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"Casanova" di Lasse Hallström

16 febbraio 2006 Recensioni 0 Commenti
Tiziana Cappellini, 19 Febbraio 2006: Gradevole
Buena Vista, 13 Gennaio 2006

Il giovane Giacomo Casanova è costretto a sposarsi e cambiare vita per salvarsi dall’Inquisizione. La sua fama di grande seduttore è già una leggenda, eppure una sua concittadina riuscirà, involontariamente, a fargli davvero cambiare filosofia di vita e, forse, il suo destino…


Prendendo spunto da un reale episodio della vita di Giacomo Casanova, il film di Lasse Hallström assume poi una piega romanzesca – aspetto che non è certo mancato alla vita comunque avventurosa del leggendario libertino – che regala un inedito Casanova impegnato a conquistare il cuore di una donna, l’unica che, peraltro, gli sfugge quando tutte le altre giovani veneziane, conventi interi compresi, spasimano apertamente per lui. Un Casanova inedito, dunque, perfino geloso, ma non per questo stucchevole.
In realtà, è il protagonista di un film ben concepito e ben fatto, dal buon ritmo, dalle ricostruzioni realistiche (c’è perfino un’ispezione presso l’antica Punta della Dogana di Venezia), sontuoso nella scenografia, e che conduce lo spettatore sia nei saloni di Palazzo Ducale che nei meandri più angusti della città lagunare. Inoltre, il film regala suggestive panoramiche di Venezia, e non risparmia neppure scene spettacolari, come lo è la sequenza della mongolfiera sul Canal Grande. Tuttavia, il vero omaggio del regista a Venezia è dato dalla presenza dei moduli della Commedia dell’Arte, con la quale si può leggere in filigrana l’intera sceneggiatura: i vorticosi scambi di identità, le peripezie degli innamorati, il servitore complice, senza contare un brillante senso dell’umorismo che serpeggia dall’inizio alla fine del film; anzi: alla fine, diventa ancora più scoppiettante.

Eppure, dietro tutti questi pizzi e merletti – e dietro alla trama di commedia anche sentimentale – si nascondono risvolti ambiziosi: citazioni scespiriane (Francesca nelle vesti dell’avvocato ricorda inevitabilmente Porzia de Il Mercante di Venezia) e trattazioni, seppure velate, di argomenti seri quali l’esclusione delle donne dalle Università, il loro ruolo nella società dell’epoca, e perfino l’eresia. Inoltre, il film mostra come Venezia, per quanto fosse una città tollerante (e questa tolleranza è simboleggiata qui dal bonario personaggio del Doge), dovesse comunque poi fare i conti con l’ingombrante presenza dell’Inquisizione, presenza che si mescolava all’apparente spensieratezza del Carnevale. E il film non si esime dall’evidenziare anche l’ipocrisia del sistema stesso dell’Inquisizione: si vuole giustiziare un giovane libertino perché ha una relazione con una novizia ma il Cardinale può permettersi non solo di avere un’amante, ma di scegliersela appunto fra le giovani novizie, perché – e il regista rincara qui la dose – «Noi siamo la Chiesa cristiana, e la Chiesa cristiana può fare ciò che vuole».

Rocambolesco e di cappa e spada come questo film deve giustamente essere, il finale regala addirittura un colpo di scena nel colpo di scena, contribuendo a rendere il ritmo dell’azione ancora più serrato, fino a sciogliere tutti i nodi di una trama ben movimentata.

Casanova non delude le aspettative, ma diverte e convince (aiutato anche dai reali scenari veneziani), specie nell’offrire un protagonista non troppo scontato, ma facendolo agire in una trama per lui inconsueta, dalla quale esce comunque affascinante e vincente, perfino contro l’Inquisizione stessa. Imperdibile Jeremy Irons nell’impeccabile quanto gustosa interpretazione della parodia del Vescovo Inquisitore.


Titolo: Casanova
Regia: Lasse Hallström
Sceneggiatura: Michael Cristofer, Jeffrey Hatcher, Kimberly Simi, Tom Stoppard
Fotografia: Oliver Stapleton
Interpreti: Heath Ledger, Jeremy Irons, Sienna Miller, Lena Olin, Oliver Platt, Andrea Osvárt, Lauren Cohan, Charlie Cox, Natalie Dormer, Stephen Greif, Tommy Körberg, Ben Moon
Nazionalità: USA, 2005
Durata: 1h. 48′


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