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"Generazione 1000 euro" di Massimo Venier

28 aprile 2009 Recensioni 1 Commento
Annalisa Liberatori, 28 Aprile 2009: Agrodolce
01 Distribution, 24 Aprile 2009

Matteo, 30 anni, divide la casa con il suo migliore amico. L’arrivo in ufficio di una nuova vice direttrice e quello in casa di una nuova coinquilina danno vita ad una serie di peripezie. Con tante novità e grandi scelte da compiere, in poco tempo Matteo cambia completamente la sua vita…


Matteo è un luogo comune, uno stereotipo, simbolo di un’intera generazione: 30 anni, laureato, lavoro precario, lasciato dalla fidanzata, affitto da pagare, coinquilini da sopportare. Una vera e propria esistenza approssimativa, dove sembra impossibile ormai anche sognare ad occhi aperti, ma ad un tratto, proprio nel momento in cui la sua vita sembra sfuggirgli di mano pare che tutto cominci a risolversi. Da vero “cultore” della matematica qual è, calcola ogni suo gesto o azione, fino a quando le cose cominciano ad andare in tutt’altro verso: bastano un paio di occhi blu, o anche castani, o semplicemente entrambi, a stravolgere completamente i ritmi vitali del nostro protagonista. In una Milano asettica, fatta di uffici grigi e palazzoni minacciosi, Matteo cerca la strada giusta da seguire, trovandosi al classico bivio, promettente speranze in entrambi percorsi, ma scegliendo la via meno ricca di compromessi.

È un film che fa il quadro preciso della generazione di trentenni che ha difficoltà a sopravvivere in una società che tende a schiacciarli, piuttosto che a incoraggiarli: c’è chi, con una laurea in matematica in tasca, si occupa di portacellulari profumati che cambiano colore a seconda delle condizioni atmosferiche; chi affonda nelle pratiche burocratiche infinite per l’insegnamento, malgrado una genuina passione per questa attività; c’è chi fa turni su turni in un cinema d’essai per permettersi di sopravvivere in un appartamento con un buco in mezzo al salotto. L’unico modo per realizzarsi professionalmente è quello di fare le valigie e trovare opportunità altrove, al di fuori di questo nostro paese fatto solo di sogni infranti. Ma noi “bamboccioni” italiani spesso non ne abbiamo il coraggio e preferiamo rimboccarci le maniche e restare tra i nostri simili, piuttosto che risolverci completamente la vita, lasciandoci cambiare nell’anima.

Massimo Venier sa bene tutto questo e ci si diverte un po’ su, facendone una commedia molto intelligente, con diversi spunti di riflessione. Ottimi tutti gli interpreti, merita menzione soprattutto Francesco Mandelli, che con la sua ironia dà un po’ di colore a tutta la storia. Anche la regia è molto gradevole, con una macchina da presa che spesso si cala nei personaggi e li segue, li accompagna, li scruta , li osserva.

È un film ben articolato anche dal punto di vista della sceneggiatura, con una perfetta costruzione ciclica. Infatti il finale sembrerebbe un po’ una replica del principio con il primo piano di Matteo che si sta svegliando, ricco di sogni e di speranze, con il desiderio di un bel bacio di buongiorno dall’amata con cui ama condividere il suo letto, invece la macchina di presa allarga il campo e a fianco a lui non c’è altro che Francesco, suo caro amico, cacciato di stanza dall’altro coinquilino. Di fronte a quel risveglio, ogni buona speranza sembra ormai spegnersi… ma non è proprio così, la vita riserva molte sorprese, a volte anche belle.


Titolo: Generazione 1000 euro
Regia: Massimo Venier
Sceneggiatura: Massimo Venier, Federica Pontremoli
Fotografia: Italo Petriccione
Interpreti: Alessandro Tiberi, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini, Francesco Mandelli, Francesco Brandi, Francesca Inaudi, Paolo Villaggio, Roberto Citran, Lucia Ocone, Natalino Balasso, Steffan Boje, Demian Sabini, Toni Mazzara
Nazionalità: Italia, 2009
Durata: 1h. 41′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Andrea scrive:

    Un “Santa Maradona” girato 10 anni dopo con attori con un quarto del carisma e della bravura dei vari Accorsi (all’epoca sopportabile), De Rienzo e Caprioli. Comunque il film si lascia guardare.

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