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"A Letter to Elia" di Martin Scorsese & Kent Jones

6 settembre 2010 Recensioni 0 Commenti

Inedito in Italia – Coinvolgente

Ė Elia Kazan il destinatario della “lettera” che Martin Scorsese ha sentito la necessità di indirizzare a colui che, pur indirettamente, lo ha instradato alla carriera di regista. Ne risulta un documentario fatto di ricordi e immagini di film che si uniscono ai racconti privati di Scorsese…


Elia KazanPiù che una semplice lettera e un classico documentario, il film presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia risulta un saggio di spessore, nel quale non c’è intento didascalico ma solo il desiderio di spiegare in modo sentito da parte di Scorsese che cosa i film di Elia Kazan hanno significato per lui. Durante la visione la noia non subentra, per apparire invece chiara la capacità di generare un effetto coinvolgente nello spettatore, trasportato nel cuore dei principali film di Kazan non solo per notorietà o successo, ma soprattutto perché pietre miliari nella vita di Scorsese.

Elia Kazan sul setGli spezzoni di questi film sono interrotti soltanto dalla presenza a volte di Scorsese e altre di Kazan, sempre in modo molto lineare di fronte alla macchina da presa o con la voce narrante fuori campo. Un buon lavoro di montaggio fa il resto, mentre Scorsese tratteggia prima una breve biografia di Kazan e poi entra nella profondità dei suoi film. Si tratta di film che hanno segnato la sua adolescenza, che lo hanno emotivamente colpito tanto da fargli scegliere di diventare regista cinematografico e di interrogarsi sia sul significato sia sul ruolo di questa figura.

Una scenaCome Scorsese racconta, durante la visione ripetuta di questi film, da ragazzo non badava ancora all’aspetto tecnico, ma veniva rapito da ciò che i personaggi raccontavano e gli attori trasmettevano, ed è proprio questo il lato che mostra agli spettatori, soffermandosi in particolare su La valle dell’Eden e Fronte del porto. Il cuore del film è raggiunto perché viene fatta l’analisi dei rapporti tra i personaggi, commentata l’interpretazione degli indimenticati protagonisti, spiegati i momenti metaforici (come la tavola, luogo e metafora dei conflitti familiari), ricordate la grandezza e l’innovazione per l’epoca, sottolineata la forte componente tematica nella quale i giovani di allora, e Scorsese tra i primi, potevano ritrovarsi in molti aspetti. Lontani dal mondo edulcorato fino ad apparire irreale che i film di epoche precedenti avevano raccontato, quelli di Kazan appaiono così ancora oggi in tutta la loro bellezza, concettuale più che estetica, sottolineando comunque l’alta qualità della componente visiva, per quanto non sia stata questa a fare innamorare il giovane Scorsese del cinema. A sua volta, il documentario appare come il frutto di una sincera necessità sia di raccontare che di ricordare Kazan in modo partecipato, e il coinvolgimento dello spettatore lo conferma.


Il manifesto del Festival di Venezia 2010Titolo: A Letter to Elia
Regia: Martin Scorsese & Kent Jones
Sceneggiatura: Jay Cocks
Fotografia:
Interpreti: Elia Kazan
Nazionalità: USA, 2010
Durata: 1h.


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