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"Captain America: Civil War" dei fratelli Russo

4 maggio 2016 Recensioni 6 Commenti
Captain America: Civil War

Walt Disney, 4 Maggio 2016 – Insignificante

Nel tentativo di impedire a un gruppo di terroristi di rubare un’arma biologica, gli Avengers provocano involontariamente la morte di numerosi civili. Le Nazioni Unite propongono così un accordo internazionale che vincoli le loro azioni all’approvazione del Consiglio di Sicurezza. Iron Man è propenso ad accettare, Capitan America no…


Jeremy Renner, Elizabeth Olsen e Chris Evans in Captain America: Civil WarPiù un film degli Avengers che non di Capitan America, Civil War appare a conti fatti come la più grande sequenza di raccordo della storia del cinema. E’ difficile definire in altro modo una pellicola che inizia in media res e non arriva a una conclusione vera e propria, limitandosi a proporre una tregua nella guerra civile che mette i Vendicatori gli uni contro gli altri per trascinare l’Universo Cinematografico Marvel nela sua terza fase evolutiva.

Robert Downey Jr e Sebastian Stan in una scena di Captain America: Civil WarCircondato dalla grande attesa dei fan sia per l’importanza che l’omonimo fumetto del 2006 ha avuto nell’evoluzione recente dell’universo disegnato sia soprattutto per l’esordio dell’Uomo Ragno in un film interamente Marvel, Civil War è pretestuoso nel modo in cui oppone tra loro gli eroi (conservando comunque la buona idea del fumetto di rendere Capitan America un fuorilegge) e interessato solamente a botte ed esplosioni rispetto alla costruzione vera e propria dei personaggi.

Chadwick Boseman in Captain America: Civil WarVero che c’era poco da aggiungere agli eroi cardine dei Vendicatori cinematografici, ma c’è ancora moltissimo da dire sugli ultimi arrivati. In particolare il personaggio di Pantera Nera, che potenzialmente è il più interessante del lotto (e quello interpretato qui dall’attore migliore), è praticamente inesistente. Non è un caso che chi più colpisce è proprio l’Uomo Ragno, l’unico che sfrutta al massimo l’ormai tipica ironia dei film Marvel. Perché purtroppo Civil War è tutto qui: scazzottate e battutine. Come quasi tutti gli altri film Marvel, ma in salsa decisamente più blanda che in altre occasioni.


La locandina di Captain America: Civil WarTitolo: Captain America: Civil War (Id.)
Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely
Fotografia: Trent Opaloch
Interpreti: Chris Evans, Robert Downey Jr, Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Anthony Mackie, Don Cheadle, Jeremy Renner, Chadwick Boseman, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Daniel Brühl, Paul Rudd, Emily VanCamp, Tom Holland, Frank Grillo, Marisa Tomei, John Kani
Nazionalità: USA, 2016
Durata: 2h. 27′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Mario scrive:

    Alberto questa volta concordo con te…anche perche’ forse ti sei informato meglio prima di vedere il film ricordo ancora le tre assurdita’ che avevi detto riguardo BvS
    1 Batman in continuity con quello di Nolan
    2 Terrio che riscrive solo le parti di Batman
    3 Suicide squad pessimo
    Inutile stare qui a risottolineare che 1 il Batman di Snyder non e’ assolutamente in continuity con quello Nolaniano…e questo e’ stato ampiamente chiarito da Snyder da Roven da Warner Bros e perfino da Nolan il Batman di Affleck vive in un mondo popolato da metaumani e freak quello di Nolan no.

    2 nom esistono voci che parlano del malcontento verso suicide squad

    3 Terrio ha messo mano alla sceneggiatura completa di BvS non solo delle parti riguardanti Batman

    In piu’ ti consiglierei di leggere piu’ fumetti e conoscere meglio la mitologia di tale genere altrimenti meglio che recensisci solo film non supereroistici.

  2. Mario scrive:

    Ah dimenticavo, dato che le corbellerie che avevi detto erano tante… Wayne Manor(villa Wayne) non si vede solo in sequenze oniriche ma si vede sia nella scena dove Bruce e Alfred discutono sul retaggio dei Wayne (“siamo cacciatori”) sia prima quando si comprende che la casa sul lago dove Bruce ora viva in realta’ e’ posta alle spalle di Wayne Manor ridotto a mero rudere decadente.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Bene, Mario: da adesso i tuoi commenti entrano automaticamente in moderazione vista la tua maleducazione persistente. Ci sforzeremo di fare a meno dei tuoi contributi, in futuro. Mi fa comunque ridere che tu mi dica di leggere più fumetti, visto che io sono pagato per fare proprio il traduttore di fumetti…

  4. Federico scrive:

    Sarò sincero, inizialmente sono rimasto perplesso leggendo la recensione e speravo che il film mi avrebbe fatto ricredere, insomma avevo fiducia nei Russo e in Feige.
    A film visto non posso che concordare con te, per non dire che trasformerei il giallo in un rosso.
    SPOILER da qui in giù







    Miliardi di temi solo accennati, sequenze splendide come quella dell’aeroporto inserite senza un minimo di contestualizzazione, il “Captain America” del titolo, con tutta la magagna del Soldato d’Inverno, confermato come solo una zavorra… Qualunque scena in solitaria tra Wanda e Visione, ad esempio, cozza terribilmente con l’idea che i protagonisti siano Steve e Bucky, perchè davvero l’idea degli Accordi non c’entra nulla con la trama portata avanti da Zemo. Il conflitto generato dalla discordia legale è quasi giocoso, mentre il finale… Se Zemo avesse inviato quel video per e-mail a Tony avrebbe ottenuto lo stesso risultato, e il film sarebbe magari cominciato da lì invece che finirci. In questo modo ho visto gli Accordi seminare zizzania, Tony e Cap risolvere la zizzania senza problemi e poi questa rinascere da una fonte completamente diversa, che con tutto il discorso del conflitto nella figura del supereroe non ha nulla a che fare. In un certo senso è come se la campagna marketing del film fosse andata avanti per i 3/4 del film stesso, di cui poi ci è rimasto solo il finale, e i contrasti nati da ciò si vedono. La rabbia di Tony contro Bucky, ad esempio: nel fumetto la sua è una rabbia adulta, maturata nel dissapore politico con Rogers. Qui è quella di un bambino che esplode d’ira prima di scoppiare a piangere, perchè a quel punto è chiarissimo che la colpa NON è di Bucky, nè di Steve: si tratta semplicemente della rabbia, diretta contro se stesso, di un uomo rimasto senza nessuno al mondo, cosa esplorata solo a frammenti infinitesimali nel resto del film.
    Cosa più grave, per finire, Steve Rogers non compie nessun viaggio attraverso il film, nonostante ne dovesse essere il protagonista. La rinuncia allo scudo arriva come un fulmine a ciel sereno, quando in tutto il film si sono di fatto esplorati solo gli altri personaggi. E il protagonista, di fatto, è Tony.

  5. Luigi scrive:

    Il 3d merita oppure consigliate la versione normale,(devo a cora vederlo).Grazie

  6. Alberto Cassani scrive:

    Se devi vederlo in una sala con gli occhialini usa e getta, allora meglio il 2D. Il 3D attivo magari aggiunge qualcosa di più, ma in generale non c’è nessuna scena costruita apposta per la terza dimensione,

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