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"Onora il padre e la madre" di Sidney Lumet

21 ottobre 2007 Recensioni 4 Commenti
Onora il padre e la madre

Medusa, 14 Marzo 2008 – Magistrale

Andy e Hank sono due fratelli, ognuno con una difficile situazione alle spalle e ognuno pieno di vizi. Per cercare di risollevare le sorti delle loro vite decidono di attuare un semplice e infallibile piano: rapinare la gioielleria di famiglia. Ovviamente la situazione crollerà ben presto…


Albert FinneyCosa può voler dire che uno dei più calorosi e sentiti consensi di pubblico e critica della Festa del Cinema di Roma è andato ad un film girato da un regista di 83 anni? E’ questione di classicismo nostalgico o di una constatazione della stasi nello sviluppo della 7ª arte? La verità sta nel mezzo, o meglio, comprende entrambe le versioni; ma soprattutto, comprende il fatto che Sidney Lumet ha fatto un film solido come una roccia e fresco come un torrente che sa soddisfare quella sete di cinema che, ad una festa dedicata, è essenziale.

Philip Seymour Hoffman e Ethan HawkeScritto dal commediografo Kelly Masterson, un thriller familiare teso e durissimo che ben presto assume i connotati di una tragedia greca per diventare un acuto ed emozionante dramma psicologico. Raccontato con una struttura a flashback incrociati e sovrapposti (che ricorda la sfortunata serie Tv Boomtown) che rilegge il tipico film corale, il racconto è una sorta d’indagine sullo stato precario della famiglia in un mondo dominato dall’assenza di denaro, in cui la ricerca di un benessere materiale o affettivo, concreto o fittizio (droga e amanti per riempire i vuoti) produce una discesa sempre più viscerale in un inferno dove non si comunica, non si partecipa, ci si isola aspettando di implodere, come accade di volta in volta a tutti i personaggi.

Marisa TomeiLumet è interessato, prima di tutto, alle psicologie, ai movimenti dell’animo, tanto da abbracciare il punto di vista del più fallito della famiglia Hanson per ricostruire con un perfetto climax drammatico la devastazione familiare, e quindi umana, che lo circonda: prendendo la famiglia come necessario punto di partenza esistenziale, il (possiamo dirlo) maestro ne mette in evidenza le crepe e le conseguenze, come dimostra la costruzione esemplare di un personaggio come il padre, vero protagonista di un bellissimo finale che riporta alla mente La parola ai giurati.

Philip Seymour Hoffman e Ethan HawkeFilm intenso, figlio di una vecchia volpe del cinema, che sa come tenere in pugno il pubblico facendogli sentire il cuore e la testa di una storia, e che evidenzia una regia che può permettersi cose che pochi possono senza farlo mai pesare (come il terribile mix di morte e ironia della rapina). E’ ovvio che parte consistente di un film del genere è da attribuire al grande cast, capitanato da uno straordinario Philip Seymour Hoffman, assecondato da un invecchiato e sempre grande Albert Finney e in cui nemmeno Ethan Hawke sfigura (anche se il nostro cuore è rimasto nelle braccia di Marisa Tomei). Grazie ad un grande vecchio – detto con sommo rispetto – che sa ancora fare film che sono. Senza bisogno d’altro.


La locandina statunitenseTitolo: Onora il padre e la madre (Before the Devil Knows You’re Dead)
Regia: Sidney Lumet
Sceneggiatura: Kelly Masterson
Fotografia: Ron Fortunato
Interpreti: Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Rosemary Harris, Aleksa Palladino, Amy Ryan, Michael Shannon, Brian F. O’Byrne, Natalie Gold
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 57′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. noir83 scrive:

    Una precisazione: Kelly Masterson è un uomo.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Diamine, è vero. Grazie.

  3. Marco scrive:

    Albe che ne pensi di “Assassinio sull’Orient Express”? Personalmente mi è piaciuto molto, ben scritto, girato e ottimamente recitato. Un classico.
    Sugli altri film tratti dai libri di A. C. quale mi consigli? Ho letto che “Assassinio Sul Nilo” il Morandini lo definisce superiore anche al film sopracitato.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Non sono per nulla un fan di Agatha Christie, e di lei ho letto ben poco. I due film che citi sono senz’altro le cose migliori tratte da suoi lavori, ma non mi hanno mai entusiasmato. Credo che “Nilo” sia migliore di “Orient Express” avendo una trama gialla secondo me meno banale e un’ambientazione senz’altro più interessante del treno su cui si svolge l’altro. Da buttare, invece, tutte le versioni tratte da “Dieci piccoli indiani” (che peraltro io ho letto solo nella sua versione originale, “Dieci piccoli negretti”). E’ molto apprezzato anche il telefilm con David Suchet, ma credo che di gialli televisivi migliori ce ne siano a pacchi.

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