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"Il Labirinto del Fauno" di Guillermo del Toro

1 dicembre 2006 Recensioni 12 Commenti
Gianpaolo Saccomano, 1 Dicembre 2006: Disomogeneo
Videa-CDE, 24 Novembre 2006

Verso la fine della Guerra Civile Spagnola una bambina si scontra con il patrigno, spietato ufficiale franchista, e tenta di resistergli entrando in una dimensione fiabesca e oscura: quella del misterioso Fauno, guardiano del Labirinto, che la convince di essere la Principessa scomparsa di un regno fatato…


Evidente continuazione de La spina del Diavolo, non tanto per le tematiche soprannaturali o fantasy, quanto per l’evocazione ostentata del terribile periodo della Guerra Civile spagnola, Il Labirinto del Fauno, sesto film di Guilllermo del Toro, fa una timida comparsa nelle nostre sale, quasi a ridosso dei soliti cine-panettoni di fine anno e dell’offerta politically correct tipica del periodo natalizio.E’ una storia triste e cupa, che tenta l’incursione nell’universo horror-fantasy e mette in gioco metafore e simbologie piuttosto evidenti, nel tentativo disperato di sfuggire alla tragica realtà della guerra e alla dura quotidianità di Ofélia, la bambina protagonista.

Del film diciamo subito che, nonostante una certa prevedibilità della trama, il regista fa un uso sapiente delle capacità degli attori principali, tutti molto bravi e convincenti, e dosa abbastanza bene la suggestione del mondo incantato del Fauno. Non è costante però la tenuta delle tensioni narrative e, malgrado, la partecipazione emotiva in crescendo, il film tradisce degli stacchi troppo netti tra l’appassionato dramma di guerra e il percorso emozionale (con astrazione dalla realtà) nelle fantasie della piccola ed innocente Ofélia. Si crea così una sorta di dicotomia nella rappresentazione delle due vicende che, proprio a causa della scarsa plausibilità dei punti di contatto, a lungo andare dà l’impressione di assistere ad una messa in scena ibrida e irrisolta, anche se indubbiamente di alto livello ed accorata partecipazione.
Il difetto non va imputato solo alla disomogeneità di sceneggiatura, ma anche alla rappresentazione poco entusiasmante della dimensione immaginifica. Le scenografie sono infatti troppo “realistiche” e immerse in un’oscurità (poco fascinosa) fatta di tinte piene e colori saturi. E’ chiaro che la fotografia di Guillermo Navarro si è ispirata alla grande arte di Goya nei suoi “dipinti neri”, il che non ha molto a che fare con la dimensione fiabesca e onirica dei disegni di Arthur Rackman, da cui si dichiara invece siano tratte. Inoltre il personaggio del capitano cattivo, Vidal (molto ben interpretato da Sergi López), figura un po’ stereotipata di franchista esasperato e senza alcun ripensamento, finisce col catalizzare l’attenzione dello spettatore, facendo prevalere il piano narrativo neorealista a scapito della malinconica favola del Fauno.

Il film ha comunque dalla sua una intensità emotiva e un rigore registico non comuni, che confermano il percorso evolutivo di Guillermo del Toro e fanno ben sperare per il futuro della cinematografia di lingua spagnola. La proposta di candidatura all’Oscar 2007 (per il Messico), per quel che vale, non è affatto immeritata, ma chi si aspettava un film fantasy dalle venature horror o, magari anche qualche rimando all’immaginario dello scrittore Arthur Machen, verrà preso in contropiede. E magari verserà anche qualche lacrimuccia.


Titolo: Il Labirinto del Fauno (El Laberinto del Fauno)
Regia: Guillermo del Toro
Sceneggiatura: Guillermo del Toro
Fotografia: Guillermo Navarro
Interpreti: Ivana Baquero, Sergi López, Maribel Verdú, Ariadna Gil, Doug Jones, Álex Angulo, Roger Casamajor, César Bea, Frederico Luppi, Manuel Solo, Fernando Albizu, María Jesús Gattoo, Chicho Campillo, Juanjo Cucalón, Mila Espiga
Nazionalità: Messico – Spagna – USA, 2006
Durata: 1h. 52′


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Attualmente ci sono 12 commenti a questo articolo:

  1. Mickey Rourke scrive:

    Terrorizzante. L’uomo pallido ( il tizio con gli occhi sulle mani ) è la creatura più riuscita del film. Lo consiglio a tutti gli amanti del cinema.

  2. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Incredibilmente surreale, da vedere.
    Inoltre è uno dei più meglio riusciti di Del Toro.

  3. Riccardo scrive:

    Innanzitutto voglio fare una piccola parentesi prima di parlare del film: Il labirinto del fauno, quello che probabilmente è il capolavoro di Guillermo Del Toro, non è una specie di Cronache di Narnia ambientato durante la Guerra Civile spagnola, ma è un autentica fiaba per adulti, infatti il divieto ai minori di 14 anni non è messo a caso viste le non poche scene di violenza e le creature fantastiche che potrebbe turbare un pubblico di under 14.

    Come ormai è chiaro, Del Toro è un appassionato di fantasy e di tutto ciò che riguarda il soprannaturale ( si basti pensare ai precedenti lavori come Hellboy, Mimic, gli acclamati horror Blade II e Il segno del diavolo, il recente The Golden Army e il prossimo Lo Hobbit prequel de Il signore degli anelli ), fra i film che lo hanno impressionato ci sono i zombie-movie di Romero, Cime tempestose di William Wyler e Taxi Driver di Scorsese, inoltre si fa influenzare molto dai pittori spagnoli come Goya.

    Questa volta, dopo un repertorio di film fantasy e semi action horror, Del Toro decide di filmare una pellicola ben più personale, cupa e retorica, questo film è Il labirinto del fauno che come Il segno del diavolo è ambientato durante la fine della guerra civile spagnola, però il tema, Del Toro dice di averlo affrontato meglio su Il labirinto del fauno, dove la fantasia gioca un ruolo fondamentale nell’eterna lotta fra il Bene e il Male.

    Film horror, saturo di violenza ( come già detto ) e di colori, ma nonostante i terrificanti abitanti del labirinto ( tra cui uno spaventoso Uomo Pallido dove gli occhi sono posti nelle mani ), il vero mostro del film è il capitano Vidal, la vera incarnazione del Male, che non esita ad uccidere e a seminare paura e morte per ottenere la vittoria facile.

    Per Del Toro, il fascismo è l’orrore con la O maiuscola, che ti costringe a compiere scelte dolorose e che ti distrugge, ti uccide pezzetto per pezzetto non solo fisicamente ma soprattutto moralmente.

    La piccola Ofélia e gli abitanti del labirinto rappresentano coloro che lottano, si ribellano al Male per una vita migliore e più felice.

    Drammatico, commovente e ben riuscito il finale. <:'(

    Eticamente meraviglioso. :O

    Capolavoro.

    :)

  4. Riccardo scrive:

    Innanzitutto voglio fare una piccola parentesi prima di parlare del film: Il labirinto del fauno, quello che probabilmente è il capolavoro di Guillermo Del Toro, non è una specie di Cronache di Narnia ambientato durante la Guerra Civile spagnola, ma è un autentica fiaba per adulti, infatti il divieto ai minori di 14 anni non è messo a caso viste le non poche scene di violenza e le creature fantastiche che potrebbe turbare un pubblico di under 14.

    Come ormai è chiaro, Del Toro è un appassionato di fantasy e di tutto ciò che riguarda il soprannaturale ( si basti pensare ai precedenti lavori come Hellboy, Mimic, gli acclamati horror Blade II e Il segno del diavolo, il recente The Golden Army e il prossimo Lo Hobbit prequel de Il signore degli anelli ), fra i film che lo hanno impressionato ci sono i zombie-movie di Romero, Cime tempestose di William Wyler e Taxi Driver di Scorsese, inoltre si fa influenzare molto dai pittori spagnoli come Goya.

    Questa volta, dopo un repertorio di film fantasy e semi action horror, Del Toro decide di filmare una pellicola ben più personale, cupa e retorica, questo film è Il labirinto del fauno che come Il segno del diavolo è ambientato durante la fine della guerra civile spagnola, però il tema, Del Toro dice di averlo affrontato meglio su Il labirinto del fauno, dove la fantasia gioca un ruolo fondamentale nell’eterna lotta fra il Bene e il Male.

    Film horror, saturo di violenza ( come già detto ) e di colori, ma nonostante i terrificanti abitanti del labirinto ( tra cui uno spaventoso Uomo Pallido dove gli occhi sono posti nelle mani ), il vero mostro del film è il capitano Vidal, la vera incarnazione del Male, che non esita ad uccidere e a seminare paura e morte per ottenere la vittoria facile.

    Per Del Toro, il fascismo è l’orrore con la O maiuscola, che ti costringe a compiere scelte dolorose e che ti distrugge, ti uccide pezzetto per pezzetto non solo fisicamente ma soprattutto moralmente.

    La piccola Ofélia e gli abitanti del labirinto rappresentano coloro che lottano, si ribellano al Male per una vita migliore e più felice.

    Drammatico, commovente e ben riuscito il finale.

    Eticamente meraviglioso.

    Capolavoro.

    A te alberto è piaciuto ? :D

  5. Alberto Cassani scrive:

    Perso. Ma Del Toro mi lascia quasi sempre freddo.

  6. Riccardo scrive:

    Comunque non è male come film, è un buon fantasy-horror-storico.
    te lo consiglio.
    il finale poi ( senza spoilerarlo ) ti farà sciogliere il tuo cuore di ghiaccio. ;)

    Speriamo bene per il prequel del signore degli anelli lo hobbit

  7. Alberto Cassani scrive:

    Il problema è che da noi era uscito da poco “La spina del diavolo”, sempre ambientato in quegli anni e che non mi era piaciuto per niente.

    Comunque Del Toro ha lasciato il progetto de “Lo Hobbit” per vari litigi coi produttori. Non si sa ancora chi lo dirigerà, ma è improbabile che sia Peter Jackson.

  8. Riccardo scrive:

    Non si sa mai.

  9. Alberto Cassani scrive:

    Riccardo, scusa ma ho notato solo adesso che il tuo primo messaggio era rimasto bloccato dall’antispam. Non ho idea del perché.

  10. Riccardo scrive:

    è vero, perchè per errore l’ho pubblicato due volte e la prima si era bloccato.

  11. Alberto Cassani scrive:

    Strano, perché sono quasi uguali. Non capisco per quale motivo uno sia rimasto bloccato e l’altro no.

    Comunque, Peter Jackson ha detto che dirigerà “Lo hobbit” solo ed esclusivamente se non ci fossero altre alternative e il film rischiasse di essere cancellato. Lui non ha per nulla voglia di lavorare ancora con al New Line, quindi penso proprio che il film sarà diretto da un altro.

  12. Marco scrive:

    Rivisto dopo tanto tempo “Il Labirinto Del Fauno”: lugubre, terrificante, spaventoso, emozionante, drammatico, commovente, fantastico.
    Quello che una piaga come la guerra può suscitare nella mente fragile ed innocente di un bambino, dove per salvarsi può soltanto rifugiarsi in un mondo incantato, nel suo mondo incantato.
    Un Sèrgi Lopez davvero magistrale.
    Da antologia la scena del banchetto del mostro.
    Una delle ragioni per cui ringrazio il vero cinema, di cui questo film fa assolutamente parte.
    Personalmente il punto più alto di Del Toro.
    Decisamente ti cambia la giornata, o almeno a me la cambiata.

    “E si dice che la principessa fece ritorno nel regno paterno, dove regnò con saggezza e benevolenza per molti secoli, e che lasciò delle tracce del suo passaggio sulla Terra, piccoli messaggi capaci di essere visti soltanto agli occhi di chi sa guardare.”

    Capolavoro.

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