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"Avatar" di James Cameron

10 gennaio 2010 Recensioni 178 Commenti
Avatar

20th Century Fox, 15 Gennaio 2010 – Spettacolare

Un ex-marine paralitico viaggia fino al lontano pianeta Pandora, dove una società terrestre sta impiegando dei mercenari per scacciare gli indigeni e mettere le mani su un preziosissimo metallo. Controllerà mentalmente un avatar nato mescolando il DNA umano con quello alieno…


Sam Worthington e Zoe SaldanaVuole essere tante cose, Avatar: un film di fantascienza immaginifico, un western dalla parte degli indiani, una storia d’amore interraziale, una presa in giro dei film di guerra alla John Wayne, un manifesto ecologista… Ma cerca di essere soprattutto un film rivoluzionario sotto l’aspetto degli effetti speciali, sia per quanto riguarda la creazione digitale dei personaggi sia per l’utilizzo della terza dimensione. Ma alla fine, l’unica cosa che questo complicato progetto di James Cameron riesce davvero a essere, è un discreto film di intrattenimento capace di incassare vagonate di soldi in ogni dove ma quasi certamente non di lasciare traccia di sé nel cinema del futuro.

Sam Worthington e Sigourney Weaver con Michelle Rodriguez e Joel David Moore dietro le spallePer essere un film pensato così a lungo – oltre un decennio – Avatar è sorprendentemente poco sorprendente, sotto ogni aspetto. Basato su una sceneggiatura banale, totalmente priva di guizzi e animata da personaggi piatti, il film affida alla sola parte visiva tutto il suo fascino. Gli effetti speciali riescono però a stupire solo per il modo straordinario in cui costruiscono l’universo di Pandora, non per ciò che effettivamente costruiscono: luoghi e creature paiono infatti una versione a colori tossici di quanto già visto in tanti manuali fantasy, e non c’è mai il senso di meraviglia che il regista ha  chiaramente cercato con così tanta insistenza.

Sam Worthington e Stephen LangLa terza dimensione, da molti vista come la salvezza del cinema moderno, è qui usata solo ed esclusivamente per creare profondità di campo, mai per dare l’impressione che gli oggetti escano dallo schermo. Tentativo interessante, ma che a conti fatti rende quasi inutile la fatica di indossare i pesanti occhialini per le quasi tre ore di proiezione. Alla fine, dunque, non resta davvero altro che un film avventuroso abbastanza divertente e mediamente appassionante, citazionista e autocitazionista, la cui riuscita non è  paragonabile a quella dei precedenti film di James Cameron e che di sicuro non fa onore al tanto lavoro che c’è dietro.


La locandina statunitenseTitolo: Avatar (Id.)
Regia: James Cameron
Sceneggiatura: James Cameron
Fotografia: Mauro Fiore
Interpreti: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Michelle Rodriguez, Giovanni Ribisi, Joel David Moore, CCH Pounder, Wes Studi, Laz Alonso, Dileep Rao, Matt Gerald, Sean Anthony Moran, Jason Whyte, Scott Lawrence
Nazionalità: USA – Regno Unito, 2009
Durata: 2h. 42′


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Attualmente ci sono 178 commenti a questo articolo:

  1. Mickey Rourke scrive:

    Non l’ho ancora visto, ma credo che divenga uno dei film di Cameron indimenticabili.
    Ps: La durata del film è di 160 minuti.

  2. Mickey Rourke scrive:

    Dal trailer nella recensione sembra quasi un miscuglio fra TERMINATOR SALVATION, ALIENS e APOCALYPTO, e spero di non rimanerne deluso anche se è un kolossal.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Il film non è ancora uscito neanche negli Stati Uniti, per cui non si sa ancora ufficialmente quanto duri. Soprattutto perché non è detto che la versione italiana sia esattamente la stessa di quella statunitense, per via di possibili interventi della censura e per l’eventuale traduzione dei titoli di coda.

  4. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Modestamente la durata la ho trovata su Wikipedia

  5. esce in italia il 15 gennaio in 3d
    la durata penso che sia circa 170 minuti
    cassani non pensi però che la gente esagera esclamando al capolavoro senza ancora vederlo?
    comunque penso che sarà un ottimo film perchè james cameron è in regia…
    vedremo

  6. comunque cassani io alcuni giorni fa ho visto di cameron terminator 1,terminator 2 il giorno del giudizio(in blue ray!!!) e true lies.
    terminator 1 e 2 sono ottimi,il secondo della saga forse lo considero piu bello,true lies e un film davvero carino ma un po troppo esagerato e ironico,molte scene sono davvero irreali,ma comunque penso che in questo film cameron abbia voluto fare un film che fa divertire e basta.
    che ne pensi?

  7. Edoardo scrive:

    Nel making of in tv han detto che dura più di 3 ore!

  8. si fabrizio,se non sbaglio la durata è di circa 3 ore e 10

  9. Alberto Cassani scrive:

    A me Terminator 2 ha abbastanza annoiato: è tecnicamente splendido ma l’originalità che c’era nel primo episodio qui è solo un lontano ricordo. True Lies vuole essere una parodia del cinema di genere, e mi sembra che ci riesca benissimo.

  10. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    No, la durata di Avatar è di 2 e 50.

  11. Pippo scrive:

    ma sono l’unico che trova i suoi commenti inutili e fuori luogo?

    e per la cronaca 170min sono 2h50min, non 3h10min…

  12. Anonimo scrive:

  13. cassani forse possiamo dire che terminator 2 rispetto al primo è migliore per gli effetti speciali,ma comunque a me non ha annoiato ma mi ha coinvolto in pieno.
    lo ritengo forse migliore proprio per questo.

  14. Alberto Cassani scrive:

    Gli effetti speciali di T2 sono stati assolutamente rivoluzionari, è che mi pare non ci sia molto altro che questo, nel film.

  15. si probabilmente è vero
    si tiene molto con gli effetti speciali
    rispetto al primo gli effetti sono migliori ma forse il primo possiamo definirlo piu innovativo

  16. Pippo scrive:

    Ma sono talmente sterili, banali e quasi sempre senza un senso compiuto o una conoscenza basilare della grammatica italiana che mi viene l’orticaria a leggerli e in più vorrebbe anche passare per cinefilo esperto, possibile che nessun’altro se ne accorga?
    Vabbè, vorrà dire che me ne farò una ragione.

  17. Anonimo scrive:

    dai, pure l’orticaria. se si ritenesse un cinefilo esperto non chiederebbe così tante conferme agli altri

  18. Federico scrive:

    Dai Pippo, stai su!
    Ormai parlare italiano in modo corretto è fuori moda.

  19. pippo,anonimo e federico se non vi piacciono i critici che fanno parte di questo sito andate altrove.
    ci sono altri siti che trattano il cinema

  20. Zio Pasquale scrive:

    Giuseppe, il caschetto toglilo che ti costringe i neuroni.
    non capisci neanche che anonimo non stava parlando male di te?
    comunque.. ma tu sei uno dei critici di questo sito? davvero?
    allora c’è speranza per tutti!! EVVIVAAA!

  21. zio pasquale lo so che non stava parlando male di me ma di cassani ma io ho detto quello che penso.
    e poi vai a farti fottere pasqualì,che cazzo parli senza conoscermi ma purtroppo in questo mondo esiste ancora gente che giudica le persone senza conoscerle.
    se io non sono bravo a scrivere ci sei te laureato e colto,vai shakespeare.

  22. il caschetto lo tolgo per dartelo sui denti zio pasquale.

  23. Pippo scrive:

    No, Caschetto, mi riferivo proprio a te! Non mi sognerei mai di dire a Cassani che non sa scrivere in italiano. Comunque io non voglio offendere o parlare male, la mia è una critica (come quella dei film…) ai tuoi commenti.

  24. pippo commenta sto cazzo allora.

  25. Pippo scrive:

    Guarda che non ti devi offendere, prendi invece le nostre critiche come spunto per migliorarti.

  26. Alberto Cassani scrive:

    Basta, ragazzi. Se volete litigare iscrivetevi a un gioco di ruolo on-line, così potete persino fare a botte.

  27. SONO MIGLIORE DI TE PIPPO,QUINDI è INUTILE CHE MI MIGLIORI.
    E POI NON VOGLIO FARE A BOTTE CON NESSUNO CASSANI,NON SERVE PER QUESTE CAZZATE.

  28. Alberto Cassani scrive:

    Allora, il film dura due ore e 35 minuti fino all’inizio dei titoli di coda. Purtroppo la Fox non ha inserito nella cartella stampa la durata ufficiale della versione italiana, quindi a questo punto mi fido di quanto riportato un po’ dovunque e segnalo la durata di 162 minuti, ossia due ore e 42. Ho anche cambiato le tre righe di trama per adattarle a ciò che effettivamente succede nel film. Martedì la recensione.

  29. Mirco scrive:

    Cassani, mi hai smontato Avatar! E io che non vedevo l’ora di andarlo a vedere…

  30. Alberto Cassani scrive:

    No, ma vai a vederlo, Mirco. Alla fine non è che ci si annoia, solo che è un film che non lascia niente. Ed è una cosa davvero incredibile per quanto Cameron c’ha pensato prima di farlo.

  31. WarezSan scrive:

    Terminator 2 ha degli effetti incredibili per l’epoca, basti pensare alla scena in cui il T1000 prende forma dal pavimento, ancora oggi insuperabile a livello creativo.

    L’unica caduta di stile la si puo trovare nella scena successiva in cui gli sparano con il fucilozzo a pallettoni e per ricreare l’effetto del metallo liquido deformato hanno appiccicato dei pezzi di latta a forma conica, veramente terribili.

    Per Avatar non so, ma tipicamente quando l’hype sale troppo la delusione e’ in agguato.

    10 anni sono tanti.

    Poi per quanto riguarda i commenti inutili di Cassani appoggio.
    Cassani, non ci hai nemmeno detto se si vede un po’ di gnocca blu, ti stai decisamente prostatizzando!!!

    io torno a vedermi la prima stagione ci kojak.

    Saluti.

  32. Alberto Cassani scrive:

    No, non si vede neanche una tetta blu. E sì che Zoe Saldan è veramente molto gnocca, invece qui niente.

    Ah, però tu sarai contento di tutte le citazioni e autocitazioni che Cameron ha messo nel film, compreso il sottofinale che cita apertamente Alien

  33. WarezSan scrive:

    “Escono dalle fottute pareti”?

  34. Alberto Cassani scrive:

    “Qui è il Tenente Ripley, fine delle comunicazioni”.

  35. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Fra due giorni arriva nel cinema della mia città, andrò proprio alla prima. Non voglio perdermelo.
    è l’evento dell’anno e poi sono anche un fan di Cameron quanto dei film di fantascienza.

  36. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Bhè, in effetti, sono d’accordo con la recensione.
    Il film ha quasi la trama di un Balla coi Lupi ambientato nello spazio e inoltre, non credo che sia una presa in giro sui film di john wayne. se lo fosse, Wayne si rivolterebbe nella tomba.
    Però un sci-fi western lo potrebbe essere molto probabilmente.
    Bellissima la prima foto della recensione, buona scelta Alberto, mi è anche piaciuta molto la tua recensione, complimenti.

  37. Alberto Cassani scrive:

    Grazie. Comunque quando vedrai il film noterai come il personaggio di Stephen Lang, il comandante dell’esercito terrestre, è proprio una macchina che vuole parodizzare i tanti eroi invincibili di un certo cinema bellico e d’azione.

  38. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    tipo SSG Matthew Eversmann di Black Hawk Down e Willard di Apocalypse Now?

  39. probabilmente lo andrò a vedere venerdì e vi dirò
    comunque cameron è un regista fantastico
    tranne pirana paura ha sempre diretto ottimi film
    non so com’è abyss con ed harris,ho il dvd ma ancora non l’ho mai visto,voi?

  40. Frank scrive:

    Forse non hai avuto il senso di meraviglia perchè te lo sei visto in un normale cinema 3d quando questo film è stato pensato e realizzato per essere trasmesso sugli schermi IMAX….peccato che l’Italia gli IMAX non sa manco cosa siano…

  41. Alberto Cassani scrive:

    Be’, l’IMAX è un’esperienza meravigliosa in sé, a prescindere dal film che viene proiettato. Però è proprio questo che denota i difetti del film: se la sua riuscita dipende così tanto dalla “qualità” della proiezione vuol dire che non ha nulla più che l’impianto visivo, che non ha altre frecce al suo arco se non la spettacolarità. E da uno come Cameron è lecito aspettarsi di più. Peraltro, il film può anche essere pensato per l’IMAX, ma Cameron sapeva benissimo che per renderlo un film commerciale e commerciabile (a differenza dei documentari che ha girato dopo Titanic) sarebbe dovuto passare dalle sale digitali normali, e quindi non avrebbe dovuto sottovalutare questo tipo di proiezione. La nuova trilogia di Guerre Stellari esiste in due versioni (non so quanto diverse) per i due tipi di cinema, così come capita spesso coi Blockbuster particolarmente costosi.

    Comunque in Italia c’è una sala IMAX a Riccione, ma credo che i film per questo tipo di sala sono troppo pochi per renderla effettivamente un affare.

  42. Marco scrive:

    Un mio giudizio sul 3D è quello che i film girati anche con questa tecnica debbano essere essenzialmente spettacolari perchè è una visione totalmente nuova di vedere un film; se ci mettono una storia abbastanza difficile da comprendere in più si rimane poi rapiti dalla spettacolarità del 3D, secondo me non si riesce appieno a seguire la storia e ne va a scapito della comprensione del film.
    Secondo me Avatar, da come ha scritto Alberto, è giusto che sia cosi, leggermente superficialotto, cosi lo spettatotre può godersi per tre ore uno spettacolo meraviglioso e straordinario senza pensare: “Ma perchè quello fa cosi? Come mai quello è andato li?” ecc…
    Un pò come il cinema dinamico a Gardaland, li non c’era mica una storia, cosi devono essere i film girati in 3D secondo me…

  43. Alberto Cassani scrive:

    Non sono molto d’accordo, perché così si svilisce il cinema e lo si riduce a semplice mezzo per sfruttare una tecnica. E si svilisce anche la terza dimensione riducendola ad un fenomeno da baraccone invece che a tecnica “nuova” per sviluppare il racconto cinematografico. Il tuo discorso può andare bene a Gardaland, ma non si può applicare ai film “seri”: se vuoi fare un film alla Gardaland va bene, fallo; ma se mi racconti una storia me la devi raccontare secondo i crismi, altrimenti non ha senso. Al di là del fatto che nel caso specifico di Avatar neanche la spettacolarità della terza dimensione è sfruttata bene.

    Comunque “storia articolata” non vuol dire “storia difficile da capire”: un fumetto è una storia articolata, una vignetta umoristica no, ma non per questo un fumetto è difficile da capire. Il cinema non deve essere solo uno spettacolo che si riceve passivamente, parte della riuscita di un film sta proprio nel riuscire a portare lo spettatore a chiedersi il perché e il percome di ciò che sta vedendo. Volere a priori evitare di ottenere questo risultato trovo sia una cattiva concezione del cinema e una grossa sottovalutazione del pubblico. Non ci credo che tu non sei in grado di guardare le immagini e al tempo stesso chiederti perché il protagonista è entrato in quella stanza… Voglio dire, tra i film dei Méliès e quelli di David Lynch c’è tutto un universo cinematografico perfettamente comprensibile, che è il cinema vero.

  44. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Domani finalmente vedo Avatar.
    Così vi faccio sapere.

    Rispondendo a Giuseppe Caschetto: The Abyss, è un bellissimo film, solo che ha deluso le aspettative di chi se lo immaginava un aliens ambientato sott’acqua.

  45. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    The abyss ha Ottime scene d’azione e in alcuni casi è anche commovente.
    Gli effetti speciali inoltre li ho trovati paurosamente realistici.
    è il vero capolavoro di cameron, secondo me.

  46. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Sono appena tornato a casa dopo aver visto Avatar e non potevo non lasciare un commento. Stupefacente. Effetti speciali da urlo.
    Un film che solo Cameron sarebbe stato capace di realizzare in maniera così innovativa.
    è vero Alberto, ci sono molti riferimenti ad Alien soprattutto nei dialoghi.

  47. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Guardatelo, non ve ne pentirete

  48. Alberto Cassani scrive:

    Riccardo, confermami che il 3D non fa mai uscire nulla dallo schermo, se non i sottotitoli del linguaggio alieno.

  49. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    In effetti vederlo in 3D non è stata la cosa megastraordinaria, che tutti dicevano.
    Sì, è vero che uscivano anche i sottotitoli, ma anche le immagini ti venivano incontro.
    Io, a Gardaland, sono stato in uno di quegli spettacolini in 3D da 5 minuti ( Hai presente Time Voyagers, Alberto? ), ne sono uscito e ho vomitato.
    Avatar l’ho visto in 3D, e non ho avuto il voltastomaco dopo 3 ore di film in 3D.
    Molto surreale questa cosa.
    Si vede che a Gardaland mi sono fatto le ossa.

  50. Alberto Cassani scrive:

    Io a Gardaland è un sacco che non vado, ma penso che il sistema di proiezione della terza dimensione sia diverso da quello che si usa adesso nel cinema. Il convincimento delle case di produzione ad usarlo deriva proprio dal fatto che non dà più fastidio e quindi si può applicare a tutto il film, al di là degli occhiali che fan male al naso.

  51. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Non voglio offenderti, Alberto, ma dalla foto che ho visto minimo minimo gli occhiali ti scivolerebbero giù, se quella del naso aquilino non è un’illusione ottica ( io infatti gli occhiali dovrò mettere quelli veri e da vista ), a me invece hanno dato un po’ di fastidio e prurito soprattutto.
    Mi grattavo il naso ogni tre minuti.

  52. Alberto Cassani scrive:

    No, ho il naso lungo ma non aquilino. Peraltro in questo periodo non posso mettere le lenti a contatto, per cui ho visto il film con gli occhiali da vista dietro quelli tridimensionali, che quindi si poggiano dove il naso comincia ad allargarsi e fanno un male infernale. A sera avevo ancora il segno.

  53. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Infatti quei cazzo di occhiali li fanno di una plastica grattante quanto la carta vetrata. Se facessero almeno occhiali più comodi e più simili a quelli normali?
    Scusa, con quegli occhiali sembri una specie di Terminator con gli occhiali per la visione notturna ( tanto per restare sul tema di Cameron ).
    Cameron, poi, ha anche un piccolo gnocco nel naso , però dalle foto di lui al cinema a vedere Avatar, non sembra lamentarsi e credo invece che farebbe male se fossero messi nel modo sbagliato o scivolassero e anche lui avrebbe avuto appunto il segno.
    Ma scusa Alberto, forse non hai visto bene le immagini che escono perché avevi anche gli occhiali da vista, sei sicuro che ci fosse gente quattrocchi che aveva su il doppio paio per tutta la durata del film?
    Quando oggi l’ho visto, chi aveva gli occhiali da vista, li toglieva e li sostituiva con quelli del 3D.

  54. Alberto Cassani scrive:

    Ma scusa, chi porta gli occhiali è perché non ci vede. Che senso ha toglierli per guardare un film, se senza non ci vedi? Ha senso solo se ci vedi bene da lontano e male da vicino, ma capita di rado. Io tutti gli amici/colleghi con gli occhiali non li ho mai visti toglierli per guardare un film in 3D… Meglio soffrire un paio d’ore che vederci male e perdere l’impatto della terza dimensione.

    Comunque un amico aveva già visto il film a Natale in Svizzera e mi ha confermato che le immagini che escono sono pochissime, perché il 3D è davvero usato solo per la profondità di campo. E’ una scelta evidente anche dalla regia, da come Cameron gestisce gli oggetti in scena. E’ ovvio che qualcosa prima o poi salta fuori, ma Cameron aveva proprio altre intenzioni.

  55. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Allora quelle 2-3 persone che ho visto che si toglievano gli occhiali erano ipometropi…

  56. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    L’intenzione di Cameron era mostrare Avatar in tutt’altra maniera, innovativa.
    Avatar è un progetto di vecchia data e non credo che avrebbe fatto il successo che ha fatto ora.
    Ma è probabile che sia il 3D uno dei responsabili del successo di questo film, oltre che alle riprese in IMAX.

  57. Alberto Cassani scrive:

    E’ probabile che gli spettatori che hai visto non sapessero che gli occhiali 3D si potevano indossare sopra quelli da vista. Magari non avevano ancora mai visto un film 3D di nuova generazione e nessuno gliel’aveva detto…

    Per quanto riguarda il successo del film, sicuramente il 3D ha influito, anche solo per il fatto che i biglietti costano di più rispetto ai film regolari e che col 3D la pirateria è molto limitata perché ha molto più senso andarlo a vedere al cinema. Resta il fatto, però, che come dici Avatar avrebbe dovuto essere un film rivoluzionario, ma per quello che si vede sullo schermo non riesce ad esserlo.

  58. Monnalisa scrive:

    Scrivo dalla Nuova Zelanda, dove Avatar furoreggia. L’ho visto oggi e non aggiungo ne’ tolgo nulla ai vari commenti. Sono gia’ tanti e abbastanza polemici…..
    Volevo solo precisare, per tagliare la testa al toro, che (essendo molto miope e non usando le lenti a contatto) ho dovuto mettere gli occhiali tridimensionali sopra ai miei soliti occhiali da vista (come dice il signor Cassani).
    I tridimensionali non migliorano la vista….servono solo per vedere in …tridimensionale.
    Certo da’ un po’ fastidio, ma sovente ne vale la pena.

  59. Alberto Cassani scrive:

    Grazie della precisazione, Monnalisa. Io credo di ricordare che con il vecchio sistema in 3D, quello con gli occhialini di cartone e le lenti colorate, usare gli occhiali da vista rovinava parzialmente la visione tridimensionale. C’è poi da dire che vedere un film in 3D senza occhialini vuol dire vedere tutto sfocato, quindi uno che non sa nulla di tecnica tridimensionale e a cui non hanno spiegato nulla, se guarda una scena senza occhialini si convince che poi servano anche a vederci meglio. Che invece è vero solo per il film tridimensionale.

    Purtroppo gli occhialini moderni sono pesantissimi, anche perché contengono una placca metallica antitaccheggio, e quindi scomodissimi per chi gli usa con gli occhiali da vista. Vediamo se la tecnologia nei prossimi anni migliora e li rende più comodi, anche perché se vogliono commercializzare i DVD tridimensionali devono trovare un modo per renderli economicissimo (questi costano da 50 centesimi a dieci euro il paio).

    Comunque Avatar furoreggia ovunque.

  60. Monnalisa scrive:

    Grazie per la risposta..
    Comunque quelli che ho usato ieri al cinema qui’ in NZ sono (per fortuna) di plastica e molto maneggiabili e leggeri.. Che la tecnologia gsia gia’ arrivata sino a qui?? Comunque il prezzo e’ sui due dollari Nz., che equivalgono a circa a un euro, e mi pare un buon prezzo.
    Ciao e auguri per il tuo lavoro.
    Noi ci conosciamo gia’…….
    Mirella

  61. Alberto Cassani scrive:

    Avevo intuito fossi tu, Mirella.

    Esistono diversi tipi di occhialini per la visione 3D, che sono utilizzabili ognuno solo con un certo tipo di proiezione. Gli occhialini di una sala potrebbero non funzionare in un’altra, ma occhialini leggermente diversi vanno bene per lo stesso tipo di proiezione. A seconda della tecnologia di proiezione usata, cambia la tecnologia con cui gli occhialini influiscono sulla percezione delle immagini. I più semplici – che in effetti sono discretamente leggeri e sicuramente maneggevoli, ma dopo tre ore di film li si sente eccome – mi pare costino poco meno di un euro, ma ce ne sono di più avanzati che costano quasi 10 euro.
    La differenza è che gli occhialini usati comunemente hanno lenti polarizzate con la superficie esterna quasi riflettente, mentre quelli più sofisticati hanno delle lenti LCD dotate di un otturatore che apre e chiude la visione in maniera sincornizzata con il proiettore. Lo svantaggio dei polarizzati è che scuriscono la visione dell’immagine, quello degli LCD è che costano un sacco di soldi sia gli occhialini che il sistema di proiezione.
    Esistono, tra l’altro, sistemi di proiezione tridimensionale diversi tra loro (i film Disney usano un sistema loro, gli altri un altro) ma per fortuna compatibili, altrimenti non ci sarebbe stato il boom del 3D perché i cinema non avrebbero rischiato di investire su una tecnologia che gli avrebbe impedito di programmare alcuni film, col rischio poi di vedere questa tecnologia superata dall’altra e quindi morta.

  62. Fauno scrive:

    “quasi certamente non di lasciare traccia di sé nel cinema del futuro”

    Non ne sono così sicuro…

  63. Sebastiano scrive:

    Da quello che so esistono TROPPE tecnologie di proiezione, che, come scritto, spesso impediscono di ponderare l’investimento. Tutto converge al digitale, comunque, altra cosa che sembra complicata (si dice che la proiezione parta categoricamente al minuto prefissato, ad esempio).
    Comunque, a proposito di occhiali e occhialini, io che porto i primi anche sotto la doccia non ho avuto problemi quando vidi Coraline; forse ho azzaccato la sala giusta, di fatto mi sono solo sentito buffi a portare due paia di occhiali. Sul prezzo sta meglio Mirella, comunque: 3 euro il solo utilizzo in sala, quindi il prezzo per me si giustifica solo in base a quello che vedi, non come lo vedi….

  64. Alberto Cassani scrive:

    In realtà il problema della troppa offerta tecnologia è secondario: ci sono anche un sacco di macchine fotografiche, ma se uno vuole acquistarne una le studia, le prova e sceglie quella che gli piace di più. Il problema è che qui stiamo parlando di una tecnologia nuova e di gente (gli esercenti) che di proiezione e computer capiscono davvero poco.
    La cosa che dici dell’orario prefissato non è vera: il computer può essere programmato come fatto anche partire manualmente. I file digitali (non solo 3D, che usa tra l’altro dei proiettori diversi da quelli “normali” digitali) sono criptati e vengono consegnati insieme ad una chiavetta che contiene il codice che permette al computer di leggere il file. Questo codice ha una durata prefissata a seconda del contratto di noleggio del film da parte della sala, ma nello spazio di tempo fissato il file può essere proiettato quando e come si vuole (ovviamente gli orari vengono registrati per evitare la pirateria e assicurarsi che si paghi la siae).
    Semmai nei multiplex e nei multisala cittadini si è fatto in modo che un solo proiezionista controlli tutte le sale attraverso un coordinamento digitale, il che ovviamente limita la sua libertà di azione in caso di bisogno. Non mi ricordo più se all’Apollo o al Plinius fino a prima che mettessero il digitale (ma forse anche adesso) era impossibile per il proiezionista tornare indietro con la pellicola e riproiettare una scena che per qualche motivo era stata proiettata male.
    Comunque il sovrapprezzo per gli occhialini 3D è una cosa indecente.

  65. Alberto Cassani scrive:

    Fauno, nel futuro non si sa mai cosa può succedere: c’è persino gente che pensa che tra 2 anni ci sarà la fine del mondo… A me non sembra che questo film abbia qualcosa che può davvero incidere sulla concezione di cinema che avremo nei prossimi anni, né sul tipo di film che saranno realizzati nel prossimo futuro. Al di là della tecnologia utilizzata per ottenere gli effetti speciali (che partiva comunque da cosa già sperimentate da anni), non c’è niente di veramente innovativo, non c’è nulla che può essere il punto di partenza per un cinema diverso da quello attuale. Quindi l’unica cosa che resterà di Avatar saranno le vagonate di soldi incassati – in sala e prossimamente in home-video – qualche premio e il ricordo dei fan.

  66. Anonimo scrive:

    incredibile è proprio quello che ho pensato subito dopo averlo visto

  67. Alberto Cassani scrive:

    Cosa, quello che ho appena scritto io?

  68. Sebastiano scrive:

    Probabilmente avevo capito male o mi hanno spiegato male la questione del tempo di programmazione.
    Sapevo dei file criptati.
    Un po’ complicata, comunque detta cosi’ come hai scritto sembra piu’ decente la cosa.

    Non per allargare la polemica, ma proibitivi sono anche i costi per proiettare Avatar. Comportamenti da cinepannetone…. Cosi’ gli incassi vengono da se’, mi pare.

  69. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Avete sentito l’ultima?
    In Cina hanno ritirato Avatar dalle sale per mostrare un film su Confucio ( ennesimo colossal cinese ) costringendo tutti i fan che erano a venuti a vedere il film di Jim Cameron, a vederne un’altro che non avevano intenzione di vedere.
    Questo atto ha fatto molte polemiche.
    Per me è pura censura fascista perché mettono in prima linea le cose che al governo cinese comodano e poi fanno vedere le cose che i fan volevano vedere magari da un bel po di tempo.

  70. Arturo scrive:

    e chi cacchiè Jim Cameron?

  71. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    è il diminutivo di James Cameron.

  72. Alberto Cassani scrive:

    Sebastiano, intendi i costi che un cinema deve affrontare per poter noleggiare la pellicola dalla Fox? Guarda, mi ricordo esattamente il momento in cui i prezzi hanno cominciato a sfuggire di mano: andai alla Medusa per programmare a Sedriano il terzo Signore degli Anelli e mi sentii chiedere 900 euro. L’impiegata mi chiese anche scusa per la cifra esorbitante, ma quella era, e da lì iniziò un’escalation continua ad ogni filmone successivo. Nel momento in cui il costo del noleggio supera quello della stampa di una copia (che si dovrebbe aggirare ancora intorno ai 1.200-1.5000 euro) la cosa non ha più senso. Dovremmo metterci lì e fare una colletta per comprare alcune pellicole che altrimenti dal magazzino finirebbero al macero (come ha fatto Sancassani del Mexico con Rocky Horror, perché a quel punto ne diventi il legittimo proprietario e ne puoi fare quello che vuoi.

  73. Sebastiano scrive:

    Alberto, intendo proprio il noleggio.
    La cifra e’ alta e in piu’ saremmo tenuti a programmarlo per 4 settimane, cosa assurda per un paese tanto vicino a Milano. Dovrebbero essere tutti malati al punto da vederselo almeno 2 volte, cosa improbabile, dal momento che mi pare di capire che non e’ Titanic e una certa percentuale di utenti va a cercarselo in 3D. Ovviamente.
    Se si decide di farlo sarebbe per puro servizio, mettendo in conto di andare in perdita; come col cineforum, pero’ qui e’ un altro discorso.

  74. Alberto Cassani scrive:

    Quattro settimane in un paesino di provincia? Nella versione 2D? Ma sono pazzi? Ma sputategli in faccia e andate dalla Warner a prendere Sherlock Holmes

  75. Sebastiano scrive:

    Sherlock Holmes si fara’ domenica, ma non ci vado di sera perche’ credo di essere impegnato…

  76. Alberto Cassani scrive:

    Io torno a San Siro a vedere un derby per la prima volta dal 1986. L’altra volta segnò Giuseppe Minaudo.

  77. cassani ma sei interista o milanista?
    comunque anchio domenica sarò presente a san siro,in curva sud a tifare il mio milan.
    forza milan!!!!
    comunque vinciamo noi.
    e segneranno borriello e ronaldinho,ok?

  78. Anonimo scrive:

    mannaggia,io speravo del milan.
    e vabè tutti almeno hanno una disgrazia da portarsi per tutta la vita…
    ahaahaahaahaahaaha…

  79. Edoardo scrive:

    Da poco uscito dalla sala…e che dire? L’ho trovato un film stupefacente dal punto di vista degli effetti speciali,ma niente di speciale per quanto riguarda la trama. E’ un film che nonostante la sua eccessiva durata si lascia guardare,non annoia mai,e la parte finale l’ho trovata bellissima.
    Cameron è sempre in forma,Wornington è bravo,e devo dirlo,quanto è in forma la Weaver per i suoi 60 anni!
    Fa sorridere rivederla lavorare con Cameron in una parte così simpatica,e specialmente dispiace vederle fare quella fine. Bella la fotografia del nostro Mauro Fiore e belle le musiche di James Horner.

    Comunque è vero: in questo film il 3-D è inutile.

  80. Tobia Z. scrive:

    Ho avuto il mio “Avatar day” ieri sera. Nel complesso, non ci penso due volte a reputare il film solo discreto. C’è una pochezza narrativa impressionante, un piglio emozionale quasi inesistente…dov’è la commozione? Un’esperienza sommariamente vuota. Il 3D non rende l’esperienza in qualche modo migliore, maschera solo, sfoggiando colori sgargianti…ma il film rimane povero. Spiace dirlo ma la miglior cosa è la realizzazione grafica dei Na’vi.

  81. Alberto Cassani scrive:

    Tobia, veramente non mi capacito come diec’anni di lavoro abbiano partorito questo topolino. Ma i risultati non sono serviti a dissuadere i critici che erano già convinti della sua portata innovativa prima ancora di averlo visto…

  82. Anonimo scrive:

    Ma Cassani che film ha visto?

  83. Sebastiano scrive:

    Sottoscrivo la recensione di Alberto, in pieno.
    Niente viene al di qua dello schermo, come penso fosse lecito aspettarsi (nemmeno la pallina da golf, o qualche freccia, che cavolo…) ma tutto va al di la’, creando profondita’ di campo nemmeno esagerate.
    Mi resta quindi il dubbio di cosa voleva Cameron.
    Resta, anche questo e’ gia’ detto, uno spettacolo di intrattenimento, sopratutto per chi si accontenta.
    Nessun problema con gli occhiali.

    Se permettete un confronto, Coraline e’ la vera esperienza in 3D; vince su Avatar per distacco. Sull’originalita’, Avatar nemmeno scende in campo.

  84. Alessio scrive:

    Effettivamente spendere 10 Euro per vedere Avatar in 3D non ha alcun senso e poi, è una mia impressione o gli occhialini 3D scuriscono notevolmente la pellicola togliendo molta della brillantezza alle immagini?

  85. Alberto Cassani scrive:

    Sì, forse l’avevo già scritto in un altro commento: gli occhialini tridimensionali moderni scuriscono la visione, perché la luce dev’essere filtrata per poter dare l’impressione di tridimensionalità. Quando è più scura dipende da film a film, “Coraline” ad esempio era molto più scurito di “Avatar”. La tecnologia 3D moderna è molto migliore di quella di una volta, ma è ancora molto migliorabile.

  86. Massimo scrive:

    C’è una certa differenza tra chi va al cinema per diletto e chi per lavoro, a noi che abbiamo fatto il classico, siamo laureati e pure specializzati lavoriamo e produciamo, il film è piaciuto molto anzi moltissimo.
    Certo, mannaggia, ci fosse stata qualche lunga scena con un rubinetto che perde sarebbe stato meglio, ma che vuoi…..bisogna accontentarsi.

  87. Alberto Cassani scrive:

    Per carità, Massimo, a me fa piacere che la gente quando va al cinema esca dalla sala soddisfatta. Vuol dire che è convinta di aver speso bene il proprio tempo e i propri soldi, si è divertita (in senso lato). Però parte del lavoro del critico cinematografico è anche quella di far capire al lettore/spettatore che quando va al cinema non deve accontentarsi, perché può darsi che in giro ci sia qualcosa di meglio di quello che sta pensando di andare a vedere, e il biglietto costa caro e il tempo a disposizione non è infinito.
    E non c’entrano i rubinetti che perdono, si tratta di capire che se uno spettatore vuol vedere un certo film, potrebbe vederne uno simile ma migliore. Io non ho paragonato “Avatar” a Von Trier, l’ho paragonato agli altri film di James Cameron, che sono quasi tutti enormemente più riusciti di questo. Se uno mi chiede se andare a vedere “Natale a Beverly Hills” gli dico di guardare “American Pie”, non “Il concerto”. E’ per questo che si crea così tanta disparità tra il pubblico e la critica, perché noi non possiamo (non potremmo) accontentarci, invece ormai il pubblico si accontenta troppo facilmente.
    Poi, comunque, se uno vuol proprio andare a vedere “Avatar” o “Natale a Beverly Hills” gli auguro buon divertimento, ci mancherebbe. L’ho anche scritto in un commento più sopra, di andarlo a vedere comunque se si è interessati, ma di aspettarsi solo un film di intrattenimento.

  88. Tobia Z scrive:

    Non posso che essere d’accordo con te, Alberto. Ci tengo a precisare, almeno per me, che in questo nostro “lavoro” (sebbene io non mi reputi un critico), non c’è nessun atto di superbia, nessuna pretesa di saperne più di altri o di avere dei gusti più “fini”, ma lo scopo è quello di capire ciò che si sta visionando. Capire se è una “truffa” o se le intenzioni dell’autore sono genuine. Riguardo a questo posso dire che ognuno ha una sensibilità propria, ma questa è un’altra storia… .

  89. Alberto Cassani scrive:

    Bello che c’è un sacco di gente che si occupa di critica cinematografica ma tutti dicono di non essere dei critici cinematografici…

  90. Tobia Z scrive:

    Dipende da come si intende questo lavoro. Cioè, quali requisiti deve avere secondo te questa figura per definirsi tale?

  91. Fabrizio scrive:

    Secondo me, un critico innanzitutto deve possedere:

    – Competenza tecnica e una buona conoscenza storica del cinema.
    – Non avere conflitti di interesse nè idiosincrasie personali nei confronti di un certo cinema o di un autore.
    – Una buona dose di passione per quello che fa e nella comunicazione con i lettori.

  92. Massimo scrive:

    Beh………………..io ci metterei anche un pò di intelligenza…o no?

  93. Fabrizio scrive:

    Le tre prerogative che ho citato, se possedute tutte insieme, sono già di per sè testimonianza di un bun livello di intelligenza.

  94. Alberto Cassani scrive:

    Però stiamo parlando di due cose diverse. Una cosa è avere le caratteristiche per poter essere un (buon) critico cinematografico, un’altra è essere realmente un critico cinematografico. Se uno ha le tre caratteristiche citate da Fabrizio ma invece di occuparsi di critica cinematografica fa l’elettrotecnico, non è un critico cinematografico. Se invece ha le conoscenze cinematografiche di un elettrotecnico qualunque ma è pagato per scrivere recensioni cinematografiche, allora è un critico cinematografico.

    In generale, secondo me se uno si occupa di critica cinematografica a livello professionale (il che non vuol dire necessariamente come professione, ma con serietà professionale) si può benissimo dire un critico cinematografico. Se poi, però consideriamo che anche Alessio Guzzano – il critico di City – ha detto di non essere un critico, allora nel ragionamento c’è qualche difetto…

  95. Fabrizio scrive:

    Beh, certo: se uno si occupa di critica cinematografica a livello pseudoprofessionale (o comunque con una certa continuità), va considerato un critico perchè di fatto svolge quella attività.
    Poi però, se costui non possiede le prerogative o i requisiti per occuparsi di materia cinematografica e per relazionarsi con un pubblico di lettori, è un critico solo di nome.

    E’ lo stesso caso di un avvocato che ha il titolo per svolgere quel lavoro senza però saperlo fare con criterio e che magari, per sua incapacità, deve demandare ad altri parte del suo lavoro (come il critico che scopiazza, cavalca il sentimento popolare o non sa andare oltre la critica “descrittiva”).

  96. Paolo scrive:

    Certo che accostare Avatar a Natale a Beverly Hills… Ok, ammetto che il primo non ha una gran profondità ma non è nemmeno tette e culi e in quanto a realizzazione tecnica è un capolavoro.

  97. Alberto Cassani scrive:

    Gesù, era un esempio…

  98. Paolo scrive:

    Beh, mi sono sentito offeso in quanto estimantore di Avatar ad essere paragonato al pubblico dei cinepanettoni… ;)

  99. Alberto Cassani scrive:

    Massì, era per dire che anche quando uno decide di andare a vedere la peggio cose, è giusto sperare sempre che poi gli piaccia. Anche perché, visto che gli spettatori abituali son sempre meno, c’è sempre il rischio che se il film che uno decide accidentalmente di andare a vedere non gli piace lo convinca a non andar più al cinema per un anno almeno.

  100. Massimo scrive:

    Fatevi un giro per il sito e contate quanti film sono piaciuti ai critici, veramente pochissimi, mi sembra quel maestro che dice che tutta la classe va male ed solo colpa degli studenti.

  101. Alberto Cassani scrive:

    Così a occhio ti darei torto, Massimo. Posso anche mettermi lì e contarle, ma diciamo che delle 1.639 recensioni che ci sono attualmente on-line secondo me la metà hanno il semaforo verde. Solo in home-page ci sono 11 recensioni positive su 19.

  102. per quanto riguarda avatar secondo me è terribile, è talmente vuota la trama che alla fine se ne esce annoiati. stare circa 3 ore seduti con gli occhialini 3d è un vero e proprio supplizio! è un film calderone, ci trovi un pò di tutto ma realmente non ci trovi nulla! secondo me è meglio che i 10 euro del biglietto si mandino in beneficenza ad haiti, molto meglio

  103. sulle critiche al sito sono in disaccordo. ci sono numerosissimi semafori verdi e sono veramente film al di sopra della media che meritano di esser visti e poi il semaforo giallo non lo interpretiamo come una bocciatura, perchè poi sta allo spettatore decidere se quel giallo merita di essere considerato verde o rosso. i critici ci danno una traccia, ma la scelta di che film vedere è pur sempre nostra.
    ad alberto cassani direi che il suo lavoro lo svolge egregiamente e lo ringrazio di avermi fatto scoprire numerosi splendidi film

  104. Alberto Cassani scrive:

    Grazie a te per l’apprezzamento, Andrea.

  105. Massimo scrive:

    Albè..io non sarei tanto contento degli elogi che ti fa uno che esce annoiato da Avatar.

  106. Alberto Cassani scrive:

    Be’, son sempre meglio che una pallonata nelle parti basse…

  107. Massimo scrive:

    Sicuro ah ah ah

  108. Milius scrive:

    Eccoli i cinefili criticoni italiani che rimpiangono le miserie realiste della corazzata Potemkin, ah il “montaggio analoggico”, orfani dell’incubo comunista sognano i film che “fanno pensare”, magari che educhino il popolo ad una sana cultura collettivista, viva l’intimismo, viva le barbette rivoluzionarie che esaltano le virtù del cinema verità, del cinema cervellotico, del cinema povero, del cinema per pochi, del cinema cinema! ahinoi
    ma vaff……. per queste cose ci sono i bagni e un po’ di carta igienica, il cinema è visione, il cinema è incanto, il cinema è sospensione dell’incredulità, e Avatar è tutto questo, è la fantasia al potere, una forza d’urto che spalanca le porte della percezione catapultandoci dalla realtà ordinaria in un mondo di pura magia, lo volete capire che non seve a nulla spezzettare, compartimentare, fare i fighetti analitici senza cuore, il film è un’esperienza meravigliosa, come potete dire di esservi annoiati, che senso ha fare le pulci a questo behemot in in piena carica fantasmagorica? Come potete non percepire il salto di qualità impressionante, ovvero l’essere già un classico circa l’utilizzo del senso della profondità dato dalle nuove tecnologie treddì? Avatar è sogno ad occhi aperti, è ciò che deve fare il cinema, per il resto ci sono i documentari, i reportage e le ficscion alla televisione.

  109. El Duderino scrive:

    Grande Milius!!
    Poi mi dici dove danno gli occhialini a rilascio lisergico???

  110. Alberto Cassani scrive:

    E’ incredibile: quando esistevano i comunisti i miei compagni delle superiori mi insultavano perché non ero comunista, adesso che i comunisti non esistono più i lettori mi insultano perché sono comunista. Mah…

    Comunque, Milius ha sbagliato di grosso su una cosa: io non faccio finta di essere senza cuore, io sono senza cuore!

  111. Paolo scrive:

    Ma dai! Possibile che si butti tutto in politica?! Cosa centrano i comunisti?!?!
    Una persona non può esprimere un parere contrario al tuo che va subito bollato di comunismo?
    Ma ragazzi, usiamo un pò la testa ed impariamo ad esprimere i nostri ragionamenti in modo un pò più articolato che la realtà è troppo complessa per lasciarsi descrivere da simili categorie.

    Firmato uno che ha apprezzato Avatar e che non ha mai votato comunista

  112. Paolo scrive:

    …e non saprebbe nemmeno come fare dato che non esistono più!

  113. Alberto Cassani scrive:

    Seriamente, Paolo: purtroppo la classe politica della Seconda Repubblica Italiana e di conseguenza i mezzi di comunicazione di massa hanno insegnato alle generazioni più giovani che l’origine di tutti i mali è il comunismo, e che quindi etichettare qualcuno come comunista è l’insulto peggiore che gli si possa fare. La gente c’ha creduto e continua a crederci, e non c’è modo di cambiare questa sua convinzione. Neanche ridendogli in faccia.

  114. Fabrizio scrive:

    Milius, quando guardo “Avatar” non rimpiango la corazzata Potemkin nè il neorealismo nè Sigmund Freud nè il pensiero comunista, ma rimpiango “Le ali della libertà”,”Quei bravi ragazzi”, “American History X”, “Gran Torino”, “Blade Runner” e persino “Titanic”. Roba di questo tipo, ecco. Sì, insomma, rimpiango “ciò che deve fare il cinema”. Rimpiango il grande cinema, non il Partito Comunista. Milius, è ora di svegliarsi.

    Ah: la fantasia al potere, la magia della sospensione dell’incredulità e l’incanto immaginifico sono stati forniti in maniera molto più efficace e genuina da dozzine di altri film. Sappilo, eh. No, perchè da come parli sembra che con “Avatar” tu abbia assistito ad una rivelazione divina sotto forma di pellicola.

  115. Paolo scrive:

    Peccato, perchè quanto sento una persona usare il termine “comunista” come fosse il peggior insulto immaginabile la mia prima reazione è la risata: possibile che uno sia così ebete da non rendersi conto della mancanza di significato di questa affermazione?
    Poi provi ad intavolare una discussione seria sul perchè credono che il comunismo sia un male (e ce ne sarebbero di motivi!) e soprattutto cerchi di farti spiegare dove si nascondono tutte queste orde rosse di mangia-bambini e ti accorgi che il loro è solo un disco registrato imparato, come dici tu, da anni di bombardamenti mediatici subiti acriticamente. A quel punto insorge un senso di impotente sconforto…

  116. Massimo scrive:

    Vabbè vabbè, ma Avatar è un film BELLISSIMO.

  117. Sebastiano scrive:

    Vorrei sapere da chi adora Avatar dove hanno trovato almeno una cosa originale in questo film, una soltanto.
    E scommetto che chi la trova, beato lui, ha meno di 15 anni.

  118. Massimo scrive:

    Caro Sebastiano adorare, poi è un pò troppo, magari avessimo 15 anni come te.

  119. Milius scrive:

    x PAOLO: “comunista” è un insulto (ad essere buoni) pari a “nazista”, tanto per fare due conti mettiamo in fila le purghe staliniane, la rivoluzione culturale cinese, l'”angkorizzazione” di polpot, infilaci le carestie derivanti dall’applicazione di collettivizzazioni varie, aggiungici gulag, campi di rieducazione, sparizoni varie: gli storici più prudenti parlano di un centinaio di milioni di morti derivanti dall’applicazione della dottrina marxista, i nazisti, bontà loro saranno arrivati manco a metà di questa cifra, dunque uno che oggi (e ne conosco di perosna tanti e per interposta ancora di piu) si dichiara comunista per me è la solita merda che dichiararsi nazista.
    A sui comunisti mangiabamini, io non vedo cosa ci sia da ridere francamente: ci sono più fonti che parlano di antropofagia infantofagia in ucraina negli anni 30 e in cina negli anni 50, sotto regimi comunisti, dunque è un fatto realmente avvenuto, una tragedia, io mi vergognerei a scherzarci sopra, sicuramente non erano comunisti fino in fondo quelli che arrivarono a questi estremi, perchè gli oligarchi e gli amici degli oligarchi del partito si magnavano le prelibatezze dell’odiato occidente. E mi fermo qua, ormai solo un cerebroleso privo di vista e udito può avere qualche remora a non considerare il comunismo un esperimento fallito in tutti i sensi e artefice della sofferenza e morte di milioni di persone.

  120. Milius scrive:

    x SEBASTIANO: vorrei sapere se riesci a trovarmi qualcosa di “realmente” originale almeno dall’inizio della contemporaneità ad oggi, non a caso un suo connotato è che si nutre e cita le opere precedenti nell’elaborazione narrativa, tutto è già stato scritto, l’interessante è come il materiale viene lavorato, e Cameron è uno straordinario artigiano, non ho mai detto che esprima le illuminazioni dell’autore genio, però fa un ottimo prodotto di narrazione fantastica, a me per esempio piace come gioca sul ciclo sonno-veglia, giungendo ad un punto in cui i due piani si invertono facendo diventare grigio e banale il “sogno” e onirica e lisergica la veglia, quasi una metafora di ciò che fa il cinema (o che dovrebbe fare) e interrogarsi se il sogno è la realtà che ci aspetta fuori dalla sala mentre il “vedere” alla “velocità della luce” sia un piano più “reale”, perchè più intenso, o magico, e ciò mi ha ricordato il dialogo sui “magic-moments” di “waking life”, mi sembra che non sia solo un trip fantastico, ma che ci sia anche qualcosa su cui riflettere, a livello quasi “metacinematografico” direi, domandiamoci chi sono questi avatar? non sono anche le nostre proiezioni (private della psiche s’intende) che si “appiccicano” ai personaggi e ne seguono le gesta? il paralitico a me fa venire in mente lo spettatore immobilizzato sulla protroncina nell’oscurità.

  121. Fabrizio scrive:

    Sì ma, Milius, posto che per te dare del “comunista” al giorno d’oggi è un gravissimo insulto alla persona, forse, a sto punto, dovresti spiegarci per quale motivo ti prendi la briga di offendere in quei termini la gente che, a differenza tua, non ha apprezzato a tal punto “Avatar” ma che a riguardo ha saputo fornire argomentazioni esaurienti e condivise, senza dare dei cerebrolesi o dei fascisti a coloro (ad esempio tu) cui il film è piaciuto.

  122. Alberto Cassani scrive:

    Povero Enrico Berlinguer… Tra l’altro, ci sono più fonti che spiegano come l’Olocausto non è mai avvenuto, quindi la Giornata della Memoria che abbiamo celebrato settimana scorsa in realtà è tutta propaganda.

  123. Massimo scrive:

    Non riesco a capire, allora, se mi piace Avatar sono fascista, se mi piace Giovannona coscialunga sono comunista, no no no ..se mi piace “Io loro e Lara” sono UDC, porc se mi piacciono i cartoni animati sono Cassani………..AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOO

  124. Alberto Cassani scrive:

    “se mi piacciono i cartoni animati sono Cassani”
    Non allargarti troppo…

    Comunque la critica moral-politica è sempre esistita e sempre esisterà, basta guardare le polemiche para-religiose che circondano proprio “Avatar”. Ma sarebbe bello che i lettori riuscissero a staccarsene e pensare con la proprio testa dopo aver preso le necessarie informazioni.

  125. Paolo scrive:

    Milius, mi accodo a Fabrizio per chiederti: se pensi tutto questo del comunismo, mi spieghi perchè hai dato del “nazista”(=comunista, no?) a Cassani o a chiunque non piaccia Avatar?
    Veramente, sono qui a scervellarmi ma proprio non mi capacito del tuo accostamento.

  126. Milius scrive:

    non sono anti-egalitarista, anzi approvo e sostengo le idee scaturite dalla rivoluzione americana e da quella francese pre-giacobina, contesto completamente la visione della storia di carletto marcs e quindi la sua visione paradigmatica dell’uomo e delle dinamiche che lo dovrebbero contraddistinguere, e ne viene che ne depreco completamente la sua applicabilità nel nostro mondo, nella nostra specie. Il problema – tutto italiano- è che intere generazioni di governanti hanno infangato le loro millantate tradizioni repubblicane, liberali e social-democratiche instituendo una smisurata clientela e ammantandosi perdipiù di ipocrita “onorabilità” e rispetto dei valori tradizonali, facendo si che il comunismo venisse ad apparire come unica alternativa per una società più giusta e “pulita”: Più le clientele (mafiose-affaristiche-eccetera) e le “figliolanze” annesse premevano sul “non agitare le acque calme e putride dello stagno”, più gli egalitaristi si radicalizzavano su posizioni sempre più dure, ideologiche e fanatiche, poi vabbè si sovrappone la guerra fredda, e il resto, fattostà che oggi la prima cosa che fanno i giovani universitari italiani in lotta ormonale col mondo è fregiarsi di kefiah, logo del sig. Ernesto Guevara, e qualche slogan da mandare a memoria, poi cresciuti mantengono la “fede rivoluzionaria” che fa sempre figo e rinforza il senso identitario, se poi sono del tipo chic guai a chiamarli comunisti: oggi sono no global-new global-grillini-girotondini, e altre amenità… vabbè mi fermo qua che siamo fuori tema e non ho neanche voglia di mettermi troppo in cattedra. Vi invito solo a pensare con la vostra testa e a spegnere la tv (definitivamente).

  127. Paolo scrive:

    Abbiamo capito Milius ma non hai risposto alla nostra domanda: cosa centra tutto questo con la recensione di Avatar? Dove hai visto in questa pagina lo spettro del comunismo? O era solo un pretesto “per metterti in cattedra”?

  128. Fabrizio scrive:

    Collegandomi al tuo argomentatissimo pistolotto, Milius, quello che mi viene da dirti è questo: così come gli studenti “ribelli” di oggi si fregiano del logo di Guevara o si spacciano per eroi no-global per darsi un’identità a loro dire più nobile, tu tiri in ballo dal nulla il comunismo in senso accusatorio per contestare il pensiero di un critico (che per quanto ne sappiamo potrebbe essere iscritto a Forza Nuova) che non la pensa come te su un film. Non so se te ne sei accorto, ma il livello di populismo e qualunquismo è lo stesso, cioè molto alto.

  129. Alberto Cassani scrive:

    Mah… in realtà, Paolo, non abbiamo capito per niente. Ma d’altra parte non ha capito neanche lui, visto che per lui comunismo e dottrina marxista sono la stessa cosa. La cosa divertente, in tutto questo, è che se c’è un’ideologia cui “Avatar” si può accostare è proprio quella del comunismo, visto che propone una società egalitaria, in perfetta sintonia con l’Ambiente e fondata sul lavoro dei “proletari”

  130. Paolo scrive:

    E’ vero, ci avevo pensato anch’io. Se prorpio si vuole dare una lettura “politica” ad Avatar non si può non vedere il messaggio ecologista, antimilitarista e anticapitalista che emerge. Concetti questi, cari ad una certa sinistra che il nostro non esiterebbe a definire stalinista. A conferma di ciò ricordo di aver letto come i conservatori statunitensi abbiano fortemente criticato il film in quanto antiamericano…

  131. morrisao scrive:

    un film a metà. capolavoro per quanto riguarda la tecnologia, disastro per quanto riguarda la scontatissima trama.
    spero nei sequel.

    p.s. ma la sigaretta che chiede,all’inizio del film, Sigourney Weaver dopo ogni “viaggio” nell’avatar cosa mi rappresenta ?? boh..

    x Milius: la prima regola della vita è: rispetta le idee (democratiche) degli altri

  132. Alberto Cassani scrive:

    La sigaretta serve a connotare il peronaggio, un po’ come il clarinetto di Dylan Dog: non serve a niente se non a dire qualcosa sul personaggio. In questo caso, però, serve anche a dare una patina di (finta) politically uncorrectness.

  133. Milius scrive:

    Vorrei far notare che il mio riferimento al comunismo era circoscritto alla somiglianza nell’atteggiamento critico di alcuni recensori e commentatori di questo articolo con certi ambienti della rive gauche “italian way” (PCI, affini e connessi) e che sembrano permanere/riemergere nella valutazione di narrazioni (cinema, libri-fumetti,ecc.) “non mimetiche”,(detto così è generalista ma ora non ho voglia di entrare nello specifico); non ho fatto osservazioni circa presunte posizioni politiche del film in sé, che è, ripeto, a mio avviso il master-piece del mastro artigiano Cameroon; nel secondo post che ho scritto ci sono alcune considerazioni in merito.
    è la prima volta che visito questo sito e mi sembra ben fatto, le recensioni possono scriverle tutti?

  134. Milius scrive:

    x Alberto, l’applicazione secolare del comunismo sul pianeta terra nel diciannovesimo secolo dalla nascita del Cristo si è sempre rifatta in qualche modo alla dottrina economica marxista, forse con la sola eccezione di Machno nell’Ucraina dei primi anni venti. E ora basta con la politica, che mi da il voltastomaco.

  135. Alberto Cassani scrive:

    No, le recensioni non le può scrivere chiunque. Abbiamo un nucleo ristretto di collaboratori che, a nome del sito, partecipano a festival, incontri e anteprime stampa per poi poter scrivere recensioni e articoli. Grazie comunque per l’apprezzamento.

  136. Paolo scrive:

    “No, le recensioni non le può scrivere chiunque”

    Dio ti ringrazio!

  137. Fabrizio scrive:

    Fra l’altro il personaggio di Giovanni Ribisi risulta proprio fasullo. Non ho capito bene se il motivo è che Ribisi è inadatto ad interpretarlo o se semplicemente è colpa del doppiaggio. Beh, il doppiaggio di sicuro non funziona, perchè la voce del doppiatore non calza per niente con l’attore e il personaggio stesso.

  138. Alberto Cassani scrive:

    Ah, perché invece la voce di Leonardo Di Caprio usata per doppiare il marine paralitico ti sembra adatta?

  139. Fabrizio scrive:

    No, ma l’impostazione della voce di Ribisi faceva risultare le cose che diceva come se dette da un alunno di terza media che le aveva appena imparate a scuola, e poi si vedeva che non era compatibile con l’attore.

    La voce di Francesco Pezzulli, invece, non mi piace a prescindere e credo che forse sia accettabile solo su Di Caprio, anche se pure per lui preferirei un altro doppiatore, visti i ruoli che ha preso ad interpretare. Solo che ormai Di Caprio è riconosciuto con quella voce, in Italia, e dubito si andrà a cambiare.

  140. Marco scrive:

    Visto ieri pomeriggio in 3D.
    Spettacolare negli effetti e nella ricostruzione di Pandora. Si la sceneggiatura saccheggia un pò da Pochaontas, Balla Coi Lupi ma questo non distoglie lo spettatore ma anzi secondo me lo fa veramente rendere partecipe della vicenda.
    Alcuni passaggi sono superficiali e ho contato due o tre buchi di sceneggiatura ma comunque rimane sicuramente un’esperianza da provare, una vera prova del nostro ingresso nell’epoca di rinnovamento tecnologico in campo cinematografico.
    La durata non si sente. Gli attori sono tutti perfettamente in parte.
    Al contrario di Alberto io il 3D l’ho veramente apprezzato, è si per la maggior parte in profondità ( cosa comunque pregevole e non è da penalizzare ) ma alcune volte si ha la sensazione che ti arrivino addoso gli oggetti e molta gente si spostava talmente era credibile questo effetto!
    Cameron ha compiuto veramente il miracolo, ha azzeccato cosa vuol dire andare al cinema a divertirsi, mica bisogna sempre avere film che ti facciano riflettere, che parlano dei mostri interiori al protagonista, che ti diano una lezione di vita; questi film si sono importanti ( il cinema è anche questo ) e ne ho viste a iosa di sti film ma ci vuole anche il divertimento, e qui vi assicuro che c’è!
    Poi i gusti sono gusti.

  141. Fabrizio scrive:

    Se è per questo in “Avatar” ho trovato un pò di:

    “Pochaontas”, “Balla coi lupi”, “Apocalypto”, “L’ultimo samurai”, “L’ultimo dei Mohicani”, “Titanic” (pensate anche solo all’albero che cade), alcuni film di fantascienza…

    Forse il più grande collage della storia del cinema. Davvero poche le idee originali.

    Il comparto visivo è straordinario, ma è vero che dopo tre quarti d’ora di film del 3D, per come è impiegato, se ne potrebbe fare anche a meno e la visione non ne risentirebbe granchè.

  142. liongalahad scrive:

    Dimenticate tutti, per quanto riguarda il 3D, di far distinzione fra la visione con tecnologia Real D e tecnologia Dolby3D. La visione cambia dal giorno alla notte.

    Pessima la prima, in Real D, con occhiali a lenti polarizzate, quelli di plastica economici strappa-occhi.. Il Real D rovina completamente la visione del film, che diventa inguardabile… pessimi i colori, ignobili i contrasti, da vomito la confortevolezza della visione…. a questo punto molto meglio il 2D.

    Tutt’altro discorso per la tecnlogia Dolby3D, la quale sfutta l’oscuramento fisico tramite micro pannelli LCD montati sulle lenti degli occhiali, che oscurano altenativamente occhiale destro e sinistro, sincronizzato via wireless con il proiettore. Questa tecnologia è quasi perfetta, il film perde solo in luminosità, ma per il resto è ottimo. Qui il 3D vale davvero la pena di essere visto.

  143. Fabrizio scrive:

    Ad ogni modo vogliamo dirlo che il 3D non è la salvezza del cinema? Puoi anche mettere in scena la realtà virtuale, ma se la sceneggiatura è sempre molle come questa, se il film non ha personalità, alla lunga pure il 3D migliore di questo mondo finisce per non avvincere più, una volta che ci hai preso l’abitudine.

  144. Alberto Cassani scrive:

    Per adesso è la sua salvezza economica, considerando non solo il sovrapprezzo per la visione in 3D ma anche l’effetto novità che porta più gente al cinema. Poi si vedrà.

  145. Fabrizio scrive:

    Beh, ma si dice che anche i cinepanettoni siano la salvezza economica del cinema italiano.
    Non che metta “Natale a Melegnano” sullo stesso piano di “Avatar”. Però…

  146. Alberto Cassani scrive:

    No, ma questa è una stronzata inventata apposta per pararsi il culo, perché i soldi che De Laurentiis incassa con i cinepanettoni non li reinveste certo per produrre film impegnati, al massimo li reinveste per produrre “Genitori & Figli”. E soprattutto, quelli che vanno a vedere i cinepanettoni poi non vanno a vedere i film di Tornatore o Placido o altri, quindi i cinepanettoni non hanno alcun traino sugli altri film italiani.

  147. Fabrizio scrive:

    Tutto vero, Alberto. Il fatto è, però, che secondo me per De Laurentiis e De Sica, “Genitori e Figli” è un esempio di cinema “impegnato” all’italiana. Forse ci credono davvero…

  148. Alberto Cassani scrive:

    Ah sì, anche per me ci credono.

  149. federico scrive:

    salve a tutti, vi scrivo per proporvi – soprattutto a cassani, in quanto autore della recensione – quest’altra lettura di segno assai differente (non è a mia firma), mi pare interessante il confronto:
    http://ilgranderoe.wordpress.com/2010/03/18/avatar-i-puffi-in-3d-ti-fanno-un-culo-cosi/

  150. Anonimo scrive:

    il film è bellissimissimissimo

  151. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Sarà anche un bel film ma non è chissà che cosa.

  152. ODIO i film TRUZZI scrive:

    Bel film. 8

  153. Anonimo scrive:

    cassani il 5 maggio esce il dvd e il blu ray.
    ma sai se sarà venduto con gli occhialetti 3d o senza?
    perchè su internet non ne parlano di occhiali 3d,naturalmente quelli di carta danno dentro il cofanetto.
    perchè ho comprato san valentino di sangue in blu ray e dentro c’erano gli occhialetti 3d di carta,in avatar non so.

  154. Alberto Cassani scrive:

    A me risulta che uscirà in tre versioni – di cui due contenenti sia DVD che Blu-Ray – ma nessuna delle tre sarà in 3D. Anche “Viaggio al centro della Terra” mi sembra fosse uscito in 3D con gli occhialetti di cartoncino.

  155. Riccardo scrive:

    In parole povere, dalla recensione, avatar è un bel film ma non eccezionale.

  156. Alberto Cassani scrive:

    E’ un filmone spettacolare e moderamente divertente. Forse “bello” è un po’ troppo, ma di sicuro non è brutto.

  157. Riccardo scrive:

    Alberto, ti sfido: Avatar vince l’oscar alla miglior fotografia. Cameron ci sa fare nel mostrarci la grandiosità delle scenografie di Pandora, ma certamente non riesce a convincere del tutto. Gli sballottamenti da camera da presa fanno venire il mal di mare e per di più la fotografia è rozza e selvaggia.
    Ma come mai non hanno dato l’oscar alla fotografia ad Arancia Meccanica, un film certamente superiore sia dal punto di vista artistico che tecnico ad Avatar?
    La fantastica zoomata iniziale dal volto di Alex era dinamite e credo che meritasse assolutamente qualche premio in quella categoria perché Kubrick non era un regista, era un pittore, cercava la perfezione dell’immagine. Mi piace di Kubrick soprattutto la pulizia delle sequenze ( mai rozze o selvagge come in Avatar ) realizzate certamente per far digerire l’acerbo contenuto del film. Le vette raggiunte da Kubrick a livello fotografico sono veramente da Oscar e fanno un baffo a quelle raggiunte dal film di Cameron: insomma, Kubrick è riuscito a rendere epica una situazione “semplice” come cinque teppisti che bevono un bicchiere di latte con droghe in un bar del futuro.
    Perché se arriviamo a dare l’oscar a Cameron e non a Kubrick allora ho ragione io e come avevo detto nella recensione di Gomorra, danno gli oscar a caso o non li danno a VERI capolavori.
    Alberto, aspetto con ansia la tua risposta se concordi o no.

  158. Alberto Cassani scrive:

    Aspetta: l’Oscar per la fotografia non viene data alla perizia registica, ma alla perfezione tecnica dell’immagine. Un movimento di macchina fatto bene non si qualifica tecnicamente come “fotografia”. La fotografia riguarda la qualità pura e semplice dell’immagine, non ciò che è inquadrato. Non so se mi sono fatto capire. E’ come, parlando di una fotografia vera e propria, giudicare la perfezione di quanto si vede senza pensare al modo in cui è inquadrato e ai bordi dell’inquadratura. Questo perché il punto di vista lo sceglie il regista, non il direttore della fotografia.

    Riguardo “Avatar”, sarebbe da opinare su quanto meriti considerazione come fotografia il lavoro alle immagini generate al computer, ma in generale direi che l’anno scorso meritava l’Oscar di categoria “Il nastro bianco”, e nella cinquina avrebbe meritato di esserci anche “Antichrist” (ma non so se era uscito negli Stati Uniti, e quindi eleggibile).

  159. Riccardo scrive:

    Ho capito cosa intendi, infatti non riuscivo a capire la differenza fra fotografia e regia.
    grazie mille.

  160. KEVIN scrive:

    perchè spettacolare in giallo ?

  161. Alberto Cassani scrive:

    Credo che sia abbastanza chiaro nella recensione: perché il film è spettacolare e basta, è il suo unico pregio.

  162. Plissken scrive:

    Anche secondo me Avatar è veramente spettacolare, nonostante l’uso del 3D non sia estremamente invasivo (cosa assai positiva).

    Il maggiore difetto riscontrabile secondo me è ciò che lo accomuna alla maggior parte dei film odierni, ovvero una certa mancanza di originalità e conseguentemente una certa difficoltà ad “emozionare” lo spettatore. Insomma, il film fila via liscio, le belle scene ci sono, ma la storia è in effetti un pout-pourri di cose già viste e riviste.

    Oltre a ciò, in questo frangente ho notato una certa incapacità di Cameron a mettere a frutto in toto il suo talento, nel senso che ad una indubbia perfezione tecnica (per gli standard odierni) non corrisponde un analogo sviluppo della sceneggiatura, che ho trovato alquanto banale.
    Per fare un esempio, anche in “Carlito’s way” (che considero eccelso) De Palma affronta tematiche più e più volte trattate, ma lo fa in maniera tale da rendere il film una perla nel suo genere (sempre a mio modesto avviso).

    Cameron in ogni caso rimane uno dei miei registi preferiti, soprattutto per il primo “Terminator”, che sul mio personalissimo cartellino occupa un posto di rilievo assoluto, e “Abyss”.
    Terminator 2 ritengo sia un buon film, ma nemmeno parente del predecessore: vedere Swarzy con gli occhiali rosa uscire dal locale, con in sottofondo “bad to the bone” mi ha fatto letteralmente cadere le braccia, e preannunciato che il film che stavo per vedere era ben diverso da ciò che mi aspettavo.

    Cambiando discorso, dispiace vedere come tra i frequentatori la polemica, di per sè teoricamente positiva, vada a volte letteralmente scadendo, arrivando addirittura a sfociare nell’insulto ed il turpiloquio.
    Il discorso ovviamente vale in primis anche per il sottoscritto, che come OSPITE sta attualmente e forse in maniera inopportuna criticando quanto avviene in CASA D’ALTRI.

    Ma quando ho voglia di sbucciarmi le nocche vado in discoteca o allo stadio, non in un ambiente che dovrebbe arricchire “culturalmente” mi si passi il termine, e senza retorica. Insomma, ognuno ha il diritto di difendere le proprie convinzioni, ma c’è modo e modo.

    Giusto “ragazzi”? Giusto “padrone di casa”? !-)

  163. Alberto Cassani scrive:

    Purtroppo le discussioni sul cinema sono andate fortemente inasprendosi, negli ultimi anni. Non quanto quelle sul calcio, ma ormai pare che la maggior parte di quelli che discorrono di cinema sul web siano veri e propri ultrà di questo o quel film e questo o quel regista. Per attori e attrici non ne parliamo neanche. Ormai c’è proprio l’abitudine di prendere sul personale qualunque opione venga espressa contraria alla propria, e sì che – come dici tu – a una discussione bisognerebbe sempre partecipare con l’idea di poter imparare qualcosa….
    Io personalmente preferisco rispondere a un insulto con uno sberleffo piuttosto che cancellando o modificando il messaggio (spam a parte, penso di non averlo censurato più di 4-5 messaggi in due anni di commenti), e ovviamente cerco di non rispondere mai quando sono arrabbiato per qualcosa che ho letto, però ammetto che in un paio di occasioni ho davvero perso le staffe.

  164. Plissken scrive:

    Condivido in linea di massima la tua opinione sul fatto di non dare troppa importanza ai più facinorosi, anche perché (preciso che NON mi riferisco a quanto accaduto in questa sede) il famoso detto “inutile discutere con un cretino, perché prima ti porta al suo livello e poi ti batte con l’esperienza” ritengo sia di una saggezza biblica.

    Anche io quindi sono dell’idea che spesso è meglio soprassedere e “passare oltre”. Nonostante ciò però, ritengo sia a volte lecito intervenire con mano più “pesante” quando taluni elementi degenerano in discussioni che inficiano la bontà di realtà come questa che, penso a ragione, considero un “salotto buono” e non una succursale del “bar sport”. Credo che troppe persone nel web approfittino dell’anonimato per esternare il proprio lato peggiore e per quel che mi riguarda possono tranquillamente farlo a casa loro senza rompere gli attributi al prossimo, visto che non si rendono conto di essere OSPITI in casa d’altri.
    Anche io sono ben lungi dall’essere perfetto, ma anche entrando in polemica, ripeto, c’è modo e modo di esprimersi.
    Il rischio inoltre è che a lungo andare (non mi riferisco ovviamente a questo sito) si possa dare l’impressione non solo che un certo modo di esprimersi sia tollerato, ma che sia addirittura la norma.
    Non si tratta di moralismo, ma di elementari norme di educazione.
    Ovviamente sono solo considerazioni di carattere personale, non mi permetto certo, nella maniera più assoluta, di interferire sulla gestione di un sito ci mancherebbe :-)

    Vabbè va… chiedo venia per questa sorta di tedioso “sermone” e parliamo di cinema, che è meglio :-)

  165. Alberto Cassani scrive:

    Sulla necessità del pugno di ferro in determinate situazioni sono d’accordo – tant’è che a un certo punto ho messo un lettore in moderazione perché ogni due commenti c’era un insulto – però ho l’impressione che le possibilità che un nuovo lettore arrivi qui e legga i commenti trovandoli da bar sport siano piuttosto basse. Non solo perché gli scambi si insulti sono pochissimi, sulle pagine di CineFile, ma anche perché sono quasi sempre circondate da discussioni serie. Ad esempio, un lettore occasionale che legge questo thread non può (spero) non accorgersi che i toni accesi sono un’eccezione. Uno dei pochissimi blog che seguo regolarmente ha fatto selezione naturale tra i suoi lettori usando proprio il pugno di ferro, in modo che restassero solo quelli che meritano; io provo a ottenere gli stessi risultati in un altro modo, altrettanto lungo e complesso. Vediamo come vanno le cose.

  166. Andrea scrive:

    Per me il semaforo verde ci sta tutto..

  167. Plissken scrive:

    Intendiamoci, non era certo mia intenzione (credo si sia capito) paragonare Cinefile al “bar sport” o asserire che in esso regni l’anarchia, ci mancherebbe.
    Anzi, direi che i toni solitamente usati sono ben poco eccepibili e la qualità delle discussioni è più che elevata, su questo non ci piove.
    Ma è proprio per questo che taluni commenti di altra fattispecie emergono, abbiate pazienza. Nulla di grave comunque, la carota è lecita quanto il bastone, inoltre non vorrei dare l’impressione si essere un bacchettone: è principalmente una questione “estetica”, tutto qua, quindi viva il semaforo verde, casso.

  168. Antonio scrive:

    Non vedevo Avatar da quando usci’ nel 2009 e rivedendolo non mi ha dato la stessa impressione sbalorditiva che ho avuto quando andai a vederlo al cinema .
    Gli effetti speciali sono incredibili , ed anche la computer grafica , abusatissima ormai in qualunque blockbuster odierno , in questo film vive di luce propria .
    Ma i pregi ,salvando la sempre ispirata Sigourney Weaver e la nuova “Jenette Goldstein” Michelle Rodriguez si fermano qui’ .
    La trama e’ un saccheggiare di classici e classici tra Pochantos e Balla Coi Lupi passando all’autocitazionismo di Aliens, tanto da pensare quasi ad un’espansione dell’universo della saga inaugurata da Ridley Scott piuttosto che un omaggio gratuito . Anche l’unica idea originale ,quella della metafora ecologista e’ rappresentata nella maniera più fugace possibile…
    Ora che James Cameron con un budget di ben un miliardo (!!!!!!) da investire per dirigere in back to back Avatar 2 e 3 deve spremere meglio le meningi perché cadere nel banale per i sequel e’ un rischio pericoloso per un regista rinomato come lui !

  169. Marco scrive:

    Per caso sapete le probabili uscite al cinema dei capitoli successivi?

  170. Alberto Cassani scrive:

    Il secondo è previsto per Natale 2017 negli Stati Uniti, gli altri a un anno di distanza l’uno dall’altro. Ma da noi potrebbero anche uscire dopo le feste.

  171. Alessandro Pitocco scrive:

    Cameron si è molto ispirato alla saga letteraria di Egar Rice Burroghs, “John Carter di Marte”, inoltre tra i “saccheggi” anche la pellicola d’animazione nostrana “Aida degli alberi”, sia per quanto riguarda parte della trama e alcune sequenze, oltre che il design dei Na-Vi, correggetemi se sto’ dicendo una bufala ma sono più che convinto di quanto affermo. Mi ricordo che quando lo andai a vedere rimasi sbalordito dal 3-D, anche se le quasi tre ore di visione stavano uccidendo i miei occhi! Buona fotografia, scenografie digitali mozzafiato e un’avventura che ricalca il tema ecologista, un buon messaggio senz’altro ma al di là di tutto questo anche io concordo con la recensione, il film infatti non dice nulla di nuovo e punta più alla spettacolarità. Vale la pena vederlo certamente ma da qui ad elogiarlo a film rivoluzionario ce ne passa, a livello di effetti speciali senz’altro ma a livello di trama è un buon film di intrattenimento che lascia un buon messaggio senza però aggiungere nulla di nuovo a quanto detto attualmente dal Cinema. Certo un verde lo avrei dato ma rispetto a pieno il punto di vista esposto nella recensione :) .

  172. Alberto Cassani scrive:

    Sinceramente dubito che Cameron abbia mai sentito parlare di Aida degli alberi, un film che da noi è stato visto pochissimo e che non so se è stato presentato in paesi diversi dal Regno Unito (che l’ha coprodotto). Dal punto di vista grafico non vedo poi somiglianze tra gli antropomorfi del cartone di Manuli e i Na-vi se non il fatto che la protagonista femminile è blu; la storia invece non me la ricordo a sufficienza per fare paragoni. La saga di Burroughs invece è stata sicuramente uno dei punti di partenza per costruire l’intreccio di Avatar, però va detto che è un’opera talmente seminale che moltissimi film sono riconducibili ad essa, magari anche solo involontariamente. Dal punto di vista visivo sarebbe interessante vedere come il film rende sul piccolo schermo e in 2D, visto che è realizzato con un’idea di proiezione specifica bene in mente.

  173. Alessandro Pitocco scrive:

    Mi sono informato riguardo Aida, anche io logicamente non credevo che un film d’animazione così poco famoso potesse dare ispirazione ad un regista del calibro di Cameron, eppure so che c’è stata anche una causa per violazione di alcuni diritti che poi è stata pacificamente risolta. In quanto a trama e design alcuni spunti sono stati presi , copiare dopotutto sarebbe stato un colpo basso per uno come Cameron.

  174. Alessandro Pitocco scrive:

    C’è anche molto di Pocahontas nel film.

  175. Alberto Cassani scrive:

    A me non risulta che ci sia stata nessuna causa. Può darsi che ci fosse stata una formale denuncia, ma poi da quello che leggo le parti in causa hanno trovato un accordo e pare non ci sia stato alcun risarcimento economico. In genere a Hollywood si preferisce fare così in ogni caso, che si abbia ragione o no, perché in tribunale può davvero succedere di tutto, come ha recentemente scoperto Luc Besson.

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