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Easy Rider - Libertà e paura di Dennis Hopper

28 novembre 2017 Recensioni 0 Commenti
Easy Rider

CEIAD, 28 Febbraio 1970 – Drogato

Due ragazzi si mettono in viaggio, a bordo delle loro motociclette nuove, per attraversare l’America e arrivare a New Orleans per partecipare al Carnevale. Lungo la strada, vivranno alcune avventure e faranno diversi incontri, fino a quando attireranno le attenzioni di un gruppo di persone…


Quello che Dennis Hopper portava al cinema nel 1969 era uno spietato ritratto dell’America di allora, forse non troppo diversa dall’America di oggi. Easy Rider è un film fatto di contrapposizioni: ci sono i giovani e i vecchi. I primi sono drogati o alcolizzati, portano i capelli lunghi, vivono in comunità al di fuori delle regole tradizionali; i secondi non li capiscono e tentano di imporre le loro regole. Ma i “buoni” sono i primi, o perlomeno è per loro che si parteggia: fanno amicizia facilmente e vivono la loro vita senza infastidire nessuno, mentre i secondi hanno il fucile a portata di mano e la violenza (verbale e fisica) facile.

Easy Rider, più che un film sul viaggio, è un film sulla fuga: da un tipo di vita con le motociclette e da se stessi con sostanze stupefacenti (che siano le droghe di Wyatt o Billy o l’alcol di George poco importa). I protagonisti inseguono una libertà di cui parlano spesso (il discorso sulla “vera libertà” tenuto da Jack Nicholson è bellissimo), e che incarnano in modo quasi sfacciato e provocatorio. La reazione di chi quel tipo di libertà non la può (o vuole) capire, non può che essere violenta: la bellissima scena del trio che entra nel ristorante e provoca reazioni opposte tra gli uomini seduti ai tavoli e le ragazze (loro figlie?) è una sintesi perfetta del messaggio che il film vuole veicolare. Il film di Hopper è un inno alla libertà e alla gioventù senza regole, spudorato e anarchico, ma è anche un inno alla bellezza e alla sperimentazione.

La voglia di libertà non è solo instillata nei protagonisti dalla sceneggiatura, ma la si sente anche addosso all’Hopper regista, che gira in modo apparentemente dilettantesco mettendo in scena in modo rigoroso solo le rare scene di sosta, mentre le lunghe sequenze di viaggio sono un montaggio molto libero di immagini e musica (passata alla storia) con gli stacchi tra una sequenza e l’altra montati in modo del tutto originale. Ma è con la scena “sotto acido” nel prefinale, che Hopper raggiunge la vetta estetica e registica del film consegnandolo – anche sotto questo punto di vista – alla storia. Ancora una volta non c’è critica morale nell’uso degli stupefacenti: anzi, l’Hopper regista, attore e sceneggiatore si fonde in un’unica figura che riprende, interpreta e in qualche modo “vive” l’esperienza dell’acido e la trasmette allo spettatore attraverso l’arte del cinema. Se Hopper è il vertice dell’identificazione tra l’interprete e il personaggio, lo stesso si può dire degli altri due protagonisti principali: Peter Fonda e Jack Nicholson, che offrono prove altissime, anche se naturalmente Nicholson spicca per la caratterizzazione del suo personaggio (oltre ad avere il già citato, splendido, monologo sulla libertà) che portò a casa una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista.

Dopo quasi cinquant’anni dall’uscita, Easy Rider non ha perso nulla della sua deflagrante potenza: il suo discorso sulla libertà, sui giovani e sulla società è ancora (tragicamente) attuale e la sua realizzazione tecnica è ancora oggi destabilizzante. Quel “Born to be wild” gridato sui titoli di testa, pochi minuti dopo aver gettato in terra l’orologio d’oro, ben riassume quello che Dennis Hopper voleva comunicare. Anche per questo, è senza ombra di dubbio il film di riferimento per chiunque voglia girare un road movie, soprattutto per le lunghe parti dedicate ai panorami dell’America accompagnate dalla musica. Easy Rider è ancora oggi non solo un grande film, ma un vero e proprio manifesto di uno stile di vita e di quel (sano) desiderio di ribellione che i giovani hanno e che troppo spesso viene stroncato.


La locandina di Easy Rider - Libertà e pauraTitolo: Easy Rider – Libertà e paura (Easy Rider)
Regia: Dennis Hopper
Sceneggiatura: Peter Fonda, Dennis Hopper, Terry Southern
Fotografia: László Kovács
Interpreti: Peter Fonda, Dennis Hopper, Jack Nicholson, Antonio Mendoza, Phil Spector, Luana Anders, Sabrina Scharf, Sandy Wyeth, Robert Walker, Toni Basil, Karen Black, Lea Marmer, Mac Mashourian, Warren Finnerty, Tita Colorado, Luke Askew, Keith Green, Arnold Hess Jr
Nazionalità: USA, 1969
Durata: 1h. 35′


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