|
Gabriele
Marcello, 25 Ottobre 2007: Banale |
Medusa,
31 Ottobre 2007
|
La
terza madre
di Dario Argento
Un
plauso al caparbio Dario Argento: dopo aver filmato capolavori assoluti,
si sforza ancora di voler terrorizzare le platee di mezzo mondo. Coraggio
sì, questo è notevole, ma i risultati? Più giusto
e rispettoso sarebbe, da parte del regista romano, un meritato e dignitoso
ritiro, se non altro perché i paragoni cinematografici sono micidiali
e, ancor di più, quelli con opere precedentemente fatte. Non
resta che lasciarci conturbare dall'amaro in bocca provocato da "La
terza madre"; non un amaro di bile ma, solo, di sconforto.
Un'antica
leggenda narra che al mondo ci siano tre madri: Mater Suspiriorum, Mater
Tenebrarum e Mater Lacrimarum. Queste tre dee degli Inferi sono portatrici
del Male sulla Terra e hanno scelto tre città dove dimorare:
Friburgo, New York e Roma. Le prime due vengono uccise e rimane solo
l'ultima, la più crudele: Mater Lacrimarum. Durante dei lavori
di manutenzione in un cimitero, viene ritrovata un'urna con all'interno
una tunica rossa. Il ritrovamento fa scatenare una serie di strani avvenimenti
nella città di Roma, oltre ad un'improvvisa calata di Streghe
da tutto il mondo. L'unica che può fermare tutto è la
giovane restauratrice Sarah. La ragazza possiede infatti dei poteri
paranormali ereditati dalla madre, una famosa strega bianca. Ci vorrà
un bagno di sangue prima che tutto ritorni come prima.
Seguito
ideale di due capolavori come "Suspiria" (1977) e "Inferno"
(1981), "La terza madre" segna il ritorno del regista al genere
horror dopo diversi thriller senza mordente e suspense.
I problemi di questa pellicola sono diversi, legati tutti alle basi
materiali di un film. La storia è interessante nella sua sinossi,
ma totalmente priva di mordente e piena di errori e nonsense
nella sceneggiatura, che altro non è se non un affastellamento
di luoghi comuni del genere. "Inferno" non era minimamente
coerente ma almeno aveva stile, qui manca anche quello.
Non
c'è una svolta nelle scene, che paiono slegate banalmente l'una
all'altra, né un utilizzo sapido della pur pregevole colonna
sonora di Claudio Simonetti e anche gli effetti speciali paiono superficiali
e di bassa qualità. Forse mancheranno i soldi, ma i film si fanno
anche con le idee, che qui scarseggiano e che vengono sopperite da una
comicità spesso involontaria. Gli attori sono poi un vero tasto
dolente, Asia Argento in primis. Pare essere una delle più ricercate
attrici italiane all'estero, ma non riesce neanche a doppiarsi dall'inglese.
La sua interpretazione è un coacervo di mugolii e sospiri, occhi
gonfi e urla pronte. Basterà? Non di certo, come l'unica scena,
quella delle scale: un'elegante stilettata nel nulla assoluto.
Percorsi tematici
Il
cartaio - di Dario Argento; con Stefania Rocca, Liam Cunningham,
Silvio Muccino.
Nonhosonno - di Dario Argento; con Max von
Sidow, Stefano Dionisi, Chiara Caselli.
Profondo rosso - di Dario Argento; con David
Hemmings, Daria Nicolodi, Gabriele Lavia.
Titolo:
La terza madre
Regia:
Dario Argento
Sceneggiatura:
Dario Argento, Jace Anderson, Adam Gierasch, Walter Fasano, Simona Simonetti
Fotografia:
Frederic Fasano
Interpreti:
Asia Argento, Cristian Solimeno, Adam James, Moran Atias, Valeria Cavalli,
Philippe Leroy, Daria Nicolodi, Coralina Cataldi Tassoni, Udo Kier
Nazionalità:
Italia, 2007
Durata:
1h. 35'
|