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Emanuele
Rauco, 21 Ottobre 2007: Magistrale |
Medusa,
14 Marzo 2008
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Onora
il padre e la madre
di Sidney Lumet
Cosa
può voler dire che uno dei più calorosi e sentiti consensi
di pubblico e critica della Festa del Cinema di Roma è andato
ad un film girato da un regista di 83 anni? E' questione di classicismo
nostalgico o di una constatazione della stasi nello sviluppo della 7a
arte? La verità sta nel mezzo, o meglio, comprende entrambe le
versioni; ma soprattutto, comprende il fatto che Sidney Lumet ha fatto
un film solido come una roccia e fresco come un torrente che sa soddisfare
quella sete di cinema che, ad una festa dedicata, è essenziale.
Andy
e Hank sono due fratelli, ognuno con una difficile situazione alle spalle
e ognuno pieno di vizi. Per cercare di risollevare le sorti delle loro
vite decidono di attuare un semplice e infallibile piano: rapinare la
gioielleria di famiglia. Ovviamente la situazione crollerà ben
presto.
Scritto
dalla commediografa Kelly Masterson, un thriller familiare teso
e durissimo che ben presto assume i connotati di una tragedia greca
per diventare un acuto ed emozionante dramma psicologico. Raccontato
con una struttura a flashback incrociati e sovrapposti (che ricorda
la sfortunata serie Tv "Boomtown") che rilegge il tipico film
corale, il racconto è una sorta d'indagine sullo stato precario
della famiglia in un mondo dominato dall'assenza di denaro, in cui la
ricerca di un benessere materiale o affettivo, concreto o fittizio (droga
e amanti per riempire i vuoti) produce una discesa sempre più
viscerale in un inferno dove non si comunica, non si partecipa, ci si
isola aspettando di implodere, come accade di volta in volta a tutti
i personaggi.
Lumet
è interessato, prima di tutto, alle psicologie, ai movimenti
dell'animo, tanto da abbracciare il punto di vista del più fallito
della famiglia Hanson per ricostruire con un perfetto climax drammatico
la devastazione familiare, e quindi umana, che lo circonda: prendendo
la famiglia come necessario punto di partenza esistenziale, il (possiamo
dirlo) maestro ne mette in evidenza le crepe e le conseguenze, come
dimostra la costruzione esemplare di un personaggio come il padre, vero
protagonista di un bellissimo finale che riporta alla mente "La
parola ai giurati".
Film
intenso, figlio di una vecchia volpe del cinema, che sa come tenere
in pugno il pubblico facendogli sentire il cuore e la testa di una storia,
e che evidenzia una regia che può permettersi cose che pochi
possono senza farlo mai pesare (come il terribile mix di morte
e ironia della rapina). E' ovvio che parte consistente di un film del
genere è da attribuire al grande cast, capitanato da uno
straordinario Philip Seymour Hoffman, assecondato da un invecchiato
e sempre grande Albert Finney e in cui nemmeno Ethan Hawke sfigura (anche
se il nostro cuore è rimasto nelle braccia di Marisa Tomei).
Grazie ad un grande vecchio - detto con sommo rispetto - che sa ancora
fare film che sono. Senza bisogno d'altro.
Titolo:
Onora il padre e la madre (Before the Devil Knows You're Dead)
Regia:
Sidney Lumet
Sceneggiatura:
Kelly Masterson
Fotografia:
Ron Fortunato
Interpreti:
Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Rosemary
Harris, Aleksa Palladino, Amy Ryan, Michael Shannon, Brian F. O'Byrne,
Blaine Horton, Leonardo Cimino, Arija Bareikis, Lee Wilkof, Damon Gupton,
Patrick G. Burns, Adrian Martinez, Alice Spivak, Natalie Gold
Nazionalità:
USA, 2007
Durata:
1h. 57'
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