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"Gli equilibristi" di Ivano De Matteo

19 novembre 2013 Recensioni 2 Commenti
Gli equilibristi

Medusa, 14 Settembre 2012 – Iperrealista

Una coppia di quarantenni si separa a causa del tradimento di lui, che si trova quindi a doversene andare di casa. Lo stipendio allora non gli basta più e per lui comincia una lenta e drammatica discesa verso la povertà, che lo porterà ad essere sempre più solo e indigente…


Barbora Bobulova e Valerio MastandreaI giornali li chiamano “i nuovi poveri”: persone che magari hanno un lavoro ma una situazione familiare complessa che non permette loro di (soprav)vivere. Giulio è uno di questi: padre di una famiglia benestante, quando la moglie lo costringe ad andarsene di casa deve cominciare a fare i conti con uno stipendio troppo basso e con molti conti da pagare.

Valerio Mastandrea e Rosabell Laurenti SellersLa regia tiene la macchina da presa quasi sempre addosso ai volti dei personaggi (in particolare a Mastandrea, il quale offre una prova ottima che gli ha permesso di vincere un meritato David di Donatello) ma di tanto in tanto si prende la libertà di farla volare, come nella bellissima scena iniziale che mostra il tradimento nell’archivio vuoto, o di giocare con la profondità di campo.

Valerio MastandreaIvano De Matteo mette in scena in modo crudo una storia contemporanea in una Roma anonima e periferica: le vicende narrate sono affogate nella realtà, concrete e verificabili. Ma questa adesione all’oggi porta paradossalmente la sceneggiatura a perdersi e a tralasciare elementi che ne minano la credibilità. I comportamenti di Giulio (il fumo, il viaggiare in macchina…) sono in aperta contraddizione con la sua situazione di estrema povertà. Una famiglia non del tutto ostile è in contrasto con il suo insistito e ricercato isolamento, la sua impossibilità di parlare dei suoi problemi economici non è giustificata dal comportamento degli altri personaggi che si dimostrano invece quasi sempre comprensivi.

Barbora Bobulova e Rosabell Laurenti SellersSeppur con questi difetti, Gli equilibristi è un buon film che riesce a trovare, non senza difficoltà, un preciso ma precario “equilibrio” tra le vicende narrate e il patetismo: riesce a essere drammatico senza essere stucchevole, senza abbandonarsi alla disperazione e senza cercare facili vie di fuga. Un film che riesce a fare della critica sociale senza essere arrabbiato o schierato, senza urlare e senza stereotipi.


La locandinaTitolo: Gli equilibristi
Regia: Ivano De Matteo
Sceneggiatura: Valentina Ferlan, Ivano De Matteo
Fotografia: Vittorio Omodei Zorini
Interpreti: Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Grazia Schiavo, Antonio Gerardi, Antonella Attili, Stefano Masciolini, Giorgio Gobbi, Francesca Antonelli, Damir Todorovic, Lupo De Matteo, Maurizio Casagrande, Rolando Ravello
Nazionalità: Italia, 2012
Durata: 1h. 40′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. skumkyman scrive:

    Premesso ce ancora non l’ho visto e premesso che da quando è uscito vorrei vederlo, a rischio di spoiler chiedo: ‘i comportamenti elencati come incongruenti (fumo,uso dell’auto) potrebbero essere dovuti all’incapacità di noi italiani di svincolarci dagli stereotipi e dalle abitudini che abbiamo”? Inoltre l’introversione non è forse uno dei mali che nel nostro Paese ha indotto molti padri di famiglia al suicidio piuttosto che alla richiesta di aiuti ai vicini o al sindaco (parlo di un caso specifico nelle Marche).
    Forse sono aspetti voluti dalla sceneggiatura?

  2. Francesco scrive:

    Che siano aspetti voluti non lo metto in dubbio, ma sono comunque incongruenti. Stiamo parlando di un quarantenne, probabilmente laureato, sposato, benestante e dipendente del comune di Roma. Che un uomo del genere, in una metropoli come Roma, in cui si presume abbia vissuto gran parte della sua vita, non abbia genitori, amici, parenti di qualsiasi sorta a cui chiedere aiuti (personaggi che nel film non compaiono proprio) è quantomeno inverosimile e anche se si vuole far arrivare la storia ad un certo punto sono comunque elementi che si notano.
    Quando vedrai il film ti renderai conto che chiedere l’aiuto del sindaco non è un’opzione (c’è una scena molto interessante in questo senso), ad esempio.

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