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"99 Homes" di Ramin Bahrani

29 agosto 2014 Recensioni 0 Commenti
Festival di Venezia 2014

Inedito in Italia – Circoscritto

Dennis Nash subisce lo sfratto e l’esproprio della propria casa per non essere riuscito a pagare i propri debiti con la banca. Ironia della sorte, l’unico da cui Dennis riesce a trovare un lavoro decente è proprio l’esecutore del loro sfratto, un feroce speculatore immobiliare. Ma avere pochi scrupoli paga, e tanto…


Andrew Garfield e Michael Shannon in 99 HomesRamin Bahrani ritorna nuovamente al Lido due anni dopo il dimenticabile At Any Price, e dimostra di non voler correggere più di tanto il tiro del suo discorso, nonostante tutti i limiti dimostrati nella precedente occasione. Fortunatamente, stavolta la storia messa in campo è di maggiore interesse e attualità, in linea anche con l’impegno civile dilagante nel concorso di Venezia 2014. Se si mettessero insieme tutti i film che negli ultimi anni hanno trattato le conseguenze della crisi economica mondiale, questo 99 Homes potrebbe anche non sfigurare, perché va a toccare il drammatico problema della perdita dell’ultimo appiglio economico e sentimentale di molte famiglie, la proprietà di quella grande o piccola scatola chiamata casa.

Andrew Garfield in 99 HomesStabilita quindi la buona occasione offerta dal cuore della materia, è però spiacevole constatare come siamo davanti tanto ad uno svolgimento tecnicamente corretto quanto ad una prospettiva un po’ troppo incline alla lacrima facile. Ancora una volta, Bahrani non rinuncia ad esasperare i sentimenti (anche giustificabili) delle sue vittime sacrificali, e imbocca una serie di svolte piuttosto prevedibili nella narrazione, che appaiono quasi sbrigative e culminano nel peggiore dei finali possibili. Simbolo di queste problematiche è un protagonista ambiguo nel modo peggiore, sulla pagina di sceneggiatura e non sullo schermo, che l’autore non ha avuto il coraggio di sporcare davvero e fino in fondo. Va detto che l’interprete e produttore Andrew Garfield non gli viene d’aiuto in questo, offrendo una prova monocorde ed eccessivamente lagnosa.

Andrew Garfield in una scena di 99 HomesLaddove invece il film fa centro è nel realismo del contesto e nell’espressione della sua concretezza: i personaggi di contorno hanno volti e parole apprezzabili e coerenti, che restituiscono dignità al progetto nel suo insieme. Sarebbe facile parlare delle doti di un Michael Shannon mefistofelico e tridimensionale come valore aggiunto, ma la verità è che 99 Homes è un film dignitoso che si piazza poco al di sopra della media, nobilitato principalmente da un’ottima scrittura dei dialoghi meno ricattatori e da tematiche su cui, in fondo, era abbastanza difficile sbagliare. Lo spettacolo offerto non è in sostanza privo di una sua forza, ma lascia l’impressione che Bahrani abbia di nuovo sprecato un’occasione per uscire da paletti molto comuni, imputabili in parte anche alla produzione.


Il manifesto del Festival di Venezia 2014Titolo: 99 Homes
Regia: Ramin Bahrani
Sceneggiatura: Ramin Bahrani, Amir Naderi
Fotografia: Bobby Bukowski
Interpreti: Andrew Garfield, Michael Shannon, Laura Dern, Tim Guinee, J.D. Evermore, Noah Lomax, Alex Aristidis, John L. Armijo, Judd Lormand, Jayson Warner Smith, Deneen Tyler, Donna Duplantier, Cullen Moss
Nazionalità: USA, 2014
Durata: 1h. 52′


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