| Alberto Cassani, 31 Marzo 2004: Controverso |
Eagle Pictures, 7 Aprile 2004
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Le ultime 12 ore di Cristo, dall’Orto degli Ulivi dove Gesù si è recato per pregare, fino alla sua morte. Tradito da Giuda Iscariota, Gesù viene arrestato e ricondotto a Gerusalemme, dove i sommi sacerdoti lo accusano di bestemmia e lo condannano alla croce. Al momento della sua morte la natura si scatena…
Di rado un film è in grado di generare tutto il “chiacchiericcio” che ha circondato questa terza regia di Mel Gibson. Ma d’altra parte, tutte le pellicole che hanno a che fare con la religione finiscono per attrarre l’attenzione di persone che normalmente non si occupano di cinema, e che non riescono ad evitare di commentare ciò che magari ancora non hanno visto. Così, eccoci finalmente davanti a The Passion quando ormai ne abbiamo già lette e sentite di tutti i colori. «Ecco l’Uomo», dunque.
Cattolico tradizionalista, Gibson giura l’assoluta fedeltà del suo film ai Vangeli, ma ciò che ha messo in scena è in realtà una rilettura fortemente condizionata da testi apocrifi. E ha confezionato un film difficile, per più d’un motivo. Se l’aramaico ed il latino parlati dai personaggi in fondo non sono così disturbanti, dato il basso numero di dialoghi, quello che complica notevolmente la visione è l’assoluta mancanza di variazione tematica nel corso del film e la scelta del regista di dare per scontata la conoscenza del materiale d’origine da parte dello spettatore. Ossia: iniziando il suo racconto con l’arresto di Gesù nel giardino di Getsemani, Gibson ci propone 126 minuti di pura tortura e ci dice ben poco su chi siano i personaggi della vicenda. Vicenda arcinota, certo, ma probabilmente non così tanto come Gibson immagina; non così tanto da riconoscere a prima vista le figure di contorno, senza mai sentirne il nome. Nemmeno in un paese fin troppo cattolico come l’Italia.
Ma se è vero che raccontare tutta la vita di Gesù in un solo film sarebbe stato praticamente impossibile, è altrettanto vero che raccontarne solo la Passione impedisce all’autore di dare al personaggio la giusta statura. Ci manca l’aspetto “mistico”, ci manca la sua grandezza. Ci mancano i miracoli e la predicazione: ci manca il Figlio di Dio, e c’è rimasto solo l’Uomo.
Gibson realizza poi questa sua opera con lo stesso stile enfatico che aveva già caratterizzato Braveheart, nella cui tortura finale si poteva già presagire questa Passione. Ralenti e sangue, dunque; musica pomposa e primi piani violenti, per cercare a tutti i costi la commozione anche dello spettatore più disinteressato. Ma anche se un paio di momenti emozionano, per riuscirci davvero ci voleva tutt’altro approccio.
Di tutte le cose che sono state dette a proposito del film, già durante la lavorazione, la più insistita è stata l’accusa di antisemitismo. E’ probabile, a ben guardare, che con questo film Gibson non volesse far ricadere il sangue di Cristo sul popolo ebraico (e questa controversa frase di Caifa, tra l’altro, dal film è stata epurata), ma con il taglio dato al racconto è evidente la volontà dei Farisei di uccidere Gesù, per quanto i sadici torturatori siano i romani. Il punto è che, con il taglio dato al racconto, le loro invettive appaiono del tutto ingiustificate allo spettatore religiosamente distaccato, perché non è niente più di un uomo colui che vogliono veder crocifisso. E visto che in un progetto simile è impossibile che le proprio convinzioni religiose non influiscano sulle scelte registiche, è ben difficile che Gibson non abbia valutato questo aspetto.
Ma la realtà è che La Passione di Cristo è un film noioso, monotono nella sua insistita violenza. Ed è un film a tratti irritante nella sua forma, nella sua ricerca del modo migliore di mostrare il dolore. Al di là della straordinaria presenza di Rosalinda Celentano – e ovviamente al di là della Storia dietro il film, di Passion ci resta ben poco, dentro, alla fine della proiezione. Ci resta però la vergogna di aver dimostrato la nostra eccessiva cattolicità lasciando che la pellicola fosse distribuita nel nostro paese senza alcun divieto censorio. La realtà, in fin dei conti, è che l’intento iniziale era al di là delle capacità del mediocre regista di questo film.
Titolo: La Passione di Cristo (The Passion of the Crist)
Regia: Mel Gibson
Sceneggiatura: Benedict Fitzgerald, Mel Gibson
Fotografia: Caleb Deschanel
Interpreti: Jim Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci, Hristo Jivkov, Hristo Shopov, Rosalinda Celentano, Francesco Cabras, Claudia Gerini, Ted Russoff, Francesco Gabriele, Angelo Di Loreta, Romuald Andrzej Klos, Sergio Rubini
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 2h. 06′


29 ottobre 2009 alle 22:15
film imponente e che dice la verità,tanta verità e che nessun regista ha mai voluto fare in questo modo così sanguinoso e agghiacciante.
una cosa però
la chiesa ci fracassa tanto i maroni ma poi fa uscire in italia un film così senza censurarlo o anzi trasmettendolo nelle sale italiane.
boh….
29 ottobre 2009 alle 22:16
comunque alberto cassani non penso che gibson sia un mediocre regista
ricordiamoci che sa muovere bene la telecamera vedi apocalypto
è un buon regista….
29 ottobre 2009 alle 22:18
e scordavo braveheart!!!!!!!!!
30 ottobre 2009 alle 15:41
No, Giuseppe: non sono d’accordo. E’ vero che Mel Gibson sa muovere la macchina da presa, ma la muove come gli piace invece che come serve. A parte il suo primo film, L’uomo senza volto (che comunque è brutto), gli altri sono pomposi ed esagerati. Per me anche Apocalypto è un brutto film.
6 dicembre 2009 alle 21:57
APOCALYPTO è grandioso, ma LA PASSIONE DI CRISTO lo è di più. Jim Caviezel è il miglior volto di Gesù Cristo della storia cinematografica e Gibson ha rappresentato la passione proprio come fu, anzi quello che è mostrato sarà solo l’1%, perché sono convinto che Cristo è stato torturato in maniera raccappricciante e mi sembra strano che lo abbiano soltanto frustato, incoronato di spine e crocifisso. Gli ebrei lo odiavano a morte e non credo che si fossero fermati a quello che è raccontato nel film quindi non dite cazzate come: LA PASSIONE DI CRISTO è violentissimo. Ahò è un film storico mica un horror.
6 dicembre 2009 alle 23:15
Beh, onestamente dubito che la reale tortura di Cristo possa essere stata addirittura più pesante di quella che si vede nel film, che già di per sè sembra proprio andare oltre le umane capacità di resistenza fisica.
6 dicembre 2009 alle 23:20
Inoltre sì, questo è un film violentissimo, non capisco come si possa dire il contrario. Da quando la violenza è di esclusiva pertinenza degli horror?
7 dicembre 2009 alle 13:47
Infatti. Se vedi la violenza nella passione di Cristo, capisci che la violenza è utilizzata per rendere vivida e realistica la storia, ma se vedi HOSTEL di Eli Roth, capisci che è violenza gratuita, utilizzata per eccitare le platee. che gusto c’è a vedere sventramenti di persone e sette sataniche di sadici invece che vedere un bel film su Gesù?
7 dicembre 2009 alle 16:27
Bhè, però la scena delle frustate ha lasciato pensare, non avevo mai visto qualcosa di talmente violento in vita mia. Finché i torturatori utilizzavano i bacchetti, poteva andare anche bene, ma quando ho visto i mazzafrusto provvisti di ganci mi sono detto:
- Cazzo, adesso si che farà male.-
Poi la presenza di Satana ( Rosalinda Celentano ) rendeva la scena ancora più cupa e raccappricciante.
7 dicembre 2009 alle 16:47
Film per tutti?
Vietato ai minori di 18 anni casomai.
7 dicembre 2009 alle 18:34
ANONIMO perchè non ti firmi? Ho letto quello che scrivi e in alcuni casi mi trovi d’accordo.
Vorrei poterti chiamare col nome cosi si potrebbe discutere sulle varie impressioni sul film in questione.
7 dicembre 2009 alle 19:22
Marco, non è sempre lo stesso Anonimo che scrive. I due qui sopra hanno indirizzi IP diversi, mentre quello di stamattina credo sia lo stesso di ieri perché l’indirizzo IP è solo leggermente diverso. Il che, comunque, rende davvero difficili da seguire certi thread. E sì che basterebbe un “pippoplutopaperino” per farsi riconoscere…
8 dicembre 2009 alle 12:39
Marco, sono io l’anonimo e mi sono dato nome MIckey Rourke, e devo dire che sono contento che qualcuno la pensi come me in certi casi.
Comunque, tornando sul tema di LA PASSIONE DI CRISTO, le torture che ho visto sono veramente agghiaccianti, ( però Gibson nella violenza non è nuovo, vedi APOCALYPTO o BRAVEHEART.) Ho rivisto il film e ora concordo con Fabrizio: Prima ero convinto che la tortura di Cristo era stata peggiore di quella mostrata nel film ( infatti non si hanno scritti su avvenimenti precisi e nessuno di coloro che vivevano all’epoca è rimasto vivo.
8 dicembre 2009 alle 12:46
Ma adesso credo che la tortura di Cristo presentata nel film sconfini già quasi verso il gore.
8 dicembre 2009 alle 13:32
Non mi sorprendo che sia uno dei film più criticati del 2000, però non posso dire che Gibson sia un sadico, come ho già detto, ha reso il film realistico con la violenza, però ha un po’ esagerato.
Io sono cristiano al 100%, leggo la bibbia a pranzo e anche quando vado al cesso e quando ho visto il film al primo momento ho pensato che fosse uno scandalo, poi la seconda volta l’ho gridato come capolavoro. Inoltre come dice Alberto Cassani, è abbastanza controverso.
Poi la seconda volta che l’ho visto ho notato due cose:
1: Quando Gesù è a pregare nell’orto degli ulivi, si vede che dalla gonna di Satana esce un serpente che Gesù calpesta ( ma dopo aver letto così tante volte i vangeli non mi risulta che ci sia stato tale incontro con Satana, a parte quello delle tentazioni.)
2: Nella scena delle frustate si può notare che uno dei romani torturatori è l’ex orco del Fantabosco.
3: Oltre alla Centano ho notato parecchi attori italiani.
8 dicembre 2009 alle 14:42
Ci sono due film che mi hanno toccato dritto nel cuore:
1. Titanic di James Cameron
2. Questo.
Sono proprio rari i film che toccano in questo modo e quelli lì sono i migliori.
Le scene toccati, sono quelle di miglior riuscita.
9 dicembre 2009 alle 21:04
io sono tra li estimatori di Gibson regista, per me ha dimostrato talento sin dalla sua prima esperienza, non mi trovo daccordo sul definirlo pomposo, Gibson ha un ricercato senzo dell’Epico e del mito che tende a muovere la macchina da presa cercando di elevare al massimo il phatos presente in scena.
Eccessivamente sottovalutato dalla maggior parte della critica, spesso remato contro, con accuse a dir poco assurde -Passion un film antisemita?? Si vabbeh! Violenza insostenibile? Ma avete mai visto un film di genere francese o uno Scorsese d’annata?? No, a quanto pare- insomma un regista che divide senza volerlo; ogni suo film ormai è visto come il prossimo lavoro controverso da amare o odiare, be se le cose stanno cosi, io amo a spada tratta il cinema gibsoniano.
Passion ha una messa in scena incredibile, basta vedere la scena nel getsemani con il suo contrasto di luci e ombre o la crocifissione con li stacchi e i rallenty ad enfatizzare i momenti piu sofferenti.
E’un film che parla di martirio, del senso di esso, dell’immolarsi per qualcosa di piu grande, della carne di un uomo, in particolare è un film che si concentra prima di tutto su un Gesu uomo, quindi sanguinante, sofferto in preda ad una costante paura, non ci sono miracoli, ne ascensioni, ne resta alla fine solo l’Uomo.
Forse è vero quel che hanno detto, che per persone credenti accettare questo film sia piu facile, rispetto a chi non ha fede, fatto è che analizzato su un piano cinematografico, Passion si difende e si difende bene.
Un film che vuole metterci contro le spalle al muro, prendere o lasciare, scegliere di seguire il martirio oppure allontanarsi e restarsene comodamente a casa. Impossibile da giudicare in termini soliti.
10 dicembre 2009 alle 00:31
Uhm… Secondo me dal punto di vista cinematografico si difende bene, ma solo dal punto di vista formale. L’anima del film è tutta nella religione, perché senza la premessa che il protagonista è il figlio di Dio il film è noioso e con ben poco senso. E le due cose – forma e contenuto – non si possono scindere: devono andare di pari passi, sostenendosi a vicenda. Se manca anche solo una delle due, il film non funziona. E questo, appunto, funziona solo se si creda alla premessa, perché altrimenti è pari ai film di un Michael Bay qualunque, inappuntabili tecnicamente ma con poco succo. E tra l’altro, Gibson non s’è certo impegnato per rendere le cose comprensibili e chi già non le conosce.
10 dicembre 2009 alle 14:18
Modestamente, PASSION, non voleva rappresentare un Gesù come figlio di Dio, ma un Gesù più umano ( e privo di aureola come in molti dipinti sulla passione ). Inoltre non credo che sia violento come uno Scorsese d’annata. Certo, THE DEPARTED è stato ( secondo me ) il più violento dei film del regista statunitense, ma non credo che nessun film suo abbia raggiunto o superato quel livello di cinismo.
La scena dove i bambini-demoni, assillano Giuda come traditore, era degno di un Dario Argento, il dialogo iniziale fra Satana e Gesù, ricordava molto uno di quei dialoghi in elfico del signore degli anelli.
Comunque la ricostruzione mi sembra buona e sembra che questo si allontani dagli altri film su Gesù, escludendo Jesus Christ Superstar che è un musical per niente di sfondo storico.
Comunque non mi è dispiaciuto, nonostante l’alto livello di cinismo.
10 dicembre 2009 alle 15:15
Mel è un grande regista ma credo che sotto la regia di Ridley Scott o di James Cameron sarebbe venuto fuori meglio.
10 dicembre 2009 alle 20:48
Ma come abbiamo detto più sopra: è vero che Gibson qui ritrae Gesù in versione umana, ma è pur sempre il figlio di Dio. Quello che ci racconta non è il martirio di un uomo, ma del figlio di Dio fattosi uomo.
11 dicembre 2009 alle 07:24
Non credo proprio che la regia di Ridley Scott avrebbe giovato al film, proprio no.
Scott ha una visione maestosa delle inquadrature, tutti i suoi film hanno condizionato spot pubblicitari, e non sarebbe stato il massimo vedere la crocifissione pensando alle fette biscottate!!
Meglio di Gibson solo Pasolini ha trattato meglio la figura di Cristo, e in ogni caso con altre intenzioni, non pensando solo alla Passione.
Su Cameron non saprei… forse con lui alla regia una squadra d’assalto sarebbe intervenuta dall’alto a liberare Gesu’, o dalla Croce Lui avrebbe gridato “Sono il re del mondo!”
11 dicembre 2009 alle 16:06
Bhè, che Gesù fosse il Re del Mondo questo tutti lo sanno ( Re del mondo mi sembra un po’ azzardato, ma re dei cristiani mi sembra meglio infatti è lui che ha fondato la nostra religione e si è sacrificato per noi ), ma perché Cameron dovrebbe aggiungere una battuta del Titanic se questo è un film di Gesù.
Certo, la situazione poteva essere anche adatta per tale battuta, ma onestamente, io che so la Bibbia a memoria ( non tutta ), non mi risulta che Gesù pronunciasse parole simili, era un predicatore di pace, non un monarca ma nemmeno un anarchico come diceva Caifa ( non che lo dicesse con proprio quel termine specifico anche se lo faceva capire ). Per gli ebrei era un seminatore di discordie con le sue parole, ecco perché dico che Gesù non era anarchico.
11 dicembre 2009 alle 16:19
A proposito Cassani, dai commenti che hai scritto su LA PASSIONE DI CRISTO, devo dedurre che sei un cattolico a tutti gli effetti, sembra quasi che parli come un prete. ( ahahahah! Tranquillo, scherzo! )
11 dicembre 2009 alle 16:38
Ho fatto catechismo da ragazzino, sono comunicato e cresimato, ma non credo in Dio e a gennaio faccio l’apostasia. Vedi tu…
11 dicembre 2009 alle 16:43
Io invece la cresima la faccio quest’anno
11 dicembre 2009 alle 16:51
………………………………………….
11 dicembre 2009 alle 16:54
Maia Morgenstern la trovo una Maria veramente affettuosa, il simbolo stesso della madre che ama il figlio più di se stessa. Le scene in cui recita rende il film ( sadico e violento ) dai toni quasi dolci e materni, come quasi un ricordo di un affettuoso passato. Queste scene hanno reso meno pesanti le scene della triste e spaventosa agonia di Gesù.
W Maria e tutte le mamme del mondo.
( Per affetto, Maria assomiglia alla mia di mamma ).
11 dicembre 2009 alle 17:12
Quando Gesù muore il tempio di Gerusalemme si spezza in due e si verificano catastrofi naturali di ( quasi ) ogni genere.
Più che un terremoto che per pura casualità avveniva durante la morte del Signore, mi sembrava più lo sfogo di Dio al dolore della morte del figlio che si era appena sacrificato per tutti gli uomini.
Voi cosa ne pensate a riguardo???
11 dicembre 2009 alle 23:51
Riccardo, le mie su Scott e Cameroon sono ipotesi per dire non ce li vedrei prorpio alle prese con un tema grande come quello della Passione.
Per quanto riguarda scene apocalittiche al momento della morte del Figlio, ho apprezzato tantissimo la scelta di Gibson di mostrare una lacrima dall’Alto.
Alberto: sapevo delle tue intenzioni sull’apostasia…. “ce ne parleremo”, se ti becco, non certo tra queste pagine.
(ma tranquillo, non e’ una minaccia)
12 dicembre 2009 alle 13:46
Mattia Sbragia, l’attore che interpreta Caifa, mi è parso abbastanza convincente, non tanto Hristo Shopov, che la ha parte di Ponzio Pilato, perché onestamente mi aspettavo quasi un governatore romano con due vere palle, che dopo si faceva intenerire dall’indole misericordiosa e buona di Gesù, invece qui, Ponzio mi pareva un coccolone fin dalla prima comparsa.
12 dicembre 2009 alle 18:03
Alberto, come posso scrivere una recensione su un film ancora non presente su Cinefile?
12 dicembre 2009 alle 18:07
MI spiace, Riccardo, ma lo staff di CineFile è al completo. Non stiamo cercando nuovi collaboratori.
12 dicembre 2009 alle 18:17
Pazienza.
13 dicembre 2009 alle 18:02
Alberto, hai preferito questo o il film di Martin Scorsese “L’ultima tentazione di Cristo”?
14 dicembre 2009 alle 13:52
Scorsese tuttta la vita: era più cinema di questo.
14 dicembre 2009 alle 22:00
Sicuramente “L’ultima tentazione di Cristo” al livello di successo è alla pari di quello di Mel, infatti entrambi mi sembrano controversi. Quello di Martin, per dirne un esempio è ambientato in una specie di universo parallelo dove Gesù ha la visione di sposarsi. Sono due cose differenti. La fotografia mi sembra buona in entrambi ma nel film di Martin Scorsese manca un piccolo accento epico.
Willem Dafoe, mi sembrava però l’attore inadatto per il ruolo di Gesù, con tutti i bravi attori che ci sono in giro, proprio lui ( vabbhe che è un grande attore, ma riguardo l’estetica non è Brad Pitt ) nemmeno Jim Caviezel è il massimo della bellezza.
Forse all’epoca di “L’ultima tentazione di Cristo”, poteva essere adatto Russell Crowe ( che all’epoca stava girando SKINHEADS ), aveva circa trent’anni in quel momento e avrebbe potuto magari consolidarsi un po’ di più prima di essere conosciuto nei film di Mann o in L.A. CONFIDENTIAL.
Willem invece faceva sembrare Gesù un vecchio.
15 dicembre 2009 alle 02:24
Eh già….Recenti studi hanno messo in luce la somiglianza di Gesù Cristo con BradPitt….o era Jude Law??
15 dicembre 2009 alle 10:44
Effettivamente, diciamo che per mere ragioni geografiche è più facile che Gesù Cristo assomigliasse ad Arafat piuttosto che a Brad Pitt… Comunque il film non è ambientato in un universo parallelo, semplicemente prende il personaggio di Cristo e ne racconta un’altra storia rispetto a quella narrata dai Vangeli, esattamente come se raccontasse un momento della vita di Giulio Cesare che non compare nei libri di storia. Anzi: esattamente come se raccontasse una qualunque storia inventata ambientata al giorno d’oggi.
15 dicembre 2009 alle 13:54
universo parallelo per modo di dire perchè Gesù ha questa visione che da il preludio ad una storia alternativa interrotta poi da Giuda con la rivelazione dell’angelo come servo del Diavolo che riporta Gesù nella “dimensione” normale. Avevo già visto un film dove c’èra una storia parallela alla trama originale, ma non riesco a ricordare quale.
( Toglietevi di testa Ritorno al Futuro perchè non centra niente ).
15 dicembre 2009 alle 13:58
Ah, ok: ho capito cosa intendi. In realtà ce ne sono diversi, di film in cui succede una cosa simile. L’esempio più famoso è sicuramente Boxing Helena, della figlia di Lynch.
15 dicembre 2009 alle 14:07
Ah sì l’ho visto, ma non mi ricordavo avesse quel titolo
15 dicembre 2009 alle 19:49
Una piccola cosa per El Duderino: preferisco diventare mussulmano che venire a sapere che dagli esami della sindone risulta che Gesù era simile a Jude Law.
15 dicembre 2009 alle 20:49
Poi ho letto un articolo su questo film e viene scritto come EPICO.
La parola epico negli ultimi anni è diventata sinonimo di “grande spesa, grande schermo”.
Ma L’epico non si riferisce alla difficile elaborazione o alla costosa produzione, ma al grado della sua visione e dimensione storica. L’Aguirre, furore di Dio di Werner Herzog non è costato molto eppure rientra nella categoria, Pearl Harbor invece no.
c’ è un sottogenere sia dell’epico che del film di guerra, è caratterizzato da un uso ancora più vasto e cruento delle battaglie; esempi celebri sono Apocalypse Now, Salvate il soldato Ryan e Troy.
Mentre la Passione rientra negli epici biblici, ma non mi pare abbia ottenuto il successo sperato per entrare nella categoria dell’epico.
16 dicembre 2009 alle 13:01
No, Riccardo: stai facendo confusione. Una cosa sono i film che raccontano con enfasi dei gesti eroici, ossia i film epici propriamente detti; poi ci sono i film la cui lavorazione è stata un’epopea, e per i quali quindi l’aggettivo “epico” è perfettamente adeguato. Cambia l’oggetto cui l’aggettivo si riferisce: nel primo caso la storia raccontata dal film, nel secondo il film in quanto tale. Apocalypse Now è un film dalla lavorazione epica, ma non racconta una storia epica, perché non racconta di gesta eroiche o grandiose (definizione da vocabolario); Pearl Harbor, invece racconta una storia epica – perché fatta di eroi che fanno gli eroi – attraverso una lavorazione non epica. Per citare Effetto notte, “la lavorazione di un film è come un viaggio in diligenza attraverso il selvaggio west”, e in questo caso girare un film diventa un’epopea.
16 dicembre 2009 alle 13:56
quindi in questo la produzione è epica e non la storia
16 dicembre 2009 alle 17:51
Però stavo riflettendo su una cosa:
Prima credevo che lo fosse ma ho bisogno di averne la certezza. Gesù, salva il mondo morendo in croce, ma non mi pare un tema eroico/epico.
16 dicembre 2009 alle 18:20
Una piccola parentesi riguardo i film violenti.
Al primo posto c’è sicuramente ARANCIA MECCANICA.
Ma come diamine hanno fatto negli anni 70, a realizzare la scena della cura soprattutto quell’aggeggio che ficcano in testa ad Alex per aprirgli gli occhi e costringerlo a guardare i video ( sui nazisti mi pare )?
16 dicembre 2009 alle 18:46
Credo che ci sia molta differenza tra un Eroe che fa l’Eroe perché vuole farlo e uno che lo fa perché è obbligato o ci si ritrova in mezzo. Il Gesù di Scorsese non va in croce perché vuole salvare l’umanità, ci va perché suo padre vuole che ci vada e lui alla fine si arrende al suo destino. Quello di Gibson francamente non saprei, non mi ricordo i dialoghi così bene da potermi esprimere.
16 dicembre 2009 alle 18:53
Il Gesù di Scorsese non è diverso da quello di Gibson, entrambi lasciano che sia la volontà del loro Padre ad essere compiuta e non quella di Gesù stesso, infatti, nell’orto degli ulivi Jim Caviezel pronuncia la frase:
- Padre mio, che sia fatta la Tua volontà. Non la mia.
16 dicembre 2009 alle 18:58
Ecco, allora siamo a posto. Nessuno dei due fa l’Eroe.
16 dicembre 2009 alle 19:09
Grazie Alberto, per aver sciolto questo enigma biblico.
25 dicembre 2009 alle 17:12
Bello, girato benissimo, ottima fotografia, attori tutti molto ben calati nella parte.
Effetti abbastanza trucidi ma non esageratamente (certo bisogna essere un pò abituati, come me!)
Un grande plauso a Gibson che (oltre ad essere un buon regista) ha voluto girare questo film in un luogo naturale (cioè non costruito artificialmente) che ben rappresenta i luoghi dove, secondo la Bibbia, furono successi i fatti ovvero Matera, la città dei sassi.
Un grande plauso poi anche allo staff italiano (infatti è stato girato a CineCittà) per dire che qui in Italia di film epici ne sappiamo fare, eccome visti i risultati!
Per chi è credente, e quindi sa bene la successione dei fatti e i vari personaggi, questo film è da non perdere, con molte scene che fanno pensare e commuovere.
25 dicembre 2009 alle 17:23
Diamo, Marco che ci sono innanzitutto scene che vogliono sconvolgere.
25 dicembre 2009 alle 17:25
La violenza quì presente potrebbe sconvolgere anche i credenti.
25 dicembre 2009 alle 17:26
A proposito di film su Gesù, Alberto.
Ne “L’ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese, mi pare che Gesù è crocifisso nudo o mi sbaglio.
27 dicembre 2009 alle 15:26
Mi pare proprio di sì.
27 dicembre 2009 alle 15:41
Credo che sia uno dei pochi film dove si mostrano nudi integrali maschili, a parte i film pornografici.
Alcuni esempi ne sono OGNI MALEDETTA DOMENICA, SCHINDLER’S LIST, RED DRAGON…
27 dicembre 2009 alle 16:02
Se non erro, però, nel film di Scorsese il sesso non è propriamente visibile. Si intravede la zona ma la posizione assunta dall’attore e l’inquadratura ne limitano l’esposizione.
27 dicembre 2009 alle 16:28
Non mi ricordo di preciso, ma mi sa che si vede il nudo integrale in qualche fotogramma. Comunque i nudi maschili sono molto più frequenti di quanto può sembrare, soprattutto nel cinema degli anni ’70 e ’80. Ne abbiamo nove solo su CineFile (ad esempio Stallone in Demolition Man), ma ce ne mancano diversi da film che abbiamo recensito.
27 dicembre 2009 alle 19:24
ho visto un fotogramma sulla recensione di “L’ultima tentazione di Cristo” e ora concordo con fabrizio: la posizione e l’inquadratura non la fanno vedere la parte giù anche se è soltanto accennata
27 dicembre 2009 alle 19:54
A proposito di film su Gesù, Alberto hai visto Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini? e Porno-Teo-Kolossal?
27 dicembre 2009 alle 20:09
No.
27 dicembre 2009 alle 21:05
Minzega.
28 dicembre 2009 alle 17:02
Perfetta la scena finale che parte dalla morte di Gesù in croce fino alla fine del film.
Non avevo mai visto niente di simile.
Gibson, devo dire che ha fatto un’eccezione con questa sequenza, la macchia da presa questa volta l’ha diretta come mai era stato fatto nella storia del cinema.
troppo veloce, però la parte delle catastrofi apocalittiche, soprattutto la distruzione del tempio, mi pare dal montaggio frettoloso, quasi come se Gibson volesse finire al più presto il film.
Le scene epiche secondo me, hanno bisogno di un montaggio non troppo lento ma che riesca a coinvolgere bene lo spettatore, faccio un esempio, BABYLON AD ( film completamente demente ) la sequenza dello scontro che precede Vin Diesel cyborg, mi pare fin troppo frettolosa e non ben capita, è questo che probabilmente ha rovinato il film ( che dura anche troppo poco riguardo i temi evidenziati: l’umanita a rischio di vita, criminali in cerca di una potentissima arma ecc…).
Non voglio fare la figura di quello che non sa un cazzo di cinema, ma devo dire che per il resto, la scena mi è parsa buona.
Ottimi gli zoom in avanti o indietro.
La parte della lacrima perfetta.
Ma non ho capito bene due sequenze:
1: Satana, morto gesù comincia a urlare in maniera terrificante, non riesco a capire questa parte.
2: Il soldato che smembra Gesù con la lancia per assicurarsi che sia morto, si inginocchia in stato di ammirazione, Gibson ha voluto far capire che diventa cristiano?
29 dicembre 2009 alle 13:19
Comunque sono d’accordo con Giuseppe Caschetto, è un film imponente e che dice tanta verità sanguinoso e agghiacciante e brutale.
Per quanti difetti possieda, secondo me è uno dei migliori film del nostro tempo.
Un kolossal.
21 marzo 2010 alle 16:24
Bel modo per iniziare la primavera.
ho visto questo film di gibson.
capolavoro assoluto.
realistico in una maniera quasi agghiacciante.
di sangue finto ne scorre a litri.
e in alcuni casi mette anche paura.
non so quando mi riprenderò da tale shock.
ma perché non vietarlo ai minori di 18 anni.
anche un 14 uscirebbe con il maldistomaco e vomiterebbe all’uscita dal cinema.
comunque non c’è dubbio.
a parte la violenza è un vero capolavoro. uno dei pochi degli ultimi anni.
è inoltre pane per i denti per tarantino o eli roth
21 marzo 2010 alle 17:26
Il film non è stato vietato ai minori di 18 anni perché, checché ne dicano molti, le commissioni di censura sono condizionate da determinati “poteri forti”, e la Chiesa Cattolica aveva tutto l’interesse a far vedere il film a più gente possibile. Considerando che in tutte le commissioni c’è obbligatoriamente un rappresentante delle scuole cattoliche, il non divieto è presto fatto.
22 marzo 2010 alle 01:52
Non avendo parole per commentare lascio il mio giudizio consigliando di vedere la puntata di South Park “The Passion of the Jew”…Stagione 8 episodio 4.
ILLUMINANTE
22 marzo 2010 alle 10:43
Me la ricordo, clamorosa. Tra l’altro, c’era anche un corto in flash del tipo “The Passion in 45 seconds” o roba del genere, che non era niente male neanche quello.
22 marzo 2010 alle 16:22
Nei giorni antecedenti all’uscita del film negli USA, si disse che Papa Giovanni Paolo II visionò la pellicola nel corso di una proiezione in anteprima e si disse abbia commentato dicendo “It is as it was” “il film è come fu la passione” Tuttavia questa affermazione è stata più volte smentita da alcuni assistenti del Papa quindi non possiamo dire che la chiesa volesse far vedere questo film a tutti i costi.
22 marzo 2010 alle 19:29
Io sono stato obbligato dal Parroco a programmare il film nel cinema parrocchiale che gestivo all’epoca, quindi posso ben dire che la Chiesa voleva assolutamente che la gente lo vedesse.
23 marzo 2010 alle 17:40
Si ma allora ci sono chiese e chiese.
Tu magari avevi una chiesa dove volevano mostrarlo a tutti i costi.
Nella chiesa del paese dove invece abito io non l’hanno neanche messo al cinema perché considerato troppo violento, le solite cazzate.
e sai chi è stato a deciderlo?
Il mio parroco, perchè è anche collegato con il comune e il sindaco ha deciso di non trasmetterlo nel nostro cinema.
23 marzo 2010 alle 17:45
Ma infatti anch’io avrei evitato, e ho preteso di mettere un cartello alla cassa che sconsigliava i bambini e le persone impressionabili dal vedere il film. Ma in ogni caso, visto il messaggio del film, mi pare ovvio che la Chiesa Cattolica come istituzione aveva interesse che il film fosse visto da più gente possibile, così come aveva interesse che non si vedesse “L’ultima tentazione di Cristo”.
23 marzo 2010 alle 17:46
Tra l’altro, dimenticavo: i film vietati ai minori di 18 anni non possono essere proiettati nei cinema parocchiali.
23 marzo 2010 alle 17:49
Davvero? Nel 2001 nel nostro cinema hanno proiettato arancia meccanica per il trentesimo anniversario.
23 marzo 2010 alle 18:15
“Arancia meccanica” ha avuto una revisione della censura nel 1997, quando fu presentato a Venezia in occasione del Leone alla Carriera (postumo) a Kubrick. Evidentemente nell’occasione il divieto ai 18 è stato abbassato ai 14.
Ad ogni modo, le sale parrocchiali devono sottostare alle valutazioni pastorali dell’ACEC, che stabilisce se un film è adatto ad una proiezione normale o se deve essere contestualizzato da un’introduzione e seguito da una spiegazione (leggi: dibattito da cineforum), o se non può proprio essere fatto vedere al pubblico della sale parrocchiali. Questo a prescindere da quella che è la decisione del comitato di censura: se un film è considerato “inaccettabile” non si può fare. Tanto per dire: “Le invasioni barbariche” è inaccettabile nonostante non abbia divieti statali. Oltre a questo, l’ACEC ritiene inaccettabili a prescindere tutti i film che sono vietati dallo Stato ai minori di 18 anni, anche per via proprio della presenza nelle commissioni censorie di rappresentanti del mondo cattolico.
24 marzo 2010 alle 07:17
E’ da notare come l’ACEC non si esima dal premiare alcuni film che prima sconsiglia, riconoscendone il valore artistico.
24 marzo 2010 alle 14:06
Certo. Giustamente i giudizi pastorali sono stilati solamente riguardo l’aspetto contenutistico di un film, non sulla sua riuscita artistica. Servono per far capire a che tipo di spettacolo vanno incontro gli spettatori, non per indicare quanto gli piacerà.
2 aprile 2010 alle 21:40
Sarà anche vero che è un film controversissimo, violentissimo e realistico, ma mel gibson tentando di fondere film storico-biblico-horror-dramma-pulp fa un flop pazzesco.
mi aspettavo veramente di meglio da quando vidi Braveheart.
21 maggio 2010 alle 20:31
Stasera faranno Braveheart, quello che è considerato il capolavoro di questo regista che ama fare lavori controversi e che vedrò per la prima volta.
Chi lo ha visto?
21 maggio 2010 alle 20:40
Alberto, in un tuo commento hai sbagliato a scrivere, come poteva essere il leone d’oro alla carriera, postumo per kubrick se kubrick nel 1997 era vivo e vegeto?
21 maggio 2010 alle 21:22
Hai ragione, Riccardo. A memoria ho fatto confusione tra il Leone alla Carriera e la presentrazione di “Eyes Wide Shut”. Il secondo era postumo, il primo no. Ma fu nell’occasione del Leone alla Carriera che fu presentato “Arancia meccanica” con il nuovo visto della censura. Ricordo che c’era Veltroni nel governo – non ricordo in che veste – che spingeva per far togliere completamente il divieto sul film, ma a dir la verità non so come poi le cose si evolsero. E’ andato in televisione, per cui immagino che il divieto sia stato abbassato ai 14 anni.
22 maggio 2010 alle 23:00
Ho visto Braveheart e lo trovo un film molto riuscito a livello sia artistico che stilistico. Inoltre costumi e armature riescono a nascondere la violenza presente nel film, che non è gratuita ma necessaria visto il tema di cui si parla.
15 giugno 2010 alle 18:59
[...] Donatella: Ho saputo che Mel Gibson sta facendo un film su Gesù. George: Arma letale 5? Donatella: La Passione di Cristo. Demi: Non c’era una parte per me? Donatella: Sì, ma l’hanno data a una figurante. [...]
16 giugno 2010 alle 01:40
Mia opinione: macelleria pura.
Morandini:1 stella su 5.
Farinotti:5 stelle su 5.
MAH!!!
16 giugno 2010 alle 01:43
Le stelle del Farinotti non sono attendibili per via del metodo con cui sono assegnate. Lì, infatti, le stelle non dipendono solo dall’apprezzamento al film ma anche dal suo successo economico (mi pare ci sia la legenda, all’inizio), e non si può negare che i soldi incassati da questo meritino le 5 stelle. Prova a leggere la recensione di “C’era una volta il west” (ammesso che sia ancora quella vecchia): è una stroncatura con 3 stelle per via degli incassi.
16 giugno 2010 alle 01:48
Sì…comunque sorvolerei sulle recensioni di Farinotti…”Alex l’ariete” e “Gli spietati” 2 stelle entrambi…Cioccolata e……. :) non trovi??
16 giugno 2010 alle 01:53
Molte delle recensioni del Farinotti sono scritte da miei amici e poi “corrette” da Farinotti, ma direi che è un dizionario dal valore quasi totalmente nullo.
16 giugno 2010 alle 01:57
Da cosa lo puoi dire???
16 giugno 2010 alle 02:01
Dal fatto che so in che modo Farinotti riscrive le recensioni dei collaboratori e che conosco la sua idea di cinema.
16 giugno 2010 alle 02:03
Puoi dirmi di più??? Mi hai messo curiosità…
16 giugno 2010 alle 02:07
Non sarebbe corretto spiegare la situazione per come la conosco dietro le quinte. Diciamo comunque che Farinotti è uno di quelli secondo cui il cinema è ormai morto e sepolto, ma in ogni caso il suo apprezzamento per un film non sempre è guidato da ragioni cinematografiche.
16 giugno 2010 alle 02:13
Ah ok…penso di aver capito..io so solo che ho letto alcune sue recensioni “spizzando” dal librone in libreria e sono rimasto scioccato….certo, come dici anche tu…”non si può essere d’accordo su tutto”…ma alcuni giudizi medi su alcuni capolavori (o quasi), sono più che opinabili.
16 giugno 2010 alle 02:16
No, attento: non è una questione economica. Non voglio dire che si fa pagare per scrivere bene di un film. Semplicemente (?) tiene troppo conto di motivazioni che non hanno niente a che fare con il cinema. O meglio: non hanno a che fare con la riuscita artistica di un film.
16 giugno 2010 alle 02:18
Non ho parlato di questioni economiche…mi riferivo ai semplici giudizi dei film…
16 giugno 2010 alle 02:22
Ok, puntualizzavo solo sul tuo “penso di aver capito”. Credo che leggendo diverse recensioni “giuste” si capisca come ragiona, però è chiaro che se uno sfoglia il volume in libreria più di tanto non può notare. Comunque, a parte il valore del volume, qualche anno fa vendeva più del Mereghetti e del Morandini messi insieme.
16 giugno 2010 alle 02:25
Mah, io sono un “fan” del Morandini…ma ormai non so più cosa guardare…anche il “Morandini” ha le sue “fisse”…ogni interpretazione di Johnny Depp (un buon attore per me) è da Oscar, tanto per dirne una…il “Mereghetti” non l’ho mai letto…tu che ne pensi di questi due?
16 giugno 2010 alle 02:30
Ne parlavo in un’altra pagina un paio di settimane fa. Il Mereghetti ha dei collaboratori che tentano più spesso analisi articolate, mentre Morandini tende a fare più collegamenti extra-cinematografici. Sul Mereghetti ci sono molti più film, ma Morandini e sua figlia scrivono personalmente molte più recensioni di quante ne scrive Mereghetti, quindi la mole di giudizi espressi e analisi fatte è più personale, risponde più al nome in copertina. Io preferisco Morandini, però il consiglio è sempre di paragonare una decina di recensioni di film che si amano o si odiano e scegliere quello che si avvicina di più ai propri gusti.
16 giugno 2010 alle 02:34
Troveremo mai delle recensioni da accettare come verità di fede? :D
16 giugno 2010 alle 02:37
Sì, ma saranno scritte in una lingua che non sappiamo leggere.
16 giugno 2010 alle 02:40
:D :D
18 giugno 2010 alle 20:01
Il problema è che le recensioni pubblicate da morandini e farinotti su mymovies dicono autentiche cazzate ad esempio pelham 123 gli hanno messo 2 stelle e mezzo io invece lo considero da 4 ( non cinque per il finale un po’ troppo scontato ) e cape fear come fanno ad avergli messo appena tre stelle quando in realtà ne meriterebbe cinque. Dai su…
19 giugno 2010 alle 15:09
Riccardo, 5 stelle si danno solo ai capolavori del cinema, è giusto usarle con parsimonia. “Pelham” non l’ho visto, ma faccio fatica a pensare ad un film di Tony Scott che meriti 4 stelle…
19 giugno 2010 alle 16:10
“Pelham” è una cagata pazzesca.
20 giugno 2010 alle 16:49
e cape fear non è un capolavoro?
21 giugno 2010 alle 00:57
No. “Toro scatenato” e “Taxi Driver” sono due capolavori, “Cape Fear” è sicuramente un gradino sotto.
21 giugno 2010 alle 19:21
scorsese ha diretto un film teso come un cavo elettrico che raggiunge il massimo di tensione nello straordinario finale, come si può non considerare capefear un capolavoro?
22 giugno 2010 alle 07:01
Forse solo perche’ e’ un remake? I puristi considerano il film del 1962 insuperato.
22 giugno 2010 alle 18:20
Francamente non saprei dire oggi cosa non mi aveva convinto del film di Scorsese, ma mi aveva lasciato piuttosto freddo. Il film di Thompson è incredibile, ma non penso abbia influenzato il mio giudizio sulla versione di Scorsese perché l’avevo visto molti anni prima.
12 settembre 2010 alle 15:42
Lo reputo il capolavoro di Gibson assieme a Bravheart, di un realismo quasi raccapricciante. non capisco tutti quelli che si schierano contro questo film.
Apocalypto mi è piaciuto molto, l’uomo senza volto discretamente quindi i migliori film di gibson sono questo e breavheart.
da vedere, consigliato ai credenti e agli atei. fa riflettere.
6 gennaio 2011 alle 22:57
dopo aver visto il film diverse volte e aver letto ora questa questa recensione penso che non abbiate capito nulla di ciò che gibson ha voluto trasmettere e soprattutto nulla di ciò che è stata davvero la Passione dei Gesù. un film noioso? dite, ma anche 12o minuti di pura violenza. come può la violenza essere noiosa. è proprio vero! per apprezzare l’amore bisogna esserne impregnati.vi invito ad aprire gli occhi dei vostri cuori e a riguardare il film con una visione diversa. vedrete cose che nemmeno immaginavate esistessero.
7 gennaio 2011 alle 00:21
Paola, forse ti sfugge un particolare: io *ho visto* il film con occhi diversi. Occhi diversi da quelli dei cattolici, perché sono ateo. E proprio per questo sono in grado di parlare del valore cinematografico del film senza lasciarmi influenzare da ciò che ne sta alla base. Perché è vero che alla base del film c’è un messaggio d’amore, ma è anche vero che questo messaggio è tramesso male, è comprensibile e apprezzabile solo a chi è già ben disposto. Per farla facile, è predicare ai convertiti. Che senso ha fare un film sull’amore comprensibile e apprezzabile solo a chi è già “impregnato” d’amore? A cosa serve?
La cosa importante di questo film non avrebbe dovuto essere farci vedere cos’è stata la Passione di Cristo: doveva essere farci capire il suo significato. Gibson invece non s’è nemmeno posto il problema, ha dato per scontato che noi sposassimo la sua visione delle cose, che noi ritenessimo Gesù il figlio di Dio. Ma se lo spettatore la pensa diversamente, cosa resta? 126 minuti di dialoghi in aramaico antico e di scudisciate.
Se ti chiedi come può essere noiosa la violenza, vuol dire che ti manca un passaggio: non è la violenza che è noiosa, è la violenza *al cinema*. Due ore di violenza in un film sono noiose, esattamente come lo sarebbero due ore di smancerie, o due ore di qualsiasi altra cosa. Gibson ha pensato di parlare d’amore – anzi: d’Amore – mostrando la violenza. *Solo* la violenza. Ha pensato male. Forse è vero: vedendo il film con il cuore colmo d’amore, e avendo idee religiose simili a quelle di Gibson, lo si apprezza tantissimo. Ma questo è un limite del film, non un suo pregio: essere comprensibile e apprezzabile solo a chi è già ben disposto. Predicare ai convertiti, appunto.
7 gennaio 2011 alle 00:36
Aggiungo, perché non vorrei essere frainteso: anche predicare per convertire, al cinema, non va bene. Bisognerebbe cercare di essere sempre comprensibili dal pubblico che si vuole raggiungere, e al massimo maggiormente apprezzabile per una fetta particolare di pubblico (ma questo succede sempre, che lo si voglia o no). Se ci si limita il pubblico che può capire e/o apprezzare un film, consciamente o meno, poi non ci si può lamentare che chi non fa parte di quella fetta particolare di pubblico non apprezzi.
13 marzo 2011 alle 18:40
alberto, io non credo che gibson abbia voluto fare quel film per convertire :-) comunque tu puoi vedere la qualità del film solo se ti intenti di cinematografia altrimenti sei uguale a me. sai, non è vero che non mostra il messaggio che Gesù vuole darci. porcamiseria a parte la violenza praticamente solo la scena della flagellazione, è impregnato dell’amore che Gesù è venuto a donarci, gratuitamente, spontaneamente….lascia stare i dialoghi in aramaico e latino…dimentica tutto il resto compresa la qualità del film e fissa gli occhi su Gesù e su quello che è venuto a dirti! è meraviglioso!!!!! mi piacerebbe guardarlo insieme così ti farei capire cosa…mamma mia è denso d’amore! :-)
13 marzo 2011 alle 21:56
Paola, non intendevo dire che Gibson volesse convertire, ma evidentemente mi sono spiegato male. Il difetto strutturale più grosso del film è proprio di parlare solo ai convertiti. Tu mi dici di lasciare stare i dialoghi in aramaico, ma perché dovrei? I dialoghi ci sono, e il fatto che sono in aramaico incide negativamente sulla trasmissione del messaggio d’Amore che Gibson vuole trasmettere. Perché dovrei far finta che la figura del diavolo di Rosalinda Celentano non sia ridicola? Perché dovrei soprassedere sull’incapacità recitativa della Bellucci? Il messaggio si veicola attraverso la tecnica, attraverso i tanti componenti che collaborano alla realizzazione del film. Se questi componenti “nascondono” il messaggio, lo rendono tanto poco evidente che lo può trovare solo chi lo cerca, è un difetto gravissimo per un film, soprattutto se vuole trasmettere un messaggio profondo come questo. Non ho nessuna intenzione di dimenticare “tutto il resto del film”, perché quel “tutto il resto” *E’* il film. Il messaggio è solo una parte del film, che deve essere esaltata da tutto il resto perché deve arrivare ad un livello di lettura più profondo. In questo caso succede proprio l’opposto. Non è possibile che debba essere io spettatore ad avere “il cuore pieno d’amore” per poter capire che anche il film è pieno d’amore. Io faccio già lo sforzo (metaforicamente parlando) di andare al cinema e pagare il biglietto per vedere il film, che è una dimostrazione ENORME di fiducia nei confronti del regista, ma dal momento in cui si spengono le luci in sala è il regista a dovermi guidare e convincere. Non è possibile che debba essere io spettatore a concentrarmi sulla figura di Gesù: certo che non fisso gli occhi su di lui, ci mancherebbe altro! Sto guardando il film, mica solo un personaggio! Se Gibson vuole farmi fare un passo in una determinata direzione deve convincermi a farlo; i convertiti (sempre parlando metaforicamente) invece sono già ben disposti a farlo, sono già preparati a farlo e si aspettano di doverlo fare. Ma il cinema non funziona così. Quando tu vai al cinema a vedere un film comico, non ti sforzi di trovare divertenti le battute, non ti sforzi di ridere a tutti i costi: è il film che deve spingerti a farlo, ma se una battuta non ti fa ridere non ti fa ridere.
Esagerando per farti capire cosa intendo: è come se davanti a un paesaggio dipinto, tu mi dicessi di guardare il sole perché è dipinto benissimo e far finta che tutto il resto che pare disegnato da un bambino di 5 anni non ci sia. Ma c’è, e fa parte del quadro tanto quanto il sole! Se il pittore voleva che guardassi solo il sole doveva dipingere solo il sole. Non può pretendere che chi guarda il suo quadro si concentri su un solo particolare e faccia finta che il resto non esista. Se l’ha fatto ha sbagliato. E Mel Gibson ha sbagliato.
1 agosto 2012 alle 16:17
Sono d’accordissimo con la recensione: troppa violenza e troppo poco approfonditi i personaggi anche se la vicenda più o meno è nota a tutti.
L’unica frase con cui non concordo è quando dici che Gibson è un mediocre regista. Sebbene questo film abbia un mare di difetti, non posso fare a meno che ammirare la sua bravura registica. da pathos alle immagini come pochi registi sanno fare e regala scene da antologia (il prologo o la sequenza della lacrima dal cielo) e riesce a dirigere in maniera magistrale gli attori (Jim Caviezel è un talento drammatico nato fin dal film di malick e la celentano, regna). è per questo che do una stiracchiata sufficienza a questo spettacolo di pura macelleria che non ha niente da invidiare a hostel.
1 agosto 2012 alle 17:03
A me invece la lacrima di Dio non è piaciuta, l’ho anzi trovata proprio l’esempio perfetto della mancanza di autocontrollo, di misura, da parte del Gibson regista. E’ vero che in altri momenti ha costruito ottimi momenti, ma spesso ha esagerato nella ricerca del melodramma, sia visivamente che nell’uso delle musiche. Tra l’altro, poi, è vero che la vicenda è nota ma i particolari secondo me lo sono poco: se io non ho fatto catechismo e/o non sono stato attento, se Gibson non mi dice come si chiama il ragazzo che sta sempre insieme a Gesù io di certo non posso sapere di chi si tratta.