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Alberto
Cassani, 30 Maggio 2006: Surreale |
Istituto
Luce
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Il
Principe di Homburg
di Heinrich von Kleist
di Marco Bellocchio
Incapace
di frenare il proprio entusiasmo giovanile durante una battaglia contro
l'esercito svedese, il Principe di Homburg attacca prima del segnale
convenuto, disobbedendo agli ordini e rischiando di trasformare una
vittoria ormai certa in una pesante sconfitta. Il Principe Elettore
di Brandeburgo, contrariato dal comportamento del suo protetto, lo deferisce
alla Corte Marziale facendogli ottenere una condanna a morte. Ma Homburg
è innamorato della nipote dell'Elettore, la bella Natalia, che
ricambia i suoi sentimenti e si prodiga per convincere lo zio a concedergli
la grazia...
Tratto
dalla stessa tragedia che aveva ispirato l'omonima pellicola di Gabriele
Lavia del 1984, "Il Principe di Homburg" è un film
certamente teatrale ma con sprazzi registici assolutamente straordinari.
Sono molti gli elementi che congiurano contro uno spettacolo realmente
cinematografico, ma Bellocchio utilizza ottimamente lo spazio scenico
e riesce a non rendere stucchevoli i dialoghi votati al lirismo che
lui stesso ha scritto, riuscendo così a dare un'anima vera al
suo film. Forse si sarebbe potuto lavorare meglio in fase di montaggio,
perché nella seconda parte la pellicola diventa una lunga sequela
di dialoghi statici e scene madri, ma lo splendido inizio e l'ottimo
confronto tra Homburg e il Principe Elettore quando gli altri Generali
ne chiedono la grazia sono pezzi di gran cinema.
Probabilmente
il film avrebbe meritato un protagonista meno rigido di Andrea Di Stefano,
ma al suo fianco Toni Bertorelli è bravissimo e l'incantevole
Barbora Bobulova se la cava bene recitando
in una lingua che ancora non conosceva. E se alle spoglie scenografie
di Giantito Burchiellaro fanno da contrappunto le belle musiche di Carlo
Crivelli, è comunque al regista Marco Bellocchio che vanno ascritti
tutti i meriti per l'efficacia della pellicola.
Lungo
tutto il film, viene chiesto di continuo al Principe di Homburg se per
caso non sia impazzito, e lui stesso si chiede spesso se sia sveglio
o stia sognando. Non c'è dubbio che il racconto architettato
da Bellocchio possa essere facilmente letto anche in chiave psicanalitica,
influenzato com'è dai resti della sua collaborazione con lo 'psicanalista
eretico' Massimo Fagioli, che ancora oggi lo condizionano. Non a caso,
nella prima scena del film il Principe Elettore dichiara che "non
è nei sogni, che si conquista la Gloria". E non a caso,
il film si chiude affermando che "è un sogno, certo. Che
altro?".
Percorsi tematici
Buongiorno,
notte - di Marco Bellocchio; con Maya Sansa, Luigi Lo Cascio,
Roberto Herlitzka.
L'ora di religione - di Marco Bellocchio;
con Sergio Castellitto, Jacqueline Lustig, Chiara Conti.
Il regista di matrimoni - di Marco Bellocchio;
con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro.
Introducing
Barbora Bobuova - a cura di Alberto Cassani.
Titolo:
Il Principe di Homburg
Regia:
Marco Bellocchio
Sceneggiatura:
Marco Bellocchio
Fotografia:
Giuseppe Lanci
Interpreti:
Andrea Di Stefano, Barbora Bobulova, Toni Bertorelli, Anita Laurenzi,
Fabio Camilli, Gianluigi Fogacci, Italo Dall'Orto, Bruno Corazzari,
Diego Ribon, Pierfrancesco Favino, Federico Scribani Rossi, Memo Dini,
Marco Piccioni, Riccardo Diana, Erika Urban, Barbara Chiesa, Gianluca
Petrazzi
Nazionalità:
Italia, 1996
Durata:
1h. 21'
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