Stai leggendo:

"Il petroliere" di Paul Thomas Anderson

28 gennaio 2008 Recensioni 4 Commenti
Andrea Chirichelli, 28 Gennaio 2008: Denso
Walt Disney, 15 Febbraio 2008

California, primi del ‘900: un cercatore d’oro, Daniel Plainview, capisce che il futuro è del petrolio e inizia la sua carriera in quel ramo. Acquistata con l’inganno per poche migliaia di dollari una proprietà ubicata proprio sopra un ricco giacimento, comincia a fare fortuna, ma il fato gli riserverà una vita molto tormentata…


Il merito della riuscita di There Will Be Blood, uno dei migliori film di una stagione ricca di piacevoli sorprese, va ascritto ad una pluralità di fattori: la regia – asciutta, essenziale, ma capace di proporre scene di grande impatto visivo – di Paul Thomas Anderson; lo straniante commento musicale di Johnny Greenwood; la grande interpretazione di un cast in stato di grazia. L’aggettivo “grande”, a dire il vero, sta molto stretto al Daniel Day Lewis di There Will Be Blood: il suo Daniel Plainview è un personaggio unico, fuori degli schemi, un’icona senza tempo. A suo modo, Plainview rappresenta il lato più cinico e detestabile dell’America: quella che non guarda in faccia a nessuno pur di ottenere quello che vuole, che sfrutta l’ignoranza e le debolezze altrui per raggiungere i propri obiettivi, che ha come unico scopo il profitto e il potere. La scalata del “petroliere” è quella di un uomo dagli occhi di brace, con il volto seminascosto da baffi maestosi e cappelli bisunti, che mentre ti tende la mano, con l’altra ti pugnala alla schiena.

Daniel Day Lewis, che alterna urla a borbottii incomprensibili, mette le mani sull’Oscar anche se più che al cittadino Kane di Quarto Potere (cui la stampa statunitense l’ha velocemente paragonato), assomiglia a Fitzcarraldo: consapevolmente folle e ferocemente determinato a scalare la montagna. Lewis compie una vera e propria metamorfosi durante il film, aggiungendo il proprio immenso talento ad un personaggio già di per sé interessante. Di fronte a un’interpretazione così esagerata, assoluta, titanica, definitiva, qualsiasi altro attore sarebbe scomparso e invece, l’altra e più grande sorpresa della pellicola, è la performance del bravissimo Paul Dano (che in molti ricorderanno nella parte del “figlio muto” della sgangherata famiglia protagonista di Little Miss Sunshine) che dà vita ad un giovane predicatore che si oppone, con furore mistico, agli affari di Plainview e si dimostra in ogni occasione all’altezza del più blasonato compare. Davvero un peccato che Dano sia stato ignorato dall’Academy ma quest’anno, effettivamente, trovare spazio nella categoria “migliore attore non protagonista” è impresa ardua.

Basato sul romanzo Oil! di Upton Sinclair, datato 1927, There Will Be Blood copre trent’anni di storia ma l’ossessione incarnata da Daniel Plainview per il potere e il successo è drammaticamente attuale: cambia lo scenario e il punto da indicare sulla mappa, ma la dipendenza, l’ossessione quasi, che gli Stati Uniti hanno nei confronti dell’oro nero, in un secolo non è affatto cambiata. Anderson sfrutta la storia e i protagonisti come volani per lanciare messaggi, indizi, proporre idee, mostrare allegorie e metafore, pur riuscendo a non fare della sua opera un pamphlet squisitamente “politico” e mantenendosi a debita distanza dalla facile morale. Il contrasto, feroce, tra Denaro e Chiesa, incarnati dai due protagonisti si risolve con un nulla di fatto: non c’è speranza, non ci sono affetti, solo avidità e follia.

L’unica nota stonata di questo altrimenti meraviglioso concerto è lo scialbo titolo scelto per l’edizione italiana, Il Petroliere, che più che all’epica della vecchia Hollywood, che il film incarna alla perfezione, ci riporta alla mente presidenti spendaccioni di società calcistiche. Forse, pensandoci bene, visto lo Stato in cui versiamo, potrebbe anche essere una scelta vincente…


Titolo: Il petroliere (There Will Be Blood)
Regia: Paul Thomas Anderson
Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson
Fotografia: Robert Elswit
Interpreti: Daniel Day-Lewis, Kevin J. O’Connor, Ciarán Hinds, Paul Dano, Dillon Freasier, Barry Del Sherman, Russell Harvard, Paul F. Tompkins, Randall Carver, Coco Leigh, Sydney McCallister, David Willis, Christine Olejniczak, Kellie Hill
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 2h. 38′


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    Un film che profuma veramente di oscar, scioccante e travolgente, un autentico pugno allo stomaco.
    Grande Day Lewis decisamente più informa che in gangs of new york.

  2. Guido scrive:

    Daniel Day-Lewis è tra i più grandi attori viventi.

  3. Riccardo scrive:

    Un film che adoro e che non smetterò mai di amare.

  4. Marco scrive:

    Perfetta recensione che ho amato leggendola. Aggiungo una menzione alla bellissima fotografia di Elswit.

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.