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"Un matrimonio all'inglese" di Stephan Elliott

28 ottobre 2008 Recensioni 1 Commento
CineFile

Eagle Pictures, 9 Gennaio 2009 – Frizzante

La famiglia Whittaker, irreprensibile e rispettata, è scossa da una notizia: il giovane John si è sposato con una pilota di automobili, Larita, e sta per arrivare a casa. La madre però non è affatto d’accordo e farà di tutto per togliere di torno l’usurpatrice della felicità del figlio…


Jessica Biel con Ben Barnes sullo sfondo in una scena di Un matrimonio all'ingleseRitorna un marchio glorioso nella storia del cinema inglese, una casa di produzione che ha segnato la storia della commedia portando ventate di macabro e nero in un modo omologo in qualche modo dei telefoni bianchi: parliamo della Ealing, che dopo aver trionfato dagli anni 40 ai 60 era rimasta sonnolenta a sfornare film di ripiego e che invece, grazie alla collaborazione con la BBC, torna alla ribalta nella commedia britannica di serie A, mettendo da parte magari i toni black e sfornando un film divertente e perfettamente leggero come questo di Stephan Elliott.

Kimberley Nixon, Kristin Scott Thomas e Katherine Parkinson in Un matrimonio all'ingleseLa famiglia Whittaker, irreprensibile e rispettata, è scossa da una notizia: il giovane John si è sposato improvvisamente con una pilota di automobili, Larita, e sta per arrivare a casa. La madre però non è affatto d’accordo e farà di tutto per togliere di torno l’usurpatrice della felicità del figlio.

Scritta dal regista con Sheridan Jobbins, da una pièce di Noel Coward (già portata sullo schermo in un muto di Hitchcock), una commedia tipicamente inglese, una specie di Quel mostro di suocera scritto meglio, colmo di arguzie e battute come aforismi che affronta non pochi temi anche morali dandogli il giusto valore soprattutto nella seconda parte.

Jessica Biel e Ben Barnes in Un matrimonio all'ingleseAmbientato nella campagna inglese degli anni ’30, il film è soprattutto una guerra familiare e culturale, che riflette sulle differenze sociali e identitarie delle due donne (una statunitense e l’altra inglese) e sull’estraneità come elemento cardine della famiglia: in questo il trattamento è gustosamente anticonformista nella descrizione della famiglia modello, quella che segue codici e regole sociali, come gabbia, come incubo sorridente, luogo nel quale si scontrano persone infelici perché insincere con se stesse (l’inetto John) e persone felici, perché libere e piene di voglia di vivere (oltre a Larita, anche l’irresistibile Mr. Whittaker).

Colin Firth in Un matrimonio all'ingleseSenza consolazioni moralistiche o facili scappatoie, Elliott racconta questo incubo patriarcale travestito da girandola umoristica col tono frizzante e il ritmo arioso della commedia inglese figlia di Wilde, che nella prima parte cade un po’ nel meccanico per l’ostentata ricerca della battuta, ma decolla e prende quota con una seconda parte in cui, oltre alla consistenza del racconto, si ravvivano anche i personaggi e i temi. La sceneggiatura è l’asse portante del film e lo condiziona nell’adesione al testo teatrale e alla staticità con cui gestisce i personaggi e l’intreccio, prima di dargli forza grazie al gioco tra personaggi. Elliott cerca il più possibile di evitare le secche del teatro filmato e ci riesce, con una regia fresca, piena di trovate grafiche, inganni visivi e ricercatezze stilistiche, oltre a un ritmo frenetico, che sa calibrarsi alla perfezione.

Colin Firth e Ben Barnes in Un matrimonio all'ingleseCome in questi casi, il cast fa molto per la riuscita, e in un gruppo di attori notevoli come Colin Firth o Kristin Scott Thomas (tra i quali fa penosa macchia Ben Barnes), la vera sorpresa è che Jessica Biel riesca a tenere loro testa. Cinema leggero, costruito con cura, lieve con intelligenza, che ha un non so che di preordinato e insincero, ma che sa donare allo spettatore il giusto ventaglio di allegria, che gli fa spazzare via i difetti.


La locandina di Un matrimonio all'ingleseTitolo: Un matrimonio all’inglese (Easy Virtue)
Regia: Stephan Elliott
Sceneggiatura: Stephan Elliott, Sheridan Jobbins
Fotografia: Martin Kenzie
Interpreti: Jessica Biel, Ben Barnes, Kristin Scott Thomas, Colin Firth, Kimberley Nixon, Katherine Parkinson, Kris Marshall, Christian Brassington, Charlotte Riley, Jim McManus, Pip Torrens, Georgie Glen, Laurence Richardson
Nazionalità: Regno Unito, 2008
Durata: 1h. 33′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Donato scrive:

    Gran bel film. Non apprezzavo tanto una commedia inglese dai tempi di “Quattro matrimoni e un funerale” e “Full Monty”.

    Tra i punti di forza del film si possono citare l’ottima ambientazione d’epoca, le eccellenti interpretazioni dei protagonisti, gli strepitosi dialoghi al veleno ed alcune sequenze davvero esilaranti (come ad esempio la scena del can-can e l’incidente del cane).

    Lo considero una piccola perla da affiancare, come giustamente inserito nei percorsi tematici, a “Gosford Park” di Robert Altman, film quest’ultimo, che pur non essendo una commedia, ha diversi punti di analogia (ambientazione e dialoghi al vetriolo) con questa pellicola.

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