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"Il Principe di Homburg" di Marco Bellocchio

30 maggio 2006 Recensioni 0 Commenti
Il Principe di Homburg

Istituto Luce, 1997 – Surreale

Incapace di frenare il proprio entusiasmo giovanile durante una battaglia, il Principe di Homburg disobbedisce agli ordini e rischia di trasformare in sconfitta una vittoria certa. La Corte Marziale lo condanna a morte ma Natalia, nipote del Principe Elettore di Brandeburgo, si prodiga per convincere lo zio a concedergli la grazia…


Andrea Di Stefano e Barbora BobulovaTratto dalla stessa tragedia che aveva ispirato l’omonima pellicola di Gabriele Lavia del 1984, Il Principe di Homburg è un film certamente teatrale ma con sprazzi registici assolutamente straordinari. Sono molti gli elementi che congiurano contro uno spettacolo realmente cinematografico, ma Bellocchio utilizza ottimamente lo spazio scenico e riesce a non rendere stucchevoli i dialoghi votati al lirismo che lui stesso ha scritto, riuscendo così a dare un’anima vera al suo film. Forse si sarebbe potuto lavorare meglio in fase di montaggio, perché nella seconda parte la pellicola si riduce ad una lunga sequela di dialoghi statici e scene madri, ma lo splendido inizio e l’ottimo confronto tra Homburg e il Principe Elettore quando gli altri Generali ne chiedono la grazia sono pezzi di gran cinema.

Toni BertorelliProbabilmente il film avrebbe meritato un protagonista meno rigido di Andrea Di Stefano, ma al suo fianco Toni Bertorelli è bravissimo e l’incantevole Barbora Bobulova se la cava bene recitando in una lingua che ancora non conosceva. E se alle spoglie scenografie di Giantito Burchiellaro fanno da contrappunto le belle musiche di Carlo Crivelli, è comunque al regista Marco Bellocchio che vanno ascritti tutti i meriti per l’efficacia della pellicola.

Una scenaLungo tutto il film, viene chiesto di continuo al Principe di Homburg se per caso non sia impazzito, e lui stesso si chiede spesso se sia sveglio o stia sognando. Non c’è dubbio che il racconto architettato da Bellocchio possa essere facilmente letto anche in chiave psicanalitica, influenzato com’è dai resti della sua collaborazione con lo “psicanalista eretico” Massimo Fagioli, che ancora oggi lo condizionano. Non a caso, nella prima scena del film il Principe Elettore dichiara che «non è nei sogni, che si conquista la Gloria». E non a caso, il film si chiude affermando che «è un sogno, certo. Che altro?».


La locandinaTitolo: Il Principe di Homburg di Heinrich von Kleist
Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio
Fotografia: Giuseppe Lanci
Interpreti: Andrea Di Stefano, Barbora Bobulova, Toni Bertorelli, Anita Laurenzi, Fabio Camilli, Gianluigi Fogacci, Italo Dall’Orto, Bruno Corazzari, Pierfrancesco Favino, Federico Scribani Rossi, Memo Dini, Marco Piccioni
Nazionalità: Italia, 1996
Durata: 1h. 21′


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