Alberto Cassani, 31 Ottobre 2001: Scolastico
Medusa, 19 Ottobre 2001

The Score

di Frank Oz


“Non puoi lucidare il letame!”
     Robert Prosky - “Christine: la macchina infernale”, 1983.

Robert De Niro e Marlon BrandoMarlon Brando, Robert De Niro, Edward Norton. In rigoroso ordine d'età. Aggiungeteci un'Angela Bassett di contorno e avete uno dei migliori cast di tutta la storia del cinema. Un cast talmente carismatico da distrarre lo spettatore da quello che è l'intreccio drammatico del film. Ed è una fortuna, perché al di là dei quattro nomi che ho appena citato, c'è ben poco da apprezzare in questa pellicola.

Nick di lavoro fa il ladro, ed è anche piuttosto bravo. Prima di andare in pensione e vivere con la fidanzata Diane accetta, seppur di malavoglia, un grosso lavoro procuratogli dal suo grosso amico (e ricettatore) Max. È grosso anche il rischio, però, perché si tratta di entrare in un impostante museo della sua Montreal, grazie alla collaborazione del giovane e inesperto "basista" Jackie.

Robert De Niro e Angela BassettFrank Oz non è esattamente un regista specializzato in thriller, ma nemmeno in drammi, a dir la verità. Il suo miglior film, il bellissimo "La piccola bottega degli orrori", data ormai 1987. Nel frattempo ha diretto, tra gli altri, il mediocre "La chiave magica", il mediocre "In & Out" e il mediocre "Bowfinger". Insomma, è un regista che rischia seriamente di passare alla storia come la guardia carceraria che restituisce a John Belushi le sue cose nell'inizio di "Blues Brothers", piuttosto che la voce di Yoda della saga di "Guerre Stellari" o della Miss Piggy del "Muppet Show". Immagino sia stato scelto dalla produzione per dirigere questo film perché si riteneva avrebbe lasciato campo libero a due degli attori più invadenti della storia del cinema, permettendo contemporaneamente al giovane rampollo di dar prova delle proprie capacità. Evidemente la scelta non è stata azzeccatissima se è vero, com'è vero, che ad un certo punto Brando si è stancato di lavorare con Oz e ha imposto che alcune scene fossero dirette da De Niro, e, soprattutto, che il film è quanto di più piatto il genere abbia offerto negli ultimi anni.

Il regista Frank Oz con Edward Norton e Robert De NiroLa storia ideata da Daniel E. Taylor e Kario Salem non è esattamente originale (quante volte l'abbiamo sentita, negli ultimi 25 anni?), e la sceneggiatura sviluppata dallo stesso Salem insieme con Lem Dobbs e Scott Marshall Smith mette in scena situazioni prevedibili e dialoghi non sempre brillanti. In effetti, però, la sceneggiatura funziona abbastanza bene, ma funziona come un problema di matematica: funziona perché così vuole la regola; non c'è un momento di genio, non c'è un momento di classe, non c'è un momento di originalità.

Chi è il migliore dei tre protagonisti? Bella domanda: qualunque sia la risposta si farebbe torto ad un consideratissimo attore. La dura realtà, però, è che quando il cast è stato assemblato si è fatto in modo di dare a tutti la possibilità di esprimersi liberamente, come accennato più sopra. Marlon Brando gigioneggia come solo lui sa fare, ma gigioneggia; Robert De Niro è il solito De Niro della sua ultima decina di film: espressione ingrugnita e più azione che recitazione; Ed Norton fa vedere cos'ha imparato all'Actor's Studio fingendosi un autistico. Aggiungeteci un doppiaggio mediocre e avrete la giusta dimensione di un prodotto di media levatura come questo, anche se si è tentato di dargli più dignità artistica di quanto meritasse. Molto meglio il David Mamet di "Heist".

Quante volte te l'ho sentito dire, negli ultimi 25 anni?


La locandinaTitolo: The Score (Id.)
Regia: Frank Oz
Sceneggiatura: Kario Salem, Lem Dobbs, Scott Marshall Smith
Fotografia: Rob Hahn
Interpreti: Robert De Niro, Edward Norton, Marlon Brando, Angela Bassett, Gary Farmer, Jamie Harrold, Paul Soles, Serge Houde, Jean-Renée Ouellet, Martin Drainville, Claude Despins, Richard Waugh, Mark Camacho, Marie-Josée D'Amours, Gavin Svensson, Thinh Truong Nguyen, Carlos Essagian, Lenie Scoffié, Christian Tessier, Bobby Brown, Maurice Demers
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 2h. 03'