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Il diritto di contare di Theodore Melfi

8 aprile 2017 Recensioni 1 Commento
Il diritto di contare

20th Century Fox, 8 Marzo 2017 – Educativo

All’inizio degli anni 60, Stati Uniti e Unione Sovietica sono impegnati nella corsa allo spazio. In risposta al successo dello Sputnik, alla NASA si lavoraper permettere a un astronauta statunitense di arrivare sulla Luna. Grazie al contributo di tre straordinarie scienziate afroamericane, il 20 febbraio 1962 l’impresa riesce…


Taraji P. Henson in Il diritto di contareIl diritto di contare, basato sull’omonimo libro di Margot Lee Shetterly (HarperCollins), racconta una storia vera e importante ma poco nota. Probabilmente, il maggiore pregio del film diretto da Theodore Melfi risiede proprio nel trattare una vicenda che pochi conoscono ma che è giusto far scoprire al grande pubblico, e forse questo è stato uno dei motivi che hanno spinto il regista a realizzarlo.

Octavia Spencer in una scena di Il diritto di contareNegli anni sessanta la Virginia, dove si trova la sede della NASA, era uno stato segregazionista, in cui la vita dei bianchi e dei neri procedeva su binari divisi: scuole diverse, posti separati in autobus, addirittura bagni e fontanelle dell’acqua per gli uni e per gli altri. All’ente di ricerca spaziale erano impiegate però anche alcune giovani donne nere, chelavoravano in un edificio a parte, lontane dai colleghi bianchi: Dorothy Vaughn, Mary Jackson e Katherine Johnson. Il diritto di contare racconta come queste tre giovani donne, nonostante si trovassero in una condizione di svantaggio sociale a causa del colore della pelle e del loro sesso, siano riuscite a realizzare i loro sogni con intelligenza, determinazione e coraggio.

Janelle Monae e Aldis Hodge in Il diritto di contareDal punto di vista narrativo, Il coraggio di contare ha una struttura classica e convenzionale, ha una funzione principalmente didascalica e a tratti scivola nel sentimentale, non si distingue per particolari guizzi registici e non approfondisce il tema della questione razziale, ma ha il pregio di essere piacevole, di emozionare e fare anche sorridere. Soprattutto, è la bravura delle tre attrici protagoniste a permettere alla pellicola di fare un salto di qualità. Oltre ad avere scelto di raccontare una storia edificante e poco nota, merito del regista è anche quello di aver saputo individuare il cast giusto: accanto alle tre brillanti protagoniste recitano comprimari di alto livello, come Kevin Costner, che qui interpreta con ironia il burbero direttore della Space Task Force.


La locandinaTitolo: Il diritto di contare (Hidden Figures)
Regia: Theodore Melfi
Sceneggiatura: Allison Schroeder, Theodore Melfi
Fotografia: Mandy Walker
Interpreti: Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst, Jim Parsons, Mahershala Ali, Aldis Hodge, Glen Powell, Kimberly Quinn, Olek Krupa, Kurt Krause, Ken Strunk, Lidya Jewett, Donna Biscoe
Nazionalità: USA, 2016
Durata: 2h. 07′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco ha detto:

    Concordo con la recensione, sopratutto nell’ultimo capoverso.
    Il regista ha saputo ben inserire questa interessante storia nel climax razzista e sessista dell’epoca: non è fin troppo evidente come in “The Help” ma si percepisce sicuramente.
    Poi ha anche il merito di attribuire alla meritocrazia il raggiungimento dei propri sogni ed obiettivi…e perchè no: di permettere di CONTARE qualcosa.
    L’ho apprezzato per questo, oltre ai pregi già espressi.

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