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Alberto
Cassani, 14 Febbraio 2006: Fiacco |
Sony,
18 Febbraio 2006
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Truman
Capote
a sangue freddo
di Bennett Miller
"Non-fiction
novel" - romanzo non di finzione - è l'espressione coniata
da Truman Capote per descrivere il suo libro "A sangue freddo".
In linea generale, indica la cronaca attenta pur se scritti con stile
romanzato di fatti realmente accaduti; nel caso specifico, il libro
racconta l'omicidio avvenuto il 15 Novembre 1959 di una famigliola del
Kansas da parte di due pregiudicati in libertà vigilata. Capote
seguì il caso fin dall'inizio, appena ne lesse la notizia sul
New York Times, e fino all'esecuzione dei due assassini. Col passare
del tempo, quello che doveva essere un articolo per il New Yorker divenne
un romanzo, serializzato sulla rivista allora diretta da William Shawn
nel 1965 e quindi pubblicato in volume l'anno successivo.
"Truman
Capote: a sangue freddo" racconta sommariamente la storia di quei
cinque anni di lavoro, concentrandosi sul rapporto quasi morboso che
si era venuto a creare tra uno dei due assassini e lo scrittore di "Colazione
da Tiffany". Lo fa, però, in maniera troppo fredda e
lenta, non riuscendo mai a avvolgere lo spettatore nel mondo dei personaggi
che ci racconta, come invece sapeva fare egregiamente Truman Capote
con la sua prosa. L'esordiente regista Bennett Miller compie l'errore
di badare più alla forma che alla sostanza, confezionando un
film asettico anche se stilisticamente ineccepibile. La sceneggiatura
dell'attore Dan Futterman, che adatta per lo schermo il libro di Gerald
Clarke, non decolla mai e di rado riesce a darci un ritratto efficace
di Capote, personaggio eccentrico se ce n'è stato uno ma anche
autore geniale come pochi altri.
L'unico
vero punto di interesse della pellicola è proprio l'interpretazione
che di Capote offre Philip Seymour Hoffman. Liberatosi qui dall'etichetta
di ottimo caratterista - o meglio: di ottimo attore di supporto - che
s'è portato dietro per tutta la sua carriera cinematografica,
Hoffman sfiora quella completa adesione al personaggio interpretato
che il Jamie Foxx di "Ray" seppe mostrare
un anno fa, e ci offre un Truman Capote che va decisamente oltre le
mossette e la voce stridula che lo caratterizzavano. Purtroppo l'impegno
del suo doppiatore Roberto Chevalier, la cui prova migliora man mano
che il film procede, non è stato sufficiente a riproporne l'efficacia
anche nella pallida versione italiana. Ma pallida è, in fondo,
tutta la pellicola.
Nel 1967,
Richard Brooks realizzò una versione cinematografica del romanzo
di Capote, che ottenne quattro nomination all'Oscar. Il film
di Miller ne ha ottenute cinque. Troppa grazia.
Percorsi
tematici
Infamous
- Una pessima reputazione - di Douglas McGrath; con Toby Jones.
Titolo:
Truman Capote: a sangue freddo (Capote)
Regia:
Bennett Miller
Sceneggiatura:
Dan Futterman
Fotografia:
Adam Kimmel
Interpreti:
Philip Seymour Hoffman, Catherine Keener, Clifton Collins Jr, Chris
Cooper, Bruce Greenwood, Bob Balaban, Amy Ryan, Mark Pellegrino, Allie
Mickelson, Marshall Bell, Araby Lockhart, Robert Huculak, R.D. Reid,
Rob McLaughlin, Harry Nelken, Kerr Hewitt, John Maclaren, Jeremy Dangerfield,
Kwesi Ameyaw, Jim Shepard, John B. Destry, C. Ernst Harth
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
1h. 53'
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