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"Heart of a Dog" di Laurie Anderson

13 settembre 2016 (11 settembre 2015) Recensioni 0 Commenti
Heart of a Dog

Nexo Digital, 13 Settembre 2016 – Riflessivo

Heart of a Dog è un diario audiovisivo dell’autrice Laurie Anderson, che affronta il tema della morte del proprio cane per poi estendere la riflessione ad altre vicende vissute in prima persona…


Non c’è da aspettarsi un film narrativo e dalla grammatica lineare da un’artista la cui carriera ha sempre cercato la contaminazione del mezzo piuttosto che la purezza accademica dei generi. Con Heart of a Dog, primo lungometraggio dell’artista statunitense, lo scopo non è differente e la regista si lascia andare a un flusso di coscienza in prosa e poesia, punteggiato da immagini di repertorio e messa in scena, da musiche composte e improvvisazioni. L’intento è quello di riflettere sul senso della morte, dando alla narrazione un incipit violento, seppur addolcito dai disegni animati della stessa Anderson, e perdersi nella meditazione sul bardo, il periodo che nel Libro Tibetano dei Morti è indicato come necessario all’identità del defunto per lasciare del tutto la vita terrena.

Il suo è un viaggio poetico che passa dal suono e dalla voce prima ancora che dalle immagini, che da sole non bastano al film, anzi costituiscono l’unico elemento che ne mina la forza. La morte del cane è un pretesto, uno dei tre momenti epifanici narrati, a cui si aggiungono la morte della madre e dell’amico Gordon Matta-Clark. Tra questi è impossibile non percepire la presenza del compagno Lou Reed, scomparso nel 2013, il cui volto sfuocato e la voce alla fine della narrazione si fanno fantasmi del passato.

Su tutto svetta la riflessione secondo cui non si può narrare ciò che non si conosce, ma solo l’arte può concedersi questo lusso e addentrarsi nell’immaginazione e nel sentimento, proprio come fa lei da bambina inventando storie o dipingendo il suo cane nel bardo, da adulta. Allo stesso modo si fa narratrice attenta del passato poiché solo la morte dà alla vita la legittimità di essere raccontata, mentre il presente può essere descritto solo dallo sguardo di una telecamera di sorveglianza.

Difficile dare un giudizio univoco a quest’opera. Sicuramente i vari piani del discorso, immagine-musica-narrazione, remano nella stessa direzione, trainati dalla bellissima voce di Anderson. Tuttavia, essendo il mezzo di destinazione il cinema, il cammino trascendentale avrebbe potuto incontrare delle immagini più accattivanti, quel tanto che bastava a far desistere lo spettatore dal godersi lo spettacolo a occhi chiusi, come in ascolto di un audiolibro. La qualità estetica non manca, ma il ritmo visivo sicuramente sì. Nel complesso Heart of a Dog è un’opera interessante che colpisce per la semplicità con cui l’autrice riesce a rendere la profondità dei propri sentimenti.


La locandina di Heart of a DogTitolo: Heart of a Dog (Id.)
Regia: Laurie Anderson
Sceneggiatura:Laurie Anderson
Fotografia: Laurie Anderson, Toshiaki Ozawa, Joshua Zucker Pluda
Interpreti: Laurie Anderson
Nazionalità: USA, 2015
Durata: 1h. 15′


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