La dignità del cinema commerciale
Scritto da Alberto Cassani martedì 12 gennaio 2010
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Il 18 febbraio 2007 io e l’amico Mattia Nicoletti eravamo ospiti della trasmissione di Radio inBlu “Nessuno è perfetto” per parlare dei due Notte prima degli esami. Dopo poco più di 7 minuti di trasmissione, la conduttrice Lucia Angella ci chiede un giudizio sul film e il buon Mattia decide di lasciarmi rispondere per primo. La mia risposta è secca e per niente gentile:
«Secondo me questo film è veramente brutto. Non è divertente, è girato piuttosto male e non riesce a staccarsi dallo stile delle sceneggiature che Brizzi ha scritto per anni per i film natalizi interpretati da Boldi e De Sica.»
Dopo che ho precisato che a me non era piaciuto neanche il primo, Mattia (cui invece il film era piaciuto) dice la sua e tra le altre cose specifica che…
«…questo tipo di film tecnicamente non vale neanche la pena analizzarli.»
Le regole del buon giornalista (secondo Franco Rossi)
Scritto da Alberto Cassani mercoledì 30 dicembre 2009
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Giornalismo, le mie regole:
- Per la notizia sono disposto a tutto. Anche a scrivere la verità.
- Nel Giornalismo, come in amore, gli scritti volano e le parole restano.
- Il vero giornalista è colui che sa raccontare una verità in assoluta malafede, convinto che le sole e autentiche verità siano quelle che si possono inventare di sana pianta.
- Il vero giornalista è quello che scrive una cosa anche quando non ha niente da dire e al tempo stesso ha qualcosa da dire solo perchè la scrive.
- Il vero giornalista è sempre stimolato dalla scadenza e scrive peggio quando ha tempo e quindi non ha fretta.
- Il vero giornalista è quello che riesce a cominciare un articolo con un «come avevamo anticipato nei mesi scorsi…» e violenta, senza arrossire, ogni comune senso del pudore.
Quel secchione di Roger Ebert
Scritto da Alberto Cassani lunedì 30 novembre 2009
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Come aveva accennato nel suo articolo che ho riportato qui a metà settembre, Roger Ebert era stato molto criticato dai alcuni suoi lettori per la recensione estremamente negativa che aveva scritto di Transformers 2. Una volta letti tutti e 750 i commenti postati in risposta alla sua recensione, Ebert ha scritto un articolo in cui spiega non solo perché secondo lui quelli cui è piaciuto il film di Bay hanno torto, ma anche perché la cosa lo deprime. È un articolo scritto in realtà prima di quello già postato sul Diario, ma che traduco solo adesso perché ho preferito sviluppare prima un argomento preciso su più post e solo adesso passare ad altro. L’articolo originale è datato 5 luglio 2009 e potete trovarlo qui. Leggi tutto il post
Lucky Red rinuncia al finanziamento statale per La prima linea
Scritto da Alberto Cassani mercoledì 11 novembre 2009
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Abbiamo prodotto La Prima linea con l’intento di raccontare un capitolo importante e doloroso della storia recente del nostro paese, convinti che il cinema debba anche offrire spunti di riflessione sull’identità di una nazione. Consapevoli della delicatezza del tema, abbiamo messo tutto il nostro impegno per rispettare la verità storica, la memoria e la sensibilità delle persone che da quella stagione di sangue sono rimaste colpite.
Gli ultimi fuochi
Scritto da Alberto Cassani martedì 27 ottobre 2009
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Sono tanti i film che raccontano il mondo del cinema. Quelli che ne sanno li definiscono “metacinematografici”. Sono film che hanno raccontato tutte o quasi le diverse professionalità che contribuiscono alla realizzazione di un film, dal regista al produttore, dall’attore allo sceneggiatore, allo stunt-man. Pochi, però, hanno provato a spiegare cos’è il cinema per quelli che ci lavorano. L’ha fatto, naturalmente, François Truffaut con Effetto notte, in cui non ha solo raccontato (esagerando) quello che succede su un set ma anche quella che può essere l’ossessione per il cinema che ha una persona che ha sempre sognato di poterci lavorare. L’ha fatto, però, anche Elia Kazan quando ha portato sullo schermo il romanzo di Francis Scott Fitzgerald Gli ultimi fuochi.
On-line vs Cartaceo: alla fine ne resterà soltanto uno. Forse.
Scritto da Alberto Cassani giovedì 15 ottobre 2009
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Antonio Capellupo è un altro di quei ragazzi che ogni tanto mi scrivono per chiedermi informazioni e dichiarazioni per la tesi che stanno scrivendo sulla critica cinematografica. Mi ha contattato lo scorso marzo per farmi giusto un paio di domande su come funzionano le cose nell’ambiente di internet, ma al suo relatore le mie risposte sono piaciute talmente tanto da decidere di fare una vera e propria intervista e pubblicarla integralmente invece che limitarsi a qualche estratto all’interno del testo.
L’intervista mi dà modo di dire due parole sull’organizzazione di CineFile, ma verte quasi esclusivamente sul rapporto tra la critica on-line e quella cartacea, che è poi anche l’argomento dell’ultimo post del Diario, per questo la pubblico adesso invece di aspettare di ricevere la versione definitiva della tesi. Leggi tutto il post
La morte della critica secondo i nuovi critici
Scritto da Alberto Cassani giovedì 1 ottobre 2009
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Nel numero del marzo 2009, Ciak ha pubblicato un’inchiesta firmata da Andrea Morandi a proposito della dualità tra critici della carta stampata e critici che lavorano per il web. Al di là del fatto che Morandi mette nello stesso pentolone siti di critica, siti sul cinema e blog dedicati al cinema – che sarebbe un po’ come scrivere un articolo sui telegiornali e poi mettere i Tg sullo stesso piano dei programmi di informazione e quelli di gossip – la cosa interessante sono i tanti interventi più o meno autorevoli raccolti da Morandi e da Alessandra De Luca. Ne esce una panoramica forse poco chiara ma che dà lo spunto per fare diverse riflessioni sull’argomento. Riflessioni che, come spesso accade sulle pagine di Ciak, nell’articolo non sono che accennate. Leggi tutto il post
Roger Ebert e l’età oscura della critica
Scritto da Alberto Cassani mercoledì 16 settembre 2009
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Rogert Ebert è stato il primo critico cinematografico a vincere il Premio Pulitzer, nel 1975, prima di essere affiancato nell’impresa da Stephen Hunter nel 2003 e Joe Morgenstern nel 2005. Critico del Chicago Sun-Times dal 1967, ha forse raggiunto fama prima nazionale e poi mondiale grazie al programma televisivo At the movies, che lo vedeva recensire i film in uscita negli Stati Uniti in compagnia del critico del Chicago Tribune Gene Siskel. Alla morte di quest’ultimo nel 1999, Ebert è stato affiancato in studio da Richard Roeper, ma nel 2006 Ebert ha dovuto abbandonare la trasmissione perché l’ultima operazione cui è stato sottoposto a causa di un cancro alla tiroide l’ha lasciato praticamente afono. Leggi tutto il post
I giovani, la passione e i soldi
Scritto da Alberto Cassani lunedì 31 agosto 2009
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Come si diceva qualche post fa, per i giovani farsi strada nel mondo del lavoro oggi è tutt’altro che facile. Peggio ancora nel mondo della critica cinematografica, come dimostra anche la tesi di laurea di Luca Marra dedicata alla critica cinematografica di cui ho parlato a fine maggio e che da oggi trovate in versione integrale nella sezione e-book. Comunque, molti ragazzi entrano nel nostro ambiente scrivendo gratuitamente per un qualche sito internet, sperando di riuscire poi a trasformare questa esperienza in un lavoro regolarmente retribuito. Ci riescono in pochi, e alcuni di questi pochi sono stati intervistati nel dicembre 2008 da Peter Debruge di Variety, che ha scoperto come la maggior parte tenga inconsapevolmente in mente un consiglio di Mark Twain: «scrivi gratuitamente fino a quando qualcuno non si offre di pagarti per scrivere. Se non trovi nessuno nel giro di tre anni, vuol dire che spaccare legna è il mestiere per te». Leggi tutto il post
Televisione e buoni maestri
Scritto da Alberto Cassani lunedì 17 agosto 2009
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Permettetemi di uscire un attimo dal seminato di questo blog e per una volta, anziché parlare di critica cinematografica, mettermi a fare critica cinematografica. Anzi, addirittura critica televisiva.
Poco più di un anno fa ricevo un messaggio su Wikipedia in cui mi si chiede di cambiare un link nella mia pagina utente. Un collega del progetto cinema mi avvisava infatti che la pagina Heroes (serie televisiva) era stata rinominata in Heroes (serial televisivo). Chiedo spiegazioni e mi sento dire che il progetto televisione aveva deciso di adottare la nomenclatura codificata dagli accademici. Faccio diligentemente la modifica al link e poi scrivo all’amico Davide Barzi, che oltre ad essere un tuttologo è anche un collaboratore di Telefilm Magazine, per avere lumi riguardo questa categorizzazione di cui non avevo mai sentito parlare. Leggi tutto il post
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