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Alberto Cassani, 10 Settembre 2004: Squilibrato |
Metacinema,
3 Giugno 2005
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Steamboy
di Katsuhiro Otomo
L'Inghilterra
della metà del diciannovesimo secolo è la nazione guida
della rivoluzione industriale. In tutto il paese c'è grande attesa
per l'inaugurazione della prima Esposizione Universale, che si terrà
a Londra. Anche il giovane Ray - piccolo genio della meccanica - attende
con impazienza l'evento, soprattutto perché suo padre e suo nonno
sono due scienziati che stanno effettuando delle ricerche in America
e che dovrebbero tornare nella campagna londinese proprio per l'inaugurazione
dell'Esposizione. Ma un giorno gli viene recapitata una misteriosa sfera
metallica inviatagli dal nonno, e subito dopo si presentano sulla porta
di casa due inviati della Fondazione per la quale lavorano suo padre
e suo nonno, ai quali Ray si rifiuta però di consegnare l'oggetto.
Il giovane riesce a scappare, finendo tra le braccia del grande scienziato
Stephenson, proprio colui al quale suo nonno aveva detto di consegnare
l'oggetto. Ma prima di riuscire a consegnare la sfera allo scienziato,
Ray viene rapito da altri agenti della Fondazione...
Cartone
animato ricco di azione ed avventura ma non sempre lucido in fase di
scrittura, "Steamboy" è una pellicola visivamente straordinaria
ma incapace di appassionare chi non ama questo genere di storie o non
è abituato alle produzioni animate fantascientifiche giapponesi.
L'errore è dell'autore Katsuhiro Otomo, che prova a volare troppo
alto per quelle che sono le sue capacità narrative e finisce
per alternare in modo piuttosto rozzo le sequenze di azione con i dialoghi
esplicativi, propinandoci anche un pistolotto pacifista che ammazza
il ritmo del film dopo neanche un'ora di proiezione.
Costato
l'equivalente di 22 milioni di dollari, "Steamboy" è
il film d'animazione più costoso mai prodotto in Giappone. Si
tratta di un progetto a cui il regista di "Akira" ha lavorato
per diec'anni, prima di riuscire a trovare il mix di animazione tradizionale
e nuove tecnologie elettroniche che gli permettesse di realizzare ciò
che aveva in mente. Ma se disegni e animazione rendono davvero vivo
l'universo steampunk ideato da Otomo, in più di un momento
la sceneggiatura si fa davvero noiosa e sopportare il film diventa un'impresa.
Se poi l'inseguimento iniziale è originale nella concezione e
fantastico nel ritmo, tanto da meritarsi appalusi a scena aperta, molte
cose lasciano un po' l'amaro in bocca. Non si può infatti evitare
di pensare che in mano ad un regista con una sensibilità più
spiccata di Otomo, questo sarebbe potuto diventare uno dei migliori
cartoni animati di sempre. Ma Otomo non è Miyazaki, anche se
a giudicare da questa sua prova, pare proprio che vorrebbe esserlo.
Titolo:
Steamboy (Id.)
Regia:
Katsuhiro Otomo
Sceneggiatura:
Sadayuki Murai, Katsuhiro Otomo
Fotografia:
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Doppiatori:
Flavio Acquilone, Roberto Chevalier, Sandro Iovino, Letizia Scifoni,
Angelo Nicotra, Giorgio Lopez
Nazionalità:
Giappone, 2004
Durata:
2h. 06'
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