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"Babylon A.D." di Mathieu Kassovitz

30 settembre 2008 Recensioni 3 Commenti
Emanuele Rauco, 30 Settembre 2008: Demente
Moviemax, 24 Ottobre 2008

Toorop è un guerriero sopravvissuto, che viene assoldato dalla malavita che domina l’Europa per affidargli una missione “che non può rifiutare”: scortare Aurora, una ragazza dagli straordinari poteri, e la sua tutrice dalla Mongolia a Manhattan. In molti però vogliono Aurora morta…


Ci sono registi che fanno il botto con un film bello e/o importante e poi si perdono, e ci sono registi che fanno il botto e proprio per questo vengono chiamati da produzioni, industrie e filmografie più ricche per sfruttarne il talento, e anche qui, i risultati sono sempre – almeno – discutibili. E poi c’è chi decide consciamente di trasferirsi in un altro paese, esportando una sua propria factory, e realizzare prodotti nella massima indipendenza economica. Esempi di questo vengono soprattutto dalla Francia, e se Luc Besson è il capostipite Mathieu Kassovitz è una sorta di suo erede che dopo il successo planetario de L’odio ha fatto brutti film hollywoodiani per farsi valere nell’industria che conta. Qui, al suo nadir, si vede voltare le spalle anche da quell’industria che prima gli lascia la possibilità di raccontare il Blade Runner del terzo millennio e poi gli distrugge il film al montaggio. Che però, sembra già orrendo di suo.

Scritto da Kassovitz con Eric Besnard da un romanzo di Maurice G. Dantec, un thriller fantascientifico e apocalittico di epica confusione, che prende come nume tutelare ancora il Carpenter di 1997: fuga da New York, puntando però – e fallendo – ad un cyberpunk di concretezza irreale, fatto di immagini immateriche, cercando di scimmiottare il Kyashan di Kazuaki Kiriya. Ambientato nell’est europeo del XXI secolo, ancora sotto dittatura militare, e poi un po’ in giro per il mondo nemmeno fosse uno 007, il film racconta di un’umanità spenta e mortificata nel suo declino, a tutti i livelli, che vede nei poteri messianici di una ragazza l’unica speranza possibile contro un male che è ormai padrone assoluto. A proteggerla c’è significativamente un mercenario, simbolo di un mondo senza regole che vorrebbe rinascere.

Kassovitz vuole puntare l’occhio sul reale e l’attualità, guardando anche a I figli degli uomini, ma già dall’inizio post-apocalittico in digitale è evidente l’incapacità del regista di costruire un discorso, di scegliere i toni, di far semplicemente seguire il filo logico allo spaesato spettatore, prigioniero di una narrazione senza spunti e di un racconto senza guizzi, che frastorna ma non avvince e non ha nemmeno un briciolo della radicalità concettuale, filmica ed estetica che si propone, ridotta a una visione del futuro datata, fatta di miserie e iper-tecnologia.

La sceneggiatura è una spaventosa accozzaglia di plagi, calchi, prestiti e citazioni, incapace di costruire suspense e tensione, anche perché priva di motivazioni, spessore e nessi decenti, che Kassovitz non ha il minimo di interesse a migliorare, occupato a spendere più soldi possibile (come nella scena dell’elicottero, o in quella del sommergibile, l’unica decente del film) invece di rendere eccitante un’azione che montaggio e produzione macellano facilmente. Vin Diesel è ridicolo nel mettere in scena i soliti cliché del duro e tenebroso, mentre Gérard Depardieu si fa notare solo per l’orrido make-up. Accanto a loro, spiace constatare l’ennesimo spreco perpetuato ai danni di Michelle Yeoh, grande attrice e artista marziale, con cui Hollywood tappa i suoi buchi a mandorla (vedasi anche La mummia 3).

Film orribile, incomprensibile e a tratti insopportabile, che segna – almeno a nostro avviso – la pietra tombale per un regista che per risollevarsi avrebbe bisogno di Romero, uno che ha avuto spesso a che fare coi morti viventi.


Titolo: Babylon A.D. (Id.)
Regia: Mathieu Kassovitz
Sceneggiatura: Mathieu Kassovitz, Eric Besnard
Fotografia: Thierry Arbogast
Interpreti: Vin Diesel, Michelle Yeoh, Mélanie Thierry, Gérard Depardieu, Charlotte Rampling, Mark Strong, Lambert Wilson, Jérôme Le Banner, Joel Kirby, Souleymane Dicko, David Belle, Radek Bruna, Jan Unger, Abraham Belaga, Gary Cowan
Nazionalità:USA – Francia, 2008
Durata: 1h. 30′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Anonimo scrive:

    Effetti speciali da urlo, interpretazioni grottesche, quello che potrebbe divenire il futuro del mondo. Troppo banale però, peccato.

  2. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Film orribile e in certi casi persino banale.
    non guardatelo, Vin Diesel ha fatto anche di meglio.

  3. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    E non salvo nemmeno Gérard Depardieu.
    L’incipit era anche buono ma poi tutto è diventato banale e insensato.
    Il finale poi da quando Vin Diesel muore fra virgolette, tutto diventa quasi impossibile da capire.
    Meglio Riddik, ascoltatemi.

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