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Venom di Ruben Fleischer

9 ottobre 2018 Recensioni 1 Commento
Venom

Sony, 4 Ottobre 2018 – Insufficiente

Il giornalista Eddie Brock perde il lavoro in seguito a un’inchiesta sull’industriale Carlton Drake, responsabile di esperimenti su organismi alieni denominati “simbionti”. Ironia della sorte, una di queste creature finisce per infettare proprio Brock, prendendo il controllo del suo corpo…


Dopo aver dato vita nell’arco di circa quindici anni a ben tre Peter Parker diversi, la Sony riprova a dare un volto nuovo anche a uno degli antagonisti più famosi dell’Uomo Ragno, dopo un mezzo tentativo in un film confuso in cui Eddie Brock si divideva la scena con troppi altri personaggi. Peccato che questo reboot dedicato a Venom riesca ad accumulare senza ritegno buona parte degli errori attribuiti agli infiniti cinefumetti arrivati sugli schermi negli ultimi anni, cadendo con una certa ingenuità nelle mani di un pubblico ormai smaliziato.

Non è tanto un problema la lentezza con cui il film arriva alla svolta attesa, in cui finalmente il protagonista e il simbionte alieno diventano una cosa sola, quanto il fatto che la metà umana della coppia sia di una piattezza priva di scusanti. Il personaggio su cui la pellicola concentra giustamente tutta la sua attenzione si rivela insipido e poco definito; appena meglio, però, di un gruppo di comprimari non pervenuti, compreso un antagonista spinto da una pigra follia. La storia procede per blocchi piuttosto telefonati, e i protagonisti sembrano agire per volontà di sceneggiatura, a rispettare gli snodi obbligatori del genere. Peccato, perché partendo dal personaggio di un antieroe quale è Venom si sarebbe potuto dare un taglio completamente diverso, ma è evidente la volontà della casa di produzione di alleggerire i toni, come è stato fatto nei due Amazing Spider-Man di Marc Webb.

Dispiace dire che Venom non sarebbe accolto molto meglio nemmeno se non venissimo da dieci anni di film Marvel e DC, perché la regia delle scene d’azione lascia a desiderare in quanto a resa della fisicità e chiarezza. Alcuni dialoghi fanno anche sorridere quando devono, ma più che il senso dello humour, in alcuni punti affiora seriamente il disagio. In mancanza di una netta virata in altra direzione di un ipotetico seguito (difficile prevedere le mosse future della Sony, dopo gli ultimi anni), questo Venom rimarrà come un episodio slegato dal resto del mondo dei cinecomics, e uno dei suoi tanti punti bassi, al pari di un Fantastic 4 o di un Catwoman. Nel complesso, un mezzo spreco.


La locandinaTitolo: Venom (Id.)
Regia: Ruben Fleischer
Sceneggiatura: Jeff Pinkner, Scott Rosenberg, Kelly Marcel
Fotografia: Matthew Libatique
Interpreti: Tom Hardy, Michelle Williams, Riz Ahmed, Scott Haze, Reid Scott, Jenny Slate, Melora Walters, Woody Harrelson, Peggy Lu, Malcolm C. Murray, Sope Aluko, Wayne Pére, Michelle Lee, Kurt Yue, Chris O’Hara
Nazionalità: USA, 2018
Durata: 1h. 52′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Riccardo ha detto:

    Andato al cinema con la fiducia sotto le scarpe e con il dolore nel cuore, Venom è riuscito a sorprendermi comunque. Purissima serie B con i soldi, con un’ impostazione di base chiaramente horror (con sorprendenti omaggi a Quatermass, blob, l’alieno) e una deriva grottesca-schizzata che aiuta a non prendersi mai sul serio evitando di finire in buffoneria spicciola (nonostante sia presente qualche scivolata qua e la evitabilissima). Nonostante sia visibilmente “troncato” (non solo in qualche dettaglio gore, ma proprio a livello “narrativo”) rimane compatto fino alla fine, coerente con la sua scelta di essere un giocattolone che intrattiene senza annoiare un minuto. C’è indubbiamente un po’ di rammarico nel pensare cosa sarebbe potuto essere con un po’ di coraggio in più (e comunque vedere una versione estesa di questo è curiosità altissima), ma l’effetto patchwork di prodotti analoghi disintegrati da produzioni infami come per suicide squad o justice league è altamente evitato. E per fortuna anche le finte epiche for dummies dei polpettoni MCU. Design delle creature pazzesco, attori tutti in parte (tranne l’imbarazzante Williams che in ogni scena sembra pensare se ha lasciato il gas aperto a casa) ma purtroppo penalizzati da un doppiaggio abominevole e inappropriato. L’odio versato da gran parte della stampa è ridicolo e di pura malafede. Non è affatto un capolavoro, ma onestissimo e intelligente intrattenimento. La preview del sequel promette tantissimo e voglio proprio vedere come se la caveranno, mentre la scena dopo i titoli di coda è un ignobile promo (bruttissimo e repellente) del cartone animato di prossima uscita “into the spiderverse”.

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