowley Irlam, David Michie, Hans Oellers, Gustavo Sanchez-Parra,
Rufus Sewell
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
2h. 10'
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