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"Hitman - L'assassino" di Xavier Gens

28 novembre 2007 Recensioni 1 Commento
Emanuele Rauco, 28 Novembre 2007: Inerte
20th Century Fox, 7 Dicembre 2007

L’Agente 47 è conosciuto per la precisione infallibile nel lavoro che svolge. Ma neanche 47 può prevedere una ‘componente casuale’ che irrompe nella sua precisissima vita: l’inaspettato risveglio della sua coscienza e le emozioni sconosciute che provoca in lui una misteriosa donna russa…


Abbiamo forse speso troppo tempo a svalutare, minimizzare, ridicolizzare i videogiochi e i film da essi tratti; non solo perché significa sminuire un fenomeno di massa che dovrebbe far riflettere, ma anche perché si chiudono gli occhi sulla stimolante portata culturale di un prodotto che ormai sta scalando vertici di complessità e stratificazione – non solo tecnologica – notevoli. E ormai, la pochezza congenita di questo tipo di cinema, il tipico blockbuster hollywoodiano che ha smesso di affidarsi alla tensione elettrica del racconto per lasciarsi andare a quella elettronica del digitale in post-produzione, ha cominciato a stabilire coi prodotti di partenza un rapporto di inferiorità quasi simile a quello che per anni ha legato cinema e letteratura: come a dire, da un bel gioco non si può fare un bel film. Purtroppo pare vero, come dimostra il film di Xavier Gens.

Scritto da Skip Woods (Codice: Swordfish) a partire dalla popolare serie di videogiochi con lo stesso titolo, un thriller d’azione standard, plastificato al limite della mummificazione, che cerca di rifarsi ai codici del cinema d’azione di Hong Kong come anche allo spettacolo fastoso di certo cinema statunitense ma deve inveceaccontentarsi di essere un semplice, tamarro film di serie B, col torto supremo di prendersi sul serio.

Quasi per intero ambientato in Russia, ovviamente in quei pochi spazi che la malavita ha concesso al lusso e al décor, il film è un ibrido molto deludente tra le notazioni fantascientifiche e quasi cyberpunk di Dark Angel (la serie ideata e prodotta da James Cameron) e tutto l’armamentario ormai abusato del sicario, in cui i tentativi e l’indagine per darsi un volto e un’identità definita – anche e soprattutto dando un volto ai suoi nemici (altra scopiazzatura, dalla saga di Jason Bourne) – cercano di darsi un tono tentando di abbozzare la psicologia del personaggio, i suoi bisogni primari che diventano segni di una personalità in fieri, per la prima volta. Ma per il francese Xavier Gens sono miseri tentativi di dare belletto ad un cadavere, in cui i riferimenti pure espliciti al videogame vengono oscurati e messi da parte, in cui alla suspense e al ritmo si sostituisce la noia, dove l’ostentata mancanza d’ironia rende il tutto ancora più ridicolo (ma i 4 Die Hard non hanno insegnato nulla?).

Intreccio poco vivace, totale mancanza d’aria e respiro cinematografico, qualche dignitosa coreografia o sequenza movimentata sprecata dall’inettitudine del regista, interessanti contributi tecnici degni di miglior causa. Se a questo aggiungiamo che, a differenza dei giochi, qui lo spettatore può solo decidere di andarsene, il quadro è completo.

Non vale ovviamente neanche la pena sottolineare la totale inadeguatezza del cast, che peraltro sembra stato scelto senza alcun criterio particolare, né la forzata ridicolezza delle parentesi amorose ed erotiche (e pensare che Timothy Olyphant sarebbe un buon attore, ma Die Hard non gli ha insegnato nulla?). Resta solo l’ormai acclarata amarezza per la totale svendita dell’immaginario alle esigenze economiche delle multinazionali; non è moralismo, è constatazione critica: non abbiamo problemi a lodare prodotti commerciali e di mero divertimento, qualora non insultino il cervello e soddisfino la pancia (abbiamo già citato Die Hard?). Abbiamo molti più problemi a dichiararci divertiti per un film che non s’impegna nemmeno a copiare, ma dà per scontato il gradimento automatico di spettatori, ormai semplici cani di Pavlov.


Titolo: Hitman – L’assassino (Hitman)
Regia: Xavier Gens
Sceneggiatura: Skip Woods
Fotografia: Laurent Bares
Interpreti: Timothy Olyphant, Dougray Scott, Olga Kurylenko, Robert Knepper, Ulrich Thomsen, Henry Ian Cusick, Michael Offei, Christian Erickson, Eriq Ebouaney, Joe Sheridan, James Faulkner, Jean-Marc Bellu, Nicky Naude, Abdou Sagna
Nazionalità: Francia – USA, 2007
Durata: 1h. 40′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Puah, il film più banale che ho mai visto. e tutto per far vedere qualche schizzo di sangue o una scopata per chi non vuole vedere film pornografici.
    C’è di meglio in giro se si tratta di cyberpunk.

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