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"Garfield" di Peter Hewitt

5 agosto 2004 Recensioni 0 Commenti
Garfield

20th Century Fox, 24 Settembre 2004 – Noioso

Garfield è un gatto grasso e pigro, amante delle lasagne e con un curioso senso dell’umorismo. Il suo proprietario è innamorato della veterinaria Liz, così Garfield è costretto a farsi visitare spesso. Un giorno, Liz chiede a Jon di prendere in casa un cane rimasto senza padrone, e Garfield non ci vede più dalla rabbia…


GarfieldSi calcola che le strisce di Garfield abbiano raccolto in 25 anni di carriera all’incirca 260 milioni di lettori in giro per il mondo. Ci pensate a quanti soldi farebbe la 20th Century Fox se tutti gli amanti di questo fumetto andassero a vedere il film? Incidentalmente, però, il cinema non è una scienza esatta e certi calcoli sarebbe meglio non tenerli troppo in considerazione quando si decide quali film produrre e quali progetti invece scartare. In particolare, quando si trasporta una storia o un personaggio da un medium ad un altro è molto difficile capire quale sarà la percentuale di fan che andranno persi e quanti saranno invece i fruitori che si avvicineranno al prodotto solo nella sua nuova versione. Generalmente, comunque, possiamo dire che questa percentuale è in qualche modo collegata alla riuscita artistica del prodotto. Costato 50 milioni di dollari, Garfield ne ha incassati poco più di 75 in tre mesi di programmazione nei cinema statunitensi. All’estero le cose non sono andate molto meglio, segno che probabilmente qualcosa non è andato per il meglio nella trasposizione filmica delle strip di Jim Davis.

Garfield e Odie«Odio il lunedì!» E’ così che inizia, in maniera molto garfieldesca, il film diretto da Peter Hewitt. E fino a quando la sceneggiatura di Cohen e Sokolov – che già scrissero il primo episodio di Toy Story – rimane fedele all’impostazione delle strisce lo spettacolo è di buon livello, con sequenze brevi e battute fulminanti. Sfortunatamente, tutto questo dura sì e no dieci minuti. Nel momento in cui entra in scena Odie, la narrazione si fa più continua e la pellicola perde di brillantezza e – soprattutto – di senso. Così, nel giro di mezz’ora la noia è già abbondantemente oltre il livello di guardia. Tutto questo è colpa soprattutto della mancanza di coraggio dei produttori, che non se la sono sentita di realizzare una pellicola in cui il protagonista – il più grande fannullone della storia del fumetto – per un’ora e venti non fa niente se non mangiare e dormire. Condendo poi lo script di buoni sentimenti e un pizzico di retorica, ecco che il gioco è rovinato del tutto…

Breckin Meyer, Odie e Jennifer Love Hewitt con Garfiled passeggero clandestinoInteramente disegnato al computer, come già fu per Scooby-Doo, Garfield riesce a riprodurre la simpatia della sua controparte fumettistica almeno dal punto di vista visivo. Il problema è che il gatto animato non è inserito alla perfezione nell’ambiente che lo circonda, ed il fatto che sia l’unico personaggio digitale di tutto il film non sembra una grande idea. In questo modo, infatti, Garfield appare un personaggio fuori dell’ordinario, ma non nel modo corretto… La voce originale di Bill Murray, che certa stampa USA ha ingiustamente definito “svogliato”, e quella italiana di Fiorello non sono – né potrebbero essere, vista la sceneggiatura – in grado di riprodurre sullo schermo il carattere del Garfield di Jim Davis. E certo vedere Breckin Meyer e Jennifer Love Hewitt in due personaggi enormemente diversi da quelli originali non fa altro che aumentare il rimpianto per tutte quelle qualità che il Garfield disegnato ha e che sono andate perse in questa piatta trasposizione filmica.


La locandina di GarfieldTitolo: Garfield – Il film (Garfield)
Regia: Peter Hewitt
Sceneggiatura: Joel Cohen, Alec Sokolow
Fotografia: Dean Cundey
Interpreti: Breckin Meyer, Jennifer Love Hewitt, Fiorello, Stephen Tobolowsky, Evan Arnold, Mark Christopher Lawrence, Vanessa Cristelle, Daamen J. Krall, Rufus Gifford, Randee Reicher, Ryan McKasson, Susan Moore, Eve Brent, Bill Hoag
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 1h. 20′


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