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Sandro Paté, 21 Febbraio 2004: Ossessivo |
Fandango,
13 Febbraio 2004
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Primo
amore
di Matteo Garrone
Vittorio
è un orafo che attraverso un annuncio cerca una donna che possa
corrispondere al suo ideale. Sonia, la ragazza che si presenta all'appuntamento,
è bella, simpatica, solare e molto dolce, ma purtroppo per Vittorio,
pesa troppo. "Tra i 55 e i 57 Kg. Impossibile essere più
precisi." Queste le parole che Vittorio scrive su un diario dopo
la serata in sua compagnia. Sonia, inizialmente convinta di non piacere
a Vittorio, decide di volerlo incontrare una seconda volta. Vittorio
apprezza l'interesse nei suoi confronti, e come spesso succede con il
Primo amore, si comporta in maniera forse precipitosa: acquista
una deliziosa casa immersa nel verde delle colline venete e invita Sonia
a vivere con lui. Da quel momento Vittorio smette con le sedute di terapia,
perde il laboratorio di lavorazione di preziosi ereditato dal padre
e viene abbandonato dagli operai che lavorano al suo fianco. Tutto questo
per potersi dedicare, "con la testa e con il corpo", al folle
progetto di far perdere peso a Sonia.
Il
nuovo film di Matteo Garrone, ispirato ad un fatto di cronaca realmente
accaduto, cerca di sviscerare ogni singola piega di una storia d'amore
estrema sin dai suoi inizi. Il tentativo di presentare allo spettatore
il comportamento maniacale di un personaggio e la sua patologia ai danni
della compagna, è perfettamente riuscito. E non solo. Quell'attenzione
alle piccole storie di tutti i giorni, un tratto distintivo del modo
di fare cinema di Garrone, fa di "Primo amore" una riflessione
non stereotipata e mai banale sul tipo di relazioni sociali ammesse
dalla nostra società.
I
personaggi di "Primo amore" si muovono in paesaggi urbani
vuoti e desolanti, autentiche derive rese quasi spettrali dalla splendida
fotografia di Marco Onorato. Dalla fermata d'autobus della prima scena,
un non-luogo per definizione, fino alla torretta del finale, Sonia e
Vittorio finiranno per isolarsi dalle altre persone in maniera inesorabile.
Gli unici personaggi secondari che si avvicinano alle loro vicende sono
colleghi di lavoro di cui conoscono solo il nome. Quindi solo il lavoro
come possibilità di avere una vita sociale.
Il
cinema d'autore italiano offre un film che oltre ad un'estetica ineccepibile
da' allo spettatore un messaggio evidente. Finalmente un regista italiano,
pur mettendo in scena un'ossessione, usa il cinema per dire qualcosa
di rilevante e rappresentativo della società in cui vive.
Percorsi
tematici
L'imbalsamatore
- di Matteo Garrone; con Ernesto Mahieux, Elisabetta Ronchetti, Valerio
Foglia Manzillo.
Titolo:
Primo amore
Regia:
Matteo Garrone
Sceneggiatura:
Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Vitaliano Trevisan
Fotografia:
Marco Onorato
Interpreti:
Michela Cescon, Vitaliano Trevisan
Nazionalità:
Italia, 2004
Durata:
1h. 40'
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