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"Doom" di Andrzej Bartkowiak

2 marzo 2006 Recensioni 0 Commenti
CineFile

Uip, 17 Marzo 2006 – Inutile

Un gruppo speciale dei marine viene inviato su Marte dopo aver ricevuto l’SOS di una base scientifica terrestre installata sul pianeta. Quella che sembrava una missione di soccorso si trasforma ben presto in una battaglia contro delle forze oscure e misteriose…


Dwayne "The Rock" Johnson e Karl UrbanQuanto male sta facendo il cinema al mondo dei videogiochi? Parecchio, a giudicare dalle oscene trasposizioni filmiche di titoli di successo. Certo, Uwe Boll e la sua brillante produzione sono oramai oggetto di culto, ma stavolta l’erede designato di Ed Wood nel ruolo di peggior regista dell’universo non c’entra. Dietro a Doom ci sono, anzi, persone rispettabili: un acclamato direttore della fotografia ora passato alla regia, Andrzej Bartkowiak; “The Rock”, nuova icona del pop-corn movie ed erede più talentoso degli obsoleti Steven Seagal e Jean-Claude Van Damme; due attori di discreta caratura come Karl Urban (Il Signore degli Anelli) e la bella e particolare Rosamunde Pike (007 – La morte può attendere). Eppure, anche stavolta, ci tocca stilare un referto tragico. Doom, infatti, oltre ad essere una trasposizione ludica non del tutto riuscita, altro non è se non un mediocre e ordinario action-movie, privo del fascino del videogioco originale, che non offre al pubblico nessun plus se non quello di una licenza altisonante, qui francamente buttata alle ortiche alla bell’e meglio.

Una scenaFracassone e noioso, Doom è, paradossalmente, un action-movie senza azione, durante il quale i protagonisti biascicano scemenze per lunghi e interminabili minuti ed il pathos è ridotto ai minimi termini a causa di una sceneggiatura che elimina alla radice il concetto stesso di suspense. Tutto è prevedibile, tutti coloro che devono morire.muoiono e l’happy ending finale appare scontato, banalissimo e giunge dopo novanta minuti soporiferi.

Una scenaPurtroppo Bartkowiak si ricorda del gioco che ispira il film solo ad una manciata di minuti dalla fine, quando propone ai pochi spettatori non ancora caduti tra le braccia di Morfeo l’unica sequenza degna di nota di tutta la pellicola, che permette di vivere sullo schermo le atmosfere del gioco: visuale in prima persona, movimenti di macchina che richiamano quelli che i giocatori effettuano con la combo mouse/tastiera, strafe laterali, carneficina di nemici “storici” e conosciuti (però mancano i Cacodemoni, ed è un’assenza notevole), location coerenti col contesto. Insomma, tutto quello che avrebbe potuto essere Doom è concentrato in cinque minuti d’orologio che, inevitabilmente, lasciano l’amaro in bocca e un desiderio represso di “more of the same”.

Rosamud PikeUn’occasione sprecata, quindi, e un film che appare un grigio clone di tante altre pellicole di stampo fantascientifico con i marine alle prese con mutazioni genetiche, zombi e mostri di varia foggia e natura. Ora, dopo un’ecatombe cine-video-ludica senza precedenti, resta solo Silent Hill a mantenere vive le speranze degli appassionati. Tra qualche mese sapremo se anche l’ultima cartuccia in canna ha mancato il bersaglio o meno…


La locandina statunitenseTitolo: Doom (id.)
Regia: Andrzej Bartkowiak
Sceneggiatura: Dave Callaham, Wesley Strick
Fotografia: Tony Pierce-Roberts
Interpreti: Dwayne “The Rock” Johnson, Karl Urban, Rosamund Pike, Deobia Oparei, Ben Daniels, Razaaq Adoti, Richard Brake, Al Weaver, Dexter Fletcher, Brian Steele, Yao Chin, Robert Russell, Daniel York, Sara Houghton, Doug Jones
Nazionalità: USA, 2005
Durata: 1h. 40′


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