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"Babadook" di Jennifer Kent

15 luglio 2015 Recensioni 3 Commenti
Babadook

Midnight Factory, 15 Luglio 2015 – Sincero

Amelia conduce una vita solitaria, divisa fra il lavoro e il suo piccolo Samuel costantemente impegnato a costruire armi di difesa contro i mostri. Un giorno Samuel trova un inquietante libro illustrato, “Mister Babadook”, che non fa altro che terrorizzarlo ancora di più, mettendo a dura prova la pazienza della madre…


Noah Wiseman ed Essie Davis in una scena di BabadookOpera prima di Jennifer Kent, Babadook arriva con grande ritardo nei nostri cinema nonostante abbia vinto diversi premi in giro per il mondo. Si tratta effettivamente di un horror abbastanza atipico: Kent usa un genere commercialmente abusato per raccontare un percorso di accettazione dei propri demoni, di una madre che impara a vedere dentro se stessa e amare e proteggere il proprio figlio.

Una scena di BabadookLa regista australiana si affida a più nodi per compiere la sua impresa, partendo da una sceneggiatura dove nulla è lasciato a se stesso e pensando già al montaggio ancora prima del girato. Lo stile omaggia Lynch e ricalca parecchio il Polanski di Repulsion e L’inquilino del terzo piano, si affida a inquadrature ed effetti sonori terrificanti invece di puntare sull’effetto suspence. Il merito maggiore va però dato a Essie Davis, che lascia lo spazio dovuto alla mimica, preferendo giocare su una straordinaria trasformazione vocale durante l’intero arco narrativo. Le uniche pecche sono forse individuabili all’inizio della parte finale, dove Kent calca un po’ troppo la mano, e nello scontro risolutivo con il mostro, che può a prima vista risultare troppo semplificatorio ma che in realtà racchiude l’intero significato del film.

Una scena di BabadookAl di là di un paio di sbavature, è difficile trovare un’opera prima del valore di Babadook, soprattutto perché riesce a ottenere dall’ormai già troppo spremuto horror un’analisi psicologica totalmente sincera del difficile rapporto madre-figlio. Ed è proprio la sincerità del racconto di Kent la cosa più disarmante: la regista non concede nessuno sconto alla sua protagonista e a cosa rappresenti la sua terribile nemesi, ombra junghiana per eccellenza.


La locandina di BabadookTitolo: Babadook (The Babadook)
Regia: Jennifer Kent
Sceneggiatura: Jennifer Kent
Fotografia: Radek Ladczuk
Interpreti: Essie Davis, Noah Wiseman, Hayley McElhinney, Daniel Henshall, Barbara West, Benjamin Winspear, Chloe Hurn, Jacquy Phillips, Bridget Walters, Annie Batten, Tony Mack, Carmel Johnson, Tiffany Lyndall-Knight, Lucy Hong, Sophie Riggs
Nazionalità: Australia – Canada, 2014
Durata: 1h. 33′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Plissken scrive:

    Come espresso in recensione il film appare interessante soprattutto per lo svolgimento atto ad evidenziare l'”ombra junghiana” e quanto consegue in merito al rapporto tra madre e figlio. Per il resto, nonostante una palese sensibilità della regista che certamente eleva il film al di sopra della media del genere, il film difetta in parte andando a mancare nell’intento primario di spaventare lo spettatore, perlomeno se egli avvezzo a tale genere: non mancano difatti molti elementi divenuti oramai decisamente di maniera (e conseguentemente prevedibili) che inficiano sovente l’effetto “spavento”. La sottile inquietudine trasmessa dall’elegante regia supportata da un’ottima fotografia ed interpreti di prim’ordine (chapeau) a mio avviso cede lentamente il passo a sensazioni piuttosto “ordinarie”, mi si passi il termine.
    Nonostante ciò comunque, per le motivazioni esposte in recensione, il film risulta godibile ed interessante in più punti (soprattutto con il senno di poi) e va certamente lodato l’aspetto psicologico della pellicola che, al di là dell’ottima regia, dona al film una più che buona valenza in virtù di una certa innovazione in tal senso.

  2. Antonio scrive:

    Un film assolutamente non convenzionale ,un horror psicologico ,vuole spaventare ma l’elemento che prevale e’ la psicologia dei protagonisti,bravissimi . La tensione e’ onnipresente e l’utilizzo della stop motion crea un effetto riuscito nelle scene fugaci in cui viene mostrata.
    Stupenda la metafora finale che chiarisce definitivamente i dubbi dello spettatore , un film intelligente e di spessore che brilla tra la marea di film horror vuoti e senza anima che preferiscono disgustare più che impressionare come fa questo Babadook che diventa una favola nera angosciante quando viene letta nel ” reale” piano di lettura .
    [spoiler dubbio : il libro credo che non sia frutto dell’immaginazione ma scritto dalla mamma perché nelle poche scene con cui interagisce con la sorella alla festa accenna al suo passato come scrittrice per bambini ! ]

  3. Marco scrive:

    Piaciuto per un buon 3/4, purtroppo però nel finale “scade” rendendolo troppo simile ad un tipico horror di stampo USA. Peccato perchè per tutta la prima parte e per tutta quella centrale il film ti porta su un determinato binario per poi perdersi su strade oramai divenute superficiali.
    Personalmente avrei continuato a far si che il mostro fosse scaturito dalla labile e debole mente della madre piuttosto che un semplice boogeyman-demone infestante la casa.
    Avrei tolto tutti quegli intermezzi alla “Poltergeist”, i tentativi un pò goffi della madre di agguantare il malcapitato figlio e l’avrei terminato con l’espulsione del demone dalla madre.
    Poi ognuno interpreta quello che meglio crede.
    Concordo con tutti i pregi tecnici e l’ottima regia.
    Consiglio sicuramente.

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