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"Eragon" di Stefen Fangmeier

19 dicembre 2006 Recensioni 8 Commenti
Eragon

20th Century Fox, 22 Dicembre 2006 – Maldestro

Eragon è un giovane e intraprendente ragazzo che trova un uovo di drago appartenente al perfido Re di Algaesia, Galbatorix, scoprendo così di essere l’ultimo cavaliere di draghi esistente. Assieme col maestro Brom, cominceranno la lunga lotta per la maledizione del regno…


Una scenaE’ un’onda lunga, che è partita dai fumetti e dai giochi di ruolo, si è appropriata della letteratura da best seller ed ora è pronta ad invadere le sale cinematografiche: il fantasy e il suo fiammeggiante immaginario fatto di cavalieri, magie e draghi mistici, si sta preparando alla definitiva conquista del mondo. Peccato che questo film, tratto dal romanzo omonimo di Christopher Paolini (un fortunatissimo adolescente, all’epoca della prima uscita), non sappia dare fiato alle trombe del genere ancora da suonare al cinema, che dopo le glorie de Il Signore degli Anelli è ancora alla ricerca di un degno erede.

Ed Speelers e Jeremy IronsUn’avventura fantastica diretta dall’esordiente Stefen Fangmeier (curatore di effetti speciali) che è, ovviamente, anche un romanzo di formazione, per un adattamento attesissimo dai milioni di fan mondiali ma che probabilmente li lascerà delusi per la mancanza di vera avventura e magia, non riuscendo ad appassionare come vorrebbe e potrebbe.

Scritto da Peter Buchman, il film vorrebbe essere una saga epica prolungata nel tempo (sta per uscire il terzo capitolo letterario) che sfrutta i topoi della letteratura del genere, dal giovane apprendista che apprende da un maestro vecchio, stanco e saggio, al regno dominato da un cattivo, dal popolo che aspetta l’avvento del salvatore (soprattutto la bella guerriera di turno) all’aiuto magico di arti o creature. Tutte cose già sentite, di solito in meglio.

John Malkovich e Robert CarlyleMa sarebbe un problema tutto sommato secondario, in un genere codificato come questo, se Fangmeier non sprecasse tutto il potenziale narrativo e cinematografico della storia: il suo film, per colpa sua, non vive, non respira, non si anima mai, restando tutto sulla carta e trasformando dei personaggi anche affascinanti in figurine. Soprattutto, è imperdonabile l’aver reso un rapporto così bello e toccante come quello tra Eragon e il drago Saphira (si sentono attraverso i pensieri e in uno sta la vita e la magia dell’altro), una via di mezzo tra un legame animale-padrone e una coppietta di vezzosi sposini.

Sienna GuilloryPer il resto la ricca ed elaborata produzione (belle scenografie di Wolf Kroeger, buona la fotografia di Hugh Johnson, gli effetti speciali, assieme con costumi e montaggio) può renderlo piacevole e passabile, specie a chi non chiede troppo, ma non può far volare un film in cui la sceneggiatura naviga a vista nel mare del déjà-vu senza dare un’aura mitologica alla storia, e la regia non si apre mai ad un vero respiro epico, non diventa mai puro cinema “stregato”, relegandosi a qualche scena d’azione, a una battaglia poco appassionante (apice di un climax un po’ fiacco) e ad una mistica facile, buona per il mercato, più che per l’emozione.

Una scenaAltalenanti le prove degli attori: inespressivo il protagonista Ed Speelers, stoico Jeremy Irons nel recitare dialoghi non proprio scespiriani, un po’ sprecati John Malkovich e Sienna Guillory (che ha fascino degno di ben altro). Ottimi Robert Carlyle nel ruolo dello spettro Durza e il cameo di Joss Stone in quello della maga Angela, che vorremmo vedere più spesso sullo schermo.

In definitiva non un film brutto ma asfittico, poco emozionante, cui l’edizione italiana – quasi in un harakiri filmico – ha voluto sostituire per il drago la suadente voce originale di Rachel Weisz con quella meno graziosa e più incerta di Ilaria D’Amico.


La locandinaTitolo: Eragon (Id.)
Regia: Stefen Fangmeier
Sceneggiatura: Peter Buchman
Fotografia: Hugh Johnson
Interpreti: Ed Speelers, Jeremy Irons, Sienna Guillory, Robert Carlyle, John Malkovich, Garrett Hedlund, Alun Armstrong, Chris Evans, Gary Lewis, Djimon Hounsou, Ilaria D’Amico, Richard Rifkin, Steve Spiers, Joss Stone, Tamàs Deàk
Nazionalità: USA, 2006
Durata: 1h. 40′


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Attualmente ci sono 8 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Inutile filmettino quasi da film tv della Domenica pomeriggio.
    Il soggetto era anche interessante anche se gia visto, purtroppo non è stato sfruttato a dovere e ne è venuto fuori un superficiale film fantasy che non riesce minimamente ad appassionare.
    Belle le scenografie ma dopo un pò che ci vengono mostrati sempre gli stessi campi e gli stessi sfondi stanca, come se il regista ci dicesse “Ehi visto che bei paesaggi vi faccio vedere?”
    Effetti della Weta buoni ma nulla di sensazionale.
    Regia e montaggio pessimi. Anzi no. Da film della Domenica pomeriggio. Che per il cinema sono pessimi.
    Attori senz’anima.
    Grasse risate alla voce della D’Amico.
    Il finale fa intendere un sequel, Albe ne sai qualcosa?

  2. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Si dovrebbe fare eldest

  3. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Comunque eragon non è un brutto film.
    Non accetto il paragone con il signore degli anelli con cui tanto l’hanno affiancato.

  4. Marco scrive:

    Per non parlare dei vari “bloopers”! Vi rimando alla pagina di Wikipedia sul film. Due li ho anche notati di persona.

  5. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Comunque, a Marco:
    Riguardo il sequel.
    io ho letto eldest che sarebbe il secondo capitolo e ti volevo dire che è un libro da cui sarebbe difficile trarre una trasposizione cinematografica.
    Poi sono passati quasi 4 anni da quando è uscito eragon quindi le speranze di un sequel vanno a farsi benedire.

  6. Marco scrive:

    Si infatti Riccardo l’ho pensato anchio.
    Il film è costato 100 milioni e in tutto il mondo ha guadagnato “solo” 248 milioni. Forse i produttori non se la sentono di rischiare col secondo capitolo, anche perchè le critiche sono state terribili con questo film.

  7. Alessandro scrive:

    Giusta la recensione, va specificato che è praticamente frettoloso, e che quindi tutto è sfuggente e piatto. Poche emozioni ed errori che non si possono far passare! Se mettiamo a confronto il film con il libro ce ne sarebbero da dire, tra differenze e soprattutto incongruenze il film non rende giustizia alla carta stampata. Buoni gli effetti speciali che possono essere definiti ottimi nella creazione del drago e nello scontro finale tra Eragon e Durza, scenografie e fotografia ottimi! Musiche passibili !
    In definitiva un film che si lascia vedere senza troppe pretese, con un ritmo scorrevole e forse un po’ troppo e che quindi non cattura la grande essenza del libro da cui è tratto!

  8. Alberto Cassani scrive:

    Comunque la cosa peggiore è forse il doppiaggio del drago fatto da Ilaria D’Amico, uno dei più agghiaccianti della storia del cinema.

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